7.5

Radial-G: Racing Revolved – Ferma ‘sto coso! Fermalo! (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Radial-G: Racing Revolved – La realtà virtuale, da piccolo, me la immaginavo esattamente così: un tripudio di neon pulsanti, spalmati su piste tubolari, sulle quali gareggiare a massima rapidità, con un aggeggio futuristico in faccia e la sensazione di stare all’interno dell’abitacolo di un’astronave. Radial-G: Racing Revolved concretizza questa fantasia in un videogioco che esalta il genere di corse futuristiche arcade: vediamolo insieme nella nostra recensione.

Editore Tammeka Games
Sviluppatore Tammeka Games
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive, PS4, PC
Genere Corse
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Radial-G: Racing Revolved

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PSVR.

Mai giocare dopo la carbonara

Ebbene sì, in Radial-G ci si siede sulla propria sedia, nella dimensione reale s’intende, e si viene catapultati virtualmente su tubi sospesi nell’atmosfera ad una velocità allucinante, la quale fa supporre, lecitamente, dei forti problemi di chinetosi. Potreste non crederci, ma non è affatto così, anche perché chi vi parla ne soffre, almeno in altri titoli VR.

I tracciati, infatti, sono il frutto di uno studio che ha coinvolto l’uso di una prospettiva, rigorosamente in prima persona, in grado di trasmettere adrenalina, senza sforzare lo stomaco. Se ne contano nove in tutto, ciascuno dei quali vanta larghe porzioni in cui si potrà materialmente girare a trecentosessanta gradi, alla ricerca delle pedane e delle rampe turbo: l’obiettivo, in particolare, è quello di mantenere sempre l’indicatore del nitro al massimo, passando proprio attraverso questi pannelli, nella speranza di tagliare il traguardo per primi.

La struttura ondulata della pista presenta talvolta anche delle biforcazioni, e ospita numerosi ostacoli, spesso rotatori, appositamente segnalati dal colore rosso. Evitarli è d’obbligo, visto che potrete non solo finire fuori pista, ma anche perdere velocità, insieme ad una parte del vostro prezioso scudo, il quale serve a proteggervi dagli attacchi avversari. Inoltre, è possibile sacrificarne una fetta per aumentare l’indicatore del nitro, fermo restando che la ricarica dello scudo si effettua solo ed esclusivamente presso delle apposite aree, una volta per giro.

È un gameplay quindi che vive di regole precise, nemmeno tante in realtà, che cambiano a seconda della modalità scelta. Tolta la gara libera e l’attacco a tempo con tanto di classifiche online, la carriera presenta infatti diversi modi di giocare, spalmati lungo tre fasce differenti. Ognuna offre sei eventi, e tra campionati, testa a testa e sfide a tempo ce n’è un po’ per tutti i gusti. Non manca nemmeno la cosiddetta gara da combattimento, in cui potrete raccogliere le armi dagli appositi indicatori sul tracciato così da mettere i bastoni tra le ruote agli avversari.

Le combinazioni però non sono moltissime, e la carriera non ha una grande longevità. Molto dipende dalla vostra bravura, perché la terza e ultima fascia presenta i circuiti più complessi, dove l’intelligenza artificiale si fa più aggressiva e la complessità strutturale della pista diventa un vero e proprio inferno.

Se inizialmente vengono sollecitati solo i riflessi, dato che vi basterà stare attenti nello schivare gli ostacoli e nel recupero delle pedane turbo ad una ritmo tutto sommato normale, dopo sarà necessaria una conoscenza quasi totale del tracciato per poter vincere, perché si raggiungono dei livelli di velocità talmente elevati da non darvi il tempo materiale di poter evitare un intralcio.

I tubi cercheranno poi di complicarvi la vita, tanto-ché non riuscirete sempre ad avere una buona visuale la pista, soprattutto in salita. Bisognerà quindi affidarsi alla dea bendata, o alla già citata conoscenza minuziosa della pista, in modo tale da raccattare tutto il nitro possibile, e rimanere quindi a velocità massima senza mai rallentare. Questo cambio repentino della dinamica di gioco potrebbe far storcere il naso a più di un giocatore, anche perché la difficoltà si impenna bruscamente. Peraltro, il design dei circuiti, almeno dal punto di vista ludico, non sempre soddisfa fino in fondo: anzi, alcuni si somigliano abbastanza, e alla lunga potreste sentire un tocco di ripetitività.

Tuttavia, la sensazione di velocità che Radial-G dona rimane qualcosa di indescrivibile. Si sfreccia sul percorso come se foste lì, simulando volontariamente la pressione alla sedia, e non vorrete mai e poi mai fermarvi, per nessun motivo al mondo.

Ciononostante non si vive di sola meraviglia, e sotto il grado di stupore c’è un gioco corsistico certamente divertente, la cui offerta contenutistica, purtroppo, soffre in quanto ad ampiezza. Le piste sono pochine, gli sbloccabili altrettanto, e la stessa cosa vale per le navi, le quali, peraltro, non sembrano essere state bilanciate con criterio.

Sia chiaro, nell’ambiente della realtà virtuale siamo comunque sopra la media se si parla di durata complessiva, soprattutto perché c’è la modalità multigiocatore, nella quale fino ad otto partecipanti possono gareggiare per stabilire il migliore tra i piloti: peccato non si possano invitare direttamente gli amici nella sessione.

Il prezzo dell’edizione digitale ammonta a 24,99€, una cifra congrua a quanto offerto, mentre quella fisica ha un costo pari a 40,98€, decisamente alto a nostro parere. Per dovere di cronaca, vi informiamo che Radial-G include la possibilità di poter giocare anche senza il visore, in modalità standard, ma l’esperienza perde moltissimo in termini di coinvolgimento.

Graficamente invece il look dell’opera di Tammeka Games sa di generico: i fondali peccano in quanto a dettagli e identità, probabilmente per non distrarre il giocatore alla guida, e persino l’interfaccia ci è sembrata piuttosto elementare.

Si poteva osare di più, questo è sicuro, eppure nell’insieme regala qualche soddisfazione, soprattutto in termini di pulizia, un fattore molto importante vista la velocità verso cui si va incontro. D’altro canto ci pensa la colonna sonora a dare un po’ d’atmosfera, tecno al punto giusto e pregna di musiche funzionali alla giocabilità, che pompano l’adrenalina a mille.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Radial-G: Racing Revolved Giudizio Finale – Radial-G: Racing Revolved trasmette la velocità come nessun’altro su PSVR. Pur essendo eccezionale il lavoro riversato sui tracciati nei riguardi dello smorzamento della chinetosi, il loro design tende a essere ripetitivo e non sempre all’altezza. Tolto questo grattacapo, quel che ne rimane è un’esperienza da mostrare ad amici e parenti, in particolare ai più impavidi, e che non dimenticheremo mai, al netto dei difetti riscontrati.

PRO CONTRO
  • Trasmette velocità senza stressare
  • Giocabilità semplice, ma elettrizzante
  • Musiche azzeccate
  • Magagne nella struttura dei tracciati
  • Pochi circuiti, pochi sbloccabili
  • Stilisticamente generico

Recensione Radial-G: Racing Revolved – Trailer

Recensione Radial-G: Racing Revolved – Screenshot