8.0

Project Cars 2 – Sporco, ma sexy (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Project Cars 2 – Ci sono videogiochi per tutti, ma, perdonate il gioco di parole, non tutti i videogiochi sono per tutti: c’è chi poi, invece, fa dell’accessibilità un motivo di vanto e di forza, al contrario di altri che preferiscono consolidare una propria nicchia, forte, attenta ed esigente. Ecco la nostra recensione Project Cars 2.

Editore Bandai Namco
Sviluppatore Slightly Mad Studios
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Corse
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Project Cars 2

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Xbox One S.

“Leggermente” pazzi, per davvero

Project Cars 2: un ruggito tra i giganti, un mostro dalle grandi potenzialità che va compreso, specie su console. Non a caso, gli acciacchi di gioventù hanno coinvolto anche lui: dopo un periodo di lancio titubante, pervaso da una moltitudine di problemi, risolti in larga parte da una patch correttiva, adesso il seguito della creatura di Slightly Mad Studios si presenta come il miglior compromesso tra un videogioco di corse realistico, e uno fruibile degnamente con il controller, senza quindi dover fare affidamento necessariamente al volante.

I nostri test si sono concentrati sull’edizione Xbox One per un motivo in particolare: il team di sviluppo sembra interessarsi alle potenzialità della console di Microsoft, tant’è che è riuscita, ancora una volta, ad adattare al meglio i controlli al gamepad, sfruttandone le peculiarità, compresi i sottovalutati grilletti ad impulsi. Ciò significa che, a seconda di determinati fattori, come il tipo di terreno che si sta percorrendo, si riceverà una vibrazione più o meno forte, in grado di trasmettere una solidità dal duplice scopo: aumenta senz’altro l’immersione, ma traduce anche certi aspetti dell’auto nei tasti dorsali (ci riferiamo a LT e RT). L’abuso dell’accelerazione, ad esempio, sarà segnalato con una scossa decisa, in maniera tale che possiate dosare la forza impressa nel pulsante.

A prescindere dalla piattaforma sulla quale assaporerete Project Cars 2, quello che vi si parerà davanti sarà un sistema di guida ben diverso dal solito, un modello che cerca di replicare la realtà, rimanendo però fedele al concetto di videogioco. I comportamenti della vettura vanno capiti e studiati, inghiottiti e digeriti, e costantemente monitorati. L’assetto può essere modificato minuziosamente, in base al tracciato in cui prenderà vita la gara, con una sezione dedicata all’ingegnere, il quale, rispondendo alle domande, potrà cambiare certi valori delle componenti senza che dobbiate avventurarvi tra i districati menù, almeno nelle prime istanze.

Si somma poi tutta una serie di fattori allacciati al controller, dalla sensibilità della sterzata a quella del freno, per passare allo stabilimento delle zone morte, per una personalizzazione che non ha eguali nel suo genere.

Fa strano, comunque, vedere come i classici aiuti elettronici siano più un ingombro che altro: alcuni facilitano effettivamente la vita, ma molti altri tendono a trasformare la manovrabilità, rendendola di fatto meccanica, a dimostrazione del fatto che andrebbe gustato con meno aiuti alla guida possibili, per un’esperienza di controllo genuina. Non aspettatevi quindi la stratificazione di un qualsiasi Forza Motorsport, o del recente F1 2017, né tantomeno il dolce accompagnamento di DiRT 4. La natura simulativa del titolo di Slightly Mad Studios la si respira ovunque, un apparato che non contempla la presenza di blocchi per i contenuti. Le auto sono tutte disponibili fin da subito, così come i percorsi, e la carriera si focalizza sulle discipline, all’interno delle quali troviamo dei campionati, delle piste e vetture predefinite.

Nell’offerta contenutistica si sono fatti grossissimi passi in avanti rispetto al predecessore. Dimenticate la ristretta cerchia di circuiti e modelli disponibili nel primo Project Cars, alimentati poi da una caterva di DLC frammentari, pure a pagamento, perché il secondo capitolo apre le danze a oltre 180 vetture e ben 63 tracciati, con più di 140 varianti. Le tante modalità, dalla già citata carriera all’online, rinnovato nella gestione delle lobby, ora più complete ed affidabili, vanno a colmare le esigenze di ogni tipo di videogiocatore amante della simulazione.

Al di là dei numeri, si cela una cura eccelsa nella proposizione dei contenuti, a partire dalle 9 discipline diverse (incluse le sotto-categorie), che spaziano dal Rally Cross alle Indy Car, riprodotte fedelmente nello stile e nello spirito di guida, fino a raggiungere il superbo sistema LiveTrack 3.0, tramite cui è possibile gareggiare su superfici stradali che influiscono sulla manovrabilità in tempo reale, con condizioni meteorologiche dinamiche, tra le quali spicca anche la neve, a diverse intensità. Il ciclo giorno/notte è solo la ciliegina sulla torta di un prodotto corposo e finalmente completo, sotto tanti punti di vista. In altri, però, sembra essere ancora molto grezzo.

In primis, abbiamo notato dei difettucci sparsi qua e là, come dei comportamenti strani nell’intelligenza artificiale, che potrebbe, ad esempio, far incespicare gli avversari nei percorsi più complessi; ci è capitato poi di veder sparire i salvataggi senza motivazione alcuna, un problema condiviso da una piccolissima, ma presente, fetta dell’utenza. Un evento capitato, però, prima della patch correttiva.

Inoltre, sotto il profilo grafico, Project Cars 2 vive tra alti e bassi: se da un lato abbiamo delle vetture colme di dettagli, pulitissime nella modellazione ed interni generalmente ben realizzati, dall’altra purtroppo delude nella resa dei tracciati, talvolta obsoleta, con gli elementi a bordo pista e negli sfondi non al passo con i tempi, fattori che, uniti, non permettono di costruire una sensazione di velocità perfetta ed immersiva.

I particellari a volte lasciano a desiderare, ma c’è da considerare che l’impalcatura gestisce sia un motore fisico articolato, sia il meteo dinamico, il quale deve costantemente variare il tracciato, e quindi la manovrabilità della macchina, in aggiunta ad un grande numero di vetture a schermo. La complessità della giocabilità sacrifica in parte il comparto grafico, almeno su Xbox One, dove la situazione non è delle più rosee: dobbiamo infatti segnalare anche dei problemi di tearing, per fortuna levigati con il primo aggiornamento, e una fluidità che viene profondamente stressata nelle situazioni più concitate, pur puntando ai sessanta fotogrammi al secondo. Invece, fatta eccezione per un paio di problemi nel livellamento, il suono dei motori risulta essere di buona fattura, così come le dolci musiche auliche nel menù.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Project Cars 2Giudizio Finale – Project Cars 2 riparte dalle già ottime fondamenta gettate dal capitolo originale, costruendoci sopra un degno seguito. Non tradisce la sua identità, quella di un simulatore che svolge anche il mestiere di videogioco, proponendoci un modello di guida ricco di variabili, e, al contempo, fruibile con il controller, ora denso di contenuti, potenziati peraltro da un meteo dinamico che non è solo una chicca estetica. Sul versante grafico e tecnico si poteva fare di più, così come nella pulizia del codice, non priva di grattacapi, una situazione che potrebbe migliorare in futuro. In ogni caso, ora, siamo dinanzi a quel classico prodotto enorme, sporco e imperfetto che si ama per quello che è: una sfumatura a se stante del genere corsistico di cui avevamo bisogno.

PRO CONTRO
  • Ibrido eccelso tra simulatore e videogioco
  • Adattamento del controller, specie su Xbox One
  • Spessore contenutistico notevole
  • LiveTrack 3.0 fa scuola
  • Grafica tra alti e bassi
  • Visibilmente grezzo in certi aspetti
  • Bug sparsi, alla stregua del predecessore

Recensione Project Cars 2 – Trailer

Recensione Project Cars 2 – Screenshot