7.0

Resident Evil Revelations – Restauro al quadrato (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Resident Evil Revelations – Prima dello splendido Resident Evil 7, la saga dell’orrore per antonomasia non navigava in buone acque, o quantomeno non poteva sfoggiare lo stesso successo di un tempo. Il sesto capitolo non convinse fino in fondo, e Capcom ha continuato a propinarci spin-off di dubbio gusto, come Operation Raccoon City o il più recente Umbrella Corps, su cui è meglio stendere un velo pietoso.

Nell’anno che avrebbe dovuto ospitare la fine del mondo, fece capolino un piccolo miracolo, soprattutto a livello tecnico: il suo nome era Resident Evil Revelations, e nel 2012 riuscì a catalizzare l’attenzione di fan e nuove leve per aver conseguito l’impresa di aver confezionato un capitolo della serie sulla falsa riga dei classici, almeno nelle intenzioni, implementando però un gameplay più attuale. La cosa incredibile è che il tutto girava su un Nintendo 3DS.

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Revelations è stato poi riproposto su PlayStation 3, Xbox 360, PC e Wii U nel corso del 2013, ovviamente in versione restaurata. A distanza di quattro anni, oggi ce lo ritroviamo anche su PS4 e Xbox One (e a brevissimo anche su Nintendo Switch), nuovamente in versione restaurata. Sì, per la seconda volta. Ecco la nostra recensione.

Editore Capcom
Sviluppatore Capcom
Piattaforme PS4, XB1, PC, 3DS, X360, PS3, Switch (TBA)
Genere Avventura, azione, horror
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Resident Evil Revelations

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella video-recensione, accompagnati dai filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Crociera finita male

Questo capitolo di Resident Evil fa delle ambientazioni claustrofobiche il suo punto di forza, senza mettere in ombra l’azione che ha avvolto la saga, in special modo dal quarto in poi. Possiamo considerarlo quindi un prodotto che onora le origini del brand, pur raccontando una storia a se stante, pronta per essere sviscerata un po’ da tutti, dato che comunque i richiami ai predecessori sono sì presenti, ma assolutamente non risultano determinanti per una completa fruizione.

In particolare, nella maggior parte delle occasioni si vestono i panni di Jill Valentine, intrappolata nella nave fantasma Queen Zenobia, nel mezzo del Mediterraneo, alla ricerca del mitico Chris Redfield, il suo vecchio partner. La trama adotta una sorta di format televisivo, visto che è divisa ad episodi, con tanto di sequenza “nelle puntate precedenti” all’inizio di ciascuno, il quale permette il cambio di prospettiva di tanto in tanto. Non mancano nuovi personaggi, ed eventi che coinvolgono gruppi terroristici e armi biologiche, come nel più classico dei capitoli di Resident Evil. I dialoghi, in tutta sincerità, non sono sempre all’altezza delle situazioni, ma il ritmo è sostenuto e la noia difficilmente vi sfiorerà, se amate questo genere di giochi.

Per quanto riguarda la giocabilità, siamo dinanzi ad uno tra gli episodi della serie più equilibrati degli ultimi anni, proprio perché le situazioni si alternano in modo davvero convincente. Il giocatore assume il controllo di un personaggio, con un secondo, guidato dall’intelligenza artificiale, che seguirà il protagonista, aiutandolo nelle sparatorie, le quali pretendono attenzione nel risparmio di munizioni e nei colpi alla testa, contro aberrazioni disgustose che non si discostano molto dai comportamenti dei morti viventi.

Dunque il gioco non risparmia momenti nei quali potrete sbizzarrirvi senza preoccuparvi troppo delle riserve, in fasi squisitamente action che non guastano mai. L’armamentario tra l’altro è vario, e conta pistole, fucili e mitragliatori potenziabili all’occorrenza con moduli sparsi per i vari livelli, in maniera tale che possiate migliorare le statistiche di ogni arma, dalla potenza al rateo di fuoco.

Presenziano all’appello, poi, momenti di genuina tensione, non molti in realtà, di cui ovviamente non vi anticiperemo nulla: la paura francamente non l’abbiamo sentita, né all’epoca, né in questa versione restaurata, ma state tranquilli, perché le strizzate d’occhio si paleseranno, di tanto in tanto.

Vecchi ricordi

L’esplorazione torna ad essere un aspetto importante, aiutata dal gadget chiamato Genesis, tramite il quale potrete scansionare nemici e ambienti alla ricerca di oggetti nascosti. Anche il backtracking ritorna in pompa magna, con chiavi da recuperare per aprire porte sulle vie già percorse in precedenza.

Tagliando corto, il divertimento di sicuro c’è anche dopo tutti questi anni, ma mentiremmo se dicessimo che Revelations si sia mantenuto benissimo: alla fine stiamo pur sempre parlando di un prodotto realizzato per l’hardware obsoleto dell’immortale Nintendo 3DS. L’IA degli avversari è quindi molto limitata, tanto-ché non sono in grado di cambiare stanza e di generare un effetto sorpresa, e il feeling trasmesso dal sistema di mira trasuda legnosità, con cui, comunque, si convive dopo qualche ore di gioco.

Inoltre, la grafica di questa edizione rimasterizzata può sì contare sui 1080p e sulla fluidità ancorata ai sessanta fotogrammi al secondo, davvero molto graditi, eppure la resa visiva è alquanto piatta. I modelli dei personaggi sono quantomeno gradevoli, ma le ambientazioni, oltre ad essere spoglie, sfoggiano spesso delle texture in bassa risoluzione, una illuminazione superficiale e una scarsa mole poligonale. L’atmosfera almeno fa il suo sporco lavoro, nel ricreare scene asfissianti e talvolta persino incisive, e il doppiaggio ben fatto, completamente in italiano, cerca di mettere una pezza sopra sul comparto grafico alquanto anzianotto, caratterizzato pure da un’interfaccia inspiegabilmente sgranata nella maggior parte dei casi.

Chiude il cerchio il cosiddetto Raid, la modalità arcade che mette sul piatto una serie di missioni a difficoltà crescente, basate sui livelli della storia, in cui bisognerà sconfiggere i nemici e raggiungere l’uscita.

La struttura, però, si trasforma e si avvicina a quella di un gioco di ruolo a-la-Diablo: infatti si sale di livello, i danni ai mostri fanno spuntare dei numeri fluttuanti, si guadagnano nuove armi, e se ne acquistano di nuove e di più potenti nel negozio, con i soldi raccolti nei vari stage. La modalità può essere affrontata sia in solitaria che con un amico online, e, nonostante sia abbastanza ripetitiva, possiamo considerarla una validissima aggiunta, in un pacchetto completo di DLC, ma privo di altre novità, proposto a soli 19,99€ in digitale, e 29,99€ nella versione fisica.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Resident Evil Revelations  Giudizio Finale – Quella di Resident Evil Revelations per PS4 e Xbox One rappresenta un’operazione di restauro che sente il peso della piattaforma sulla quale è stato originariamente sviluppato. La cosa non deve spaventarvi troppo: basta esserne consapevoli per potersi godere un’avventura che offre un gradito spaccato della saga, tra momenti squisitamente soffocanti e divertenti sparatorie, in un compromesso in grado di unire due scuole di pensiero, puntando però più sull’azione.

PRO CONTRO
  • Pulito e fluidissimo…
  • Unisce le due anime della saga
  • La modalità Raid è una valida aggiunta
  • … eppure la resa grafica è spesso piatta e anziana
  • Gameplay legnoso
  • Nessuna novità di rilievo

Recensione Resident Evil Revelations – Trailer

Recensione Resident Evil Revelations – Screenshot