6.5

Pop-Up Pilgrims – I cugini dei Lemmings (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Pop-Up Pilgrims – Quando i Lemmings andavano di moda, agli inizi degli anni novanta, di cloni ne circolavano a bizzeffe. Ora il fenomeno si è praticamente dissolto nell’aria, ma c’è ancora chi li porta nel cuore: ecco la nostra recensione di Pop-Up Pilgrims.

LEGGI ANCHE: 10 domande ai creatori dell’ambizioso Apex Construct

Editore Dakko Dakko
Sviluppatore Dakko Dakko
Piattaforme PSVR
Genere Rompicapo, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore (locale)

I Puffi nipponici

Per quei quattro che non conoscessero Lemmings, sappiate che la formula di questa saga di rompicapo prevedeva come obiettivo il salvataggio di esserini, i quali si muovevano in modo autonomo su piani bidimensionali, incuranti del pericolo. Il giocatore aveva il compito di evitare che questi morissero, conducendoli verso l’uscita del livello, utilizzando le abilità di ciascuno, come la possibilità di perforare il terreno o di costruire una scala.

Pop-Up Pilgrims riprende questa idea, la porta nella realtà virtuale e la semplifica, sfumandola con un po’ d’azione. Indossando il visore, si viene immersi in un mondo realizzato in due dimensioni, composto da strati su strati, che vanno a definire la profondità. Uno stile dolcissimo, attraverso il quale la creatura di Dakko Dakko edifica il suo gameplay, edulcorato con motivetti musicali accattivanti, seppur un po’ ripetitivi: in pratica, anche qui bisogna guidare dei pupazzetti verso l’uscita, un manipolo di simpatici pellegrini smarriti, ma avrete un ruolo attivo su di essi.

Un cursore a nuvola seguirà il vostro sguardo, ed è sufficiente puntare con gli occhi un personaggio per selezionarlo: dopodiché, eventualmente, sarà possibile farlo saltare premendo il tasto corrispondente, in una distanza variabile che può essere modificata dal giocatore stesso. In buona sostanza, il salto è l’interazione portante, anche perché vi permetterà di scegliere anche la direzione dei pellegrini, che camminano costantemente da una parte all’altra del ripiano, senza mai fermarsi. A differenza di Lemmings, però, gli esserini non cadono in prossimità dei bordi, ma cambiano direzione automaticamente.

In più, sempre ai bordi, potrebbero esserci alcune foglie, per mezzo delle quali i piccoli personaggi potranno saltare di strato in strato. Pop-Up Pilgrims utilizza questo espediente per aggiungere un po’ di pepe al level design, che si arricchisce costantemente di nuove trovate col passare dei livelli: da gettoni per aumentare il punteggio, a pegni che permettono di sbloccare l’uscita, fino ad arrivare a mostri, interruttori che attivano uno strato e disattivano quello adiacente e molto altro, che lasceremo a voi il piacere di scoprire. A onor del vero, il gioco fa poco per spiegarsi bene, tanto-ché alcune informazioni sono lasciate al caso, motivo per cui vi consigliamo di dare un’occhiata al manuale ufficiale per maggiori informazioni sul funzionamento della formula.

Purtroppo una parte delle soluzioni non convincono, visto che tendono al cosiddetto trial-and-error, mitigando il divertimento. Considerando il ritmo frenetico del gioco, e la precisione con la quale bisogna effettuare certe operazioni, dai salti al semplice puntamento di un pellegrino anziché l’altro, talvolta ci si incespica nella confusione a schermo, e per un minimo errore è necessario ricominciare daccapo. Nello specifico, i cosiddetti Devotion Hearts raccolti nel livello servono ad evocare le nuvole direzionali, tramite cui forzare il salto di un singolo pellegrino verso uno strato diverso da quello che sta percorrendo.

La meccanica diverte, e può essere utilizzata solo un numero limitato di volte, eppure, come accennavamo poc’anzi, dover piazzare la nuvola e cambiare strato, per poi selezionare l’esserino e farlo saltare, non è poi sempre il massimo della comodità, proprio perché tutte queste azioni richiedono movimenti continui della testa, spesso leggeri e precisi, attraverso un cursore troppo sensibile. La situazione si fa complicata quando i personaggi si sovrappongono uno sull’altro, e, soprattutto, nei livelli più complessi, in cui è necessario monitorare più parti della mappa, dei momenti nei quali Pop-Up Pilgrims comincia a diventare più meccanico del dovuto.

Concludiamo segnalando l’opzione multigiocatore, dove un secondo utente può giocare con un altro controller direttamente sullo schermo della TV, prendendo il controllo di BORB, un maialino in grado di muoversi, sia per raccogliere oggetti, sia per spingere i pellegrini per aiutarli: un’aggiunta simpatica, che premiamo come abbiamo sempre premiato tutti i giochi VR che consentono tale modalità.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Pop-Up Pilgrims  Giudizio Finale – Non sarà quel gioco in grado di dare uno scossone alla realtà virtuale, né tantomeno uno capace di valorizzarla al meglio delle sue possibilità, ma Pop-Up Pilgrims è un rompicapo gradevole, che fa un buon uso della prospettiva e della profondità, al netto della frustrazione che può causare.

PRO CONTRO
  • Alcune trovate riuscite nel design…
  • Stile semplice, ma efficace e chiaro
  • Uso intelligente della prospettiva
  • … altre decisamente no, le quali rendono il gioco frustrante
  • Il gameplay diventa presto meccanico

Recensione Pop-Up Pilgrims – Trailer

Recensione Pop-Up Pilgrims – Screenshot