8.0

Remothered: Tormented Fathers – Spavento all’italiana (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Remothered: Tormented Fathers – Quando sei alla ricerca di informazioni, in casa altrui, e ti chiedono di allontanarti prima con le buone e poi con le cattive, se sei recidivo, ne paghi – giustamente, direi – le conseguenze. Questa è la premessa dell’italianissimo Remothered: Tormented Fathers, sviluppato nella calda Sicilia: dopo un esordio su PC tra gli applausi della critica, è giunto il momento di dire la nostra sulla versione console di uno dei survival horror più interessanti degli ultimi anni.

Editore Darril Arts
Sviluppatore Stormind Games
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Survival horror
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 29,99€ (PS4, XB1) | 19,99€ (Steam)

Video Recensione Remothered: Tormented Fathers

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Come non farsi i fatti propri

Più che nell’horror, Remothered: Tormented Fathers si colloca prima di tutto tra i thriller psicologici dell’orrore, al cui centro è posto un caso spinoso, legato alla scomparsa di una bambina di nome Celeste. La protagonista, nel dettaglio, si chiama Rosemary Reed, ed è una donna di 35 anni desiderosa di sapere cosa si cela dietro alla misteriosa sparizione.

Armata del solo coraggio, la Reed si recherà presso la villa del padre della ragazzina, tale Richard Felton, un soggetto dalla psiche instabile, dal passato burrascoso, e dal discutibile vestiario (da quando i grembiuli si indossano senza biancheria intima?). Non vorrà rispondere ad alcuna domanda, non si dimostrerà affatto collaborativo, quindi sarà vostro compito infiltrarvi nella sinistra dimora, al calar della notte, in cerca di possibili indizi.

La giocabilità si rifà agli stilemi del nascondino d’orrore, dove lo scopo è quello di risolvere enigmi ambientali evitando il nemico – denominato “stalker” – a ogni costo, il quale non potrà essere ucciso, ma solo rallentato, ingannato, o eventualmente stordito. La villa è piena di nascondigli e di diversivi, lanciabili, piazzabili e utilizzabili nel malaugurato caso il cattivone vi colga in flagrante. Come accennavamo, l’obiettivo risiede nel risolvere puzzle ambientali, i quali non richiedono un uso spasmodico di materia grigia, poiché le loro soluzioni ruotano attorno, più che altro, all’esplorazione.

Un oggetto recuperato in cucina potrà essere di aiuto in un’altra stanza, che a sua volta attiverà un marchingegno da cui fuoriuscirà un altro oggetto ancora, in un vortice che vi spingerà sempre più in profondità, camera dopo camera. Il tutto dovrà compiersi senza dare nell’occhio, visto che è contemplata solo e soltanto la furtività, contraddistinta peraltro da una reattiva intelligenza artificiale per il cattivone di turno, in grado di generare tensione, mettendovi spesso alle strette. Il gameplay risulta quindi classico, molto semplice e non particolarmente ricco di situazioni varie, anche se la casa dispone di stanze ben caratterizzate. Tuttavia, l’esperienza trae forza dal modo col quale viene esposta la storia, coadiuvata da un tratto distintivo, citazionistico ma portatore di una sua personalissima visione.

Sebbene alla base sia di fatto una produzione indipendente, Remothered: Tormented Fathers sfoggia una narrazione cinematografica, con filmati e doppiaggio confezionato da professionisti, purtroppo nella sola lingua inglese, corredata però dai classici sottotitoli in italiano.

L’ambiente ha una storia da raccontare, tanto è vero che i mobili della casa sorreggono documenti che cercano di dipingere il quadro narrativo con completezza, e sviscerano una vicenda che alle spalle nasconde drammi, traumi e colpi di scena d’impatto, capaci di condire personaggi genuinamente interessanti. La longevità vacilla tra le tre alle sei ore totali, perché molto dipenderà dalla vostra performance e dalle difficoltà che incontrerete: il livello di sfida potrebbe darvi del filo da torcere in certe occasioni, soprattutto nella seconda parte dell’avventura, dove i vostri nervi saranno messi a dura prova. Purtroppo il finale lascia diversi interrogativi in sospeso per un eventuale seguito già programmato, insieme ad un terzo capitolo che chiuderà la trilogia.

Per quanto riguarda la parentesi estetica, siamo rimasti sinceramente a bocca aperta più di una volta, ma non per la complessità della conta poligonale. Sembra di essere al cospetto di un gioco di tanti anni fa, dalla direzione artistica ai personaggi, per poi passare al disegno dei luoghi, così schematici, così tetri, riconoscibili, figli di un’epoca passata, e per chi ha vissuto l’esplosione del survival horror questa impostazione visiva sarà una doccia di nostalgia. Le espressioni facciali e certe animazioni risultano obsolete, questo è vero, eppure ai nostri occhi sembra che tutto ciò sia solo una caratteristica di una scelta ben precisa, fatta apposta per conferire alla grafica una veste a metà strada tra il vintage e la modernità, della quale ci siamo follemente innamorati. Il reparto audio invece vanta alti e bassi: le musiche convincono e donano atmosfera alla villa, mentre l’effettistica si perde a causa di una spazialità del suono spesso non affidabile. Non è raro sentire i passi dello stalker ad un soffio dalla protagonista, quando invece sta beatamente passeggiando al piano di sopra.

Il nostro test è avvenuto su PS4 Pro, la quale si è dimostrata all’altezza della situazione: il passaggio da mouse e tastiera a gamepad non ha deluso le aspettative, e tecnicamente la versione della piattaforma di Sony si difende con le unghie e con i denti, sedendosi sui trenta fotogrammi al secondo, senza sbavature di sorta. L’illuminazione è l’elemento che ha ricevuto un ridimensionamento tangibile, ma nulla che possa davvero sacrificare l’esperienza.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Remothered: Tormented Fathers – Giudizio Finale – Al netto di qualche mancanza, alcune fortunatamente digeribili, Remothered: Tormented Fathers è il risultato di un lavoro svolto con amore, passione e soprattutto conoscenza del filone d’orrore, che stupisce anzitutto per la fattura estetica, e poi per lo stile della narrativa. Gli amanti del survival horror, quello nudo e crudo, quello d’altri tempi, non hanno alibi: ciò che stavate cercando è sotto i vostri occhi.

PRO CONTRO
  • Trama appassionante
  • Tensione, quella vera
  • Estetica tra modernità e passato
  • L’horror fedele alle sue radici
  • Animazioni talvolta obsolete
  • Varietà di situazioni non esaltante
  • Spazialità del suono migliorabile

Recensione Remothered: Tormented Fathers – Trailer

Recensione Remothered: Tormented Fathers – Screenshot