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Resident Evil 7 Biohazard: benvenuti alla residenza Baker (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Resident Evil 7 Biohazard – Resident Evil non ha una vera e propria traduzione. Può essere interpretato come “cattivo residente” o “cattivo ospite“, e a dirla tutta è un titolo che si sposava maggiormente con il primissimo capitolo della storia che trascinava i protagonisti in una strana villa in cui si svolgevano esperimenti illegali. Per quanto quindi si possa essere portati a pensare che questo settimo, promettente capitolo sia un allontanamento dai canoni imposti dalla saga, se ne dovrebbe in realtà parlare come una sorta di riavvicinamento alle origini.

Da quanto svelato finora da Capcom non sembra esserci traccia della Umbrella Corporation, del T-Virus né tanto meno dei più celebri personaggi della saga. La verità è che la software house ha difeso strenuamente uno dei punti focali di questo settimo capitolo, la trama, evitando di svelare i punti chiave della stessa in modo da donare ai giocatori quell’effetto sorpresa che troppe volte manca all’appello.

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Tutto ciò che sapevamo finora è che il protagonista da noi controllato si trovava rinchiuso in una magione abitata da “cattivi residenti“, da persone chiaramente deviate che non sembrano avere reazioni in caso di danni fisici o mutilazioni. E badate bene, nei prossimi paragrafi cercheremo di raccontarvi il gioco e le sue dinamiche senza svelare i dettagli più importanti. Siamo fermamente convinti che Capcom abbia fatto un ottimo lavoro a mantenere oscuri certi punti, e non saremo certo noi a rovinarvi la sorpresa. Detto questo, gettiamoci nella mischia e scopriamo cosa ha in serbo per noi il settimo capitolo di Resident Evil!

Video Recensione Resident Evil 7

Come di consueto, la nostra video recensione offre un riassunto dei concetti espressi nei seguenti paragrafi con spezzoni di gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PlayStation 4. Buona visione!

Mettetevi comodi. Anzi no…

Avete presente quando dopo una lunga giornata di lavoro o di studio vi mettete comodi sul vostro divano o sulla vostra sedia/poltrona preferita e vi rilassate con un bel videogioco? Ecco, scordatevi ogni genere di rilassamento o di comodità. Resident Evil 7 è progettato per trasmettere una continua sensazione di ansia. L’ansia non è l’unica sensazione che proverete giocando: certe situazioni sono pensate per opprimervi, per mettervi a disagio, spalle al muro, senza sapere se riuscirete a superare gli ostacoli posti da quel particolare momento della trama.

Prima di procedere ulteriormente, vediamo di fare un po’ di chiarezza proprio sulla trama. Come vi abbiamo già anticipato, non sveleremo in questa sede particolari essenziali sulla storia che caratterizza il nuovo titolo firmato Capcom. Nel gioco vestiremo i panni di Ethan, un personaggio di cui si sa ben poco che è alla ricerca della moglie/fidanzata scomparsa. Dopo anni di silenzio una traccia lo porta a Dulvey, una cittadina immaginaria della Louisiana, e più in particolare alla misteriosa residenza della famiglia Baker.

Recensione Resident Evil 7 Biohazard - La residenza Baker è più vasta di quanto si possa pensare.
Recensione Resident Evil 7 Biohazard – La residenza Baker è più vasta di quanto si possa pensare.

Inutile girarci troppo intorno: la villa è teatro di qualcosa di profondamente sbagliato, deviato, malato. La famiglia Baker è chiaramente pazza, anche se sembra trattarsi di una follia ponderata, come se dietro si nascondesse un disegno più complesso che proprio il giocatore dovrà scoprire. E per certi versi è anche inutile avere paura della mancata connessione con i precedenti capitoli della serie. Se non vi fosse bastato quanto detto nell’introduzione, vi basti sapere se il gioco non fosse in qualche modo collegato non si sarebbe certo chiamato così. Ogni tanto un briciolo di fiducia non guasta!

Survival Horror, alla lettera!

Il nuovo Resident Evil è un vero e proprio survival horror, per certi versi molto di più di alcuni degli ultimi capitoli della serie. Rischiamo di ripetere le stesse cose che abbiamo già espresso in occasione della nostra anteprima, ma parleremo ugualmente delle dinamiche di gioco per chi si fosse perso il precedente articolo. Una caratteristica che però non era stata evidenziata dall’anteprima possiamo rivelarvela: il gioco all’inizio vi permette di scegliere tra due livelli di difficoltà. Quello più semplice vi permetterà di scovare più proiettili e altre risorse e di faticare meno durante certi combattimenti. Terminando il gioco potrete sbloccare un ulteriore livello di difficoltà, sta a voi scoprire cosa ha in serbo.

Resident Evil 7 Biohazard - Il sangue sulla telecamera indica che il vostro livello di salute non è esattamente ottimale.
Resident Evil 7 Biohazard – Il sangue sulla telecamera indica che il vostro livello di salute non è esattamente ottimale.

A prescindere dal livello di difficoltà, sopravvivere non sarà banale, e richiederà un giusto mix di elementi. Dovrete studiare gli ambienti in cui vi trovate, individuando eventuali ostacoli che potrebbero bloccarvi la fuga o segreti più o meno nascosti. Dovrete gestire attentamente il vostro inventario, elemento distintivo dei giochi della serie Resident Evil, trasportando armi e munizioni, oggetti curativi, strumenti di vario genere e oggetti utili a risolvere eventuali puzzle ambientali con pochissimi slot a disposizione. E soprattutto, non dovrete distrarvi un attimo. Anche consultare l’inventario, magari per fare il punto della situazione o per combinare gli oggetti, non metterà in pausa il gioco. La villa dispone di alcune zone sicure dove è possibile salvare, depositare oggetti e in generale fare le cose con relativa calma, ma non sono così tante come si potrebbe sperare. Inoltre proprio l’ansia dettata da determinate situazioni potrebbe spingervi a sbagliare strada, magari salendo la rampa sbagliata di scale o entrando in stanze che potrebbero riservare spiacevoli sorprese.

A proposito delle zone sicure, spendiamo qualche parola anche sul sistema di salvataggi. Potrete salvare proprio in queste zone sicure, grazie a degli appositi registratori, ma avrete comunque a disposizione una sorta di sistema a checkpoint per ricominciare in punti specifici in caso di fallimento. Talvolta questa scelta si dimostra frustrante, ma basta affrontare determinate situazioni con un po’ di oculatezza e tornare a salvare dopo momenti chiave o dopo scontri particolarmente complessi.

Recensione Resident Evil 7 Biohazard - Un'altra delle tante location accoglienti della residenza Baker.
Recensione Resident Evil 7 Biohazard – Un’altra delle tante location accoglienti della residenza Baker.

È praticamente la terza sessione di gioco che dedichiamo a Resident Evil 7 Biohazard. Se avete letto la nostra anteprima saprete che abbiamo avuto modo di giocarlo su due postazioni diverse, e per ovvie ragioni ci siamo ritrovati a giocarlo questa terza volta per apprezzarne ancora di più le varie sfaccettature. E nonostante abbiamo già speso diverse parole su questa caratteristica, non possiamo esimerci dal sottolinearla nuovamente. Nell’anteprima l’abbiamo descritta come progressione non lineare. In certi momenti la trama veicola il giocatore verso punti precisi delle ambientazioni, in altre lascia il giocatore libero di approcciarsi come meglio crede all’esplorazione e alla risoluzione degli enigmi sparsi per la casa. Non è solo la libertà di approccio ad averci colpito, ma anche il verificarsi di determinati eventi. Ci sono infatti delle variazioni nelle scene vissute che dipendono da come il giocatore si è approcciato alla situazione. Idem dicasi per i combattimenti contro i boss. In tre diverse sessioni di gioco siamo riusciti a batterlo in tre modi diversi. Non male!

Non chiamatelo FPS

Il fatto che la visuale sia passata da terza a prima persona ha sconvolto, si fa per dire, un buon numero di appassionati. Resident Evil è da sempre un titolo in terza persona, e il cambio di prospettiva, unito ad una trama che poco sembra avere a che fare con quanto visto finora, potrebbe far pensare ad un allontanamento eccessivo dai canoni imposti dalla serie. La nuova visuale non è giustificata solo dalla compatibilità con PlayStation VR: si tratta, almeno a nostro avviso, di una scelta stilistica dettata dalle ambientazioni ideate per questo nuovo capitolo e, perché no, anche dalla volontà di dare una svecchiata ad una serie che tra poche settimane compie 21 anni.

Resident Evil 7 Biohazard - Quando si pensa alle motoseghe la memoria vola verso DOOM. Ma RE7 non è un FPS.
Resident Evil 7 Biohazard – Quando si pensa alle motoseghe la memoria vola verso DOOM. Ma RE7 non è un FPS.

La scelta è oltremodo azzeccata: la prima persona in questo caso dona un grado di immersione che difficilmente si sarebbe raggiunto con la più classica visuale degli altri capitoli. Inquadrare però il nuovo Resident Evil nel genere degli FPS è profondamente sbagliato. Gli scontri a fuoco o con armi corpo a corpo si verificheranno con una certa frequenza, ma non sono la chiave di volta della struttura di gioco. Durante gli stessi troverete ben poche somiglianze con quelli che potrebbero essere scontri del genere in titoli quali DOOM o Call of Duty. Anzi, in alcuni casi sarà richiesta una certa dose di strategia, così come un’oculata scelta tra un eventuale spreco di pallottole o l’assumersi il rischio di scontrarsi in corpo a corpo risparmiando colpi per situazioni peggiori. A dirla tutta in alcuni scontri non è neanche necessaria tutta questa gran mira, il che lo rende apprezzabile senza troppe difficoltà anche su console.

Anche vincere i combattimenti potrebbe in realtà portarvi a caricare un precedente salvataggio. Rimanere senza pallottole, oltre a causare un discreto stato di ansia, potrebbe rendervi letteralmente impossibile proseguire nella storia. Non chiamatelo FPS quindi. Il nuovo Resident Evil è a tutti gli effetti un survival horror in prima persona che richiede un approccio piuttosto strategico.

La residenza Baker

È stato un bel rischio passare dalla terza alla prima persona. Un po’ per quanto detto finora, e un po’ anche per quanto riguarda il comparto grafico del titolo. Ambientazioni talvolta estremamente opprimenti o comunque casalinghe, diverse tipologie di illuminazione e componenti horror talvolta splatter richiedevano l’utilizzo di un buon comparto grafico. E il motore grafico utilizzato dalla software house non se la cava affatto male! Per aumentare il grado di realismo dei personaggi e di alcuni degli oggetti di arredamento della residenza, gli sviluppatori hanno utilizzato la tecnica delle fotogrammetria, “traducendo” soggetti reali in soggetti tridimensionali. In alcuni casi l’effetto è sorprendente. Alcuni modelli facciali però risultano un po’ troppo forzati, come se l’utilizzo di effetti aggiuntivi quali ombre e riflessi avesse appesantito il risultato finale rendendolo invece meno realistico.

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Recensione Resident Evil 7 Biohazard – In ogni film horror che si rispetti scendere in cantina è una brutta idea. Lo è anche in questo caso.

Il sistema di illuminazione dinamico e la gestione delle ombre aggiungono quel che in più all’atmosfera del posto. Alcuni oggetti in movimento, come semplici ventilatori o catene, sono poste in luoghi specifici in modo da proiettare ombre che manterranno costantemente all’erta il giocatore. Per non parlare dei rumori ambientali! Ethan quando cammina fa un baccano infernale, e vi possiamo assicurare che fermarsi per far smettere i rumori e sentire nonostante tutto i passi di qualcuno vicino a noi è un’esperienza da brividi.

A tal proposito quindi è d’obbligo fare i complimenti al team di sviluppo anche per il comparto audio. L’unica pecca è da ricercarsi nel doppiaggio italiano. Le voci dei personaggi probabilmente le riconoscerete al volo, appartengono tutte a doppiatori professionisti impegnati anche nel campo del cinema e della TV. In alcuni casi però il lip sync è del tutto sbagliato, e forse anche la scelta di alcune voci non è del tutto azzeccata. Sta di fatto che la residenza Baker nel complesso è un’ambientazione davvero da urlo.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Resident Evil 7 Biohazard  Prima di concludere un cenno anche a PS4 Pro e PlayStation VR. I possessori del modello Pro di PlayStation potranno vantare supporto al 4K e performance migliori, anche se bisogna ammettere che anche su PS4 il gioco non subisce mai cali di frame rate o altri problemi più o meno evidenti. Inoltre, come già accennato, il nuovo Resident Evil è giocabile utilizzando PlayStation VR. Dedicheremo però un approfondimento a parte a questa modalità di gioco. Vi anticipiamo però che Capcom ha farcito il gioco di un gran numero di impostazioni, in modo che il giocatore più sensibile alla motion sickness possa personalizzare l’esperienza finale.

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Resident Evil 7 Biohazard – Le fondamenta della residenza Baker nascondono qualche segreto di troppo.

Gli amanti dei survival horror troveranno pane per i loro denti in Resident Evil 7. Ma sono soprattutto i fan della saga che dovrebbero dare una chance al nuovo capitolo. Giudicare un prodotto dalla sua copertina è profondamente sbagliato, e come abbiamo già accennato è ovvio che Capcom si sia impegnata a mantenere oscuri i punti cardine della trama per non rovinare la sorpresa a chi vorrà investire i suoi risparmi in questo titolo.

Abbiamo ripetuto fino alla nausea la parola “ansia“. Anche solo per verificare che non si trattasse di una sensazione soggettiva, lo abbiamo giocato in compagnia di amici per vedere quali erano le sensazioni suscitate. E quando più persone si ritrovano a commentare nello stesso modo un’opera, c’è ben poco da fare. Tanto di cappello a Capcom quindi per l’ottimo lavoro svolto su questo capitolo.

PRO CONTRO
  • Opprimente e ansiogeno al punto giusto
  • Level design oculato
  • Comparto grafico non al top ma di sicuro impatto
  • Progressione non sempre lineare
  • Elementi variabili a seconda dell’approccio
  • Sa essere frustrante, anche se è parte dell’esperienza di gioco
  • Doppiaggio e lip sync di alcuni personaggi

Recensione Resident Evil 7 – Screenshot

Recensione Resident Evil 7 – Trailer

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