Rise: Race The Future: l’avete mai vista una grafica così su Switch? (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Rise: Race The Future – Caro, buon vecchio Ridge Racer, dove sei finito? In quale cassetto ti ha messo Namco? Perché continui a nasconderti quando tutti gli altri fanno festa? Mentre pensi ad una risposta, sappi che è giunto Rise: Race The Future in città e vuole prendersi lo scettro del re della derapata. Ecco la nostra recensione della versione per Nintendo Switch.

Editore VD-dev
Sviluppatore VD-dev
Piattaforme Nintendo Switch, PC Windows
Genere Guida
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 17,99€

Lasciatemi guidare


Le auto di Rise: Race The Future non sono semplici auto. Sono dei bolidi futuristici che possono sfrecciare sia sullo sterrato che sui liquidi grazie ad un meccanismo super tecnologico in grado di adattare le ruote alla superficie interessata. E benché vi siano delle evidenti sfumature di arcade, e quindi di presunta immediatezza, la creatura di VD-dev si dimostra piuttosto dura da domare.

Il sistema di guida che anima questo corsistico dal sapore di anni ‘90 è molto particolare, in quanto le vetture slittano in modo volutamente esagerato, essendo di fatto più vicino al rally che alla semplice guida su strada. Bisogna imparare a bilanciare la sterzata, a dosarla nelle curve in modo meticoloso, perché un minimo sbaglio potrebbe compromettere l’esito della gara. L’intelligenza artificiale, poi, ha il brutto vizio di colpirvi in punti specifici per causare dei testacoda, dai quali è difficile riprendersi, una dinamica che, eventualmente, potete sfruttare a vostro vantaggio.

Insomma, Rise: Race The Future cade nel suo essere troppo punitivo, vista l’estrema sensibilità del controllo e, alle volte, del calcolo delle collisioni. Quantomeno i quattro livelli di difficoltà disponibili cercano di edulcorare la pillola, così come l’opzione di freno automatico, disattivabile o attivabile a proprio piacimento prima di entrare in gara, ma di sicuro il titolo in questione non fa parte dei giochi di guida spensierati, nemmeno al grado di sfida più basso del quartetto.

Nonostante la curva di apprendimento ripida, che farebbe pensare ad un’eventuale potenzialità competitiva, l’offerta purtroppo non supporta il multigiocatore, né locale né online, e lascia spazio ad una manciata di modalità giocabili esclusivamente in solitaria. Oltre alla prova a tempo e al campionato, spicca la cosiddetta sfida, ovvero una serie di eventi, divisi a gruppi di otto, da affrontare liberamente per sbloccare poi altri eventi, per un totale di otto stagioni. Ovviamente è necessario rispettare certe condizioni per vincere le gare (alcune piuttosto stringenti e fastidiose), dal piazzarsi in cima al podio al divieto di impiego del turbo, ennesima arma a doppio taglio della manovrabilità: del resto, più velocità significa meno controllo sul veicolo. A proposito di auto: ce ne sono dieci in tutto, diverse nei parametri, nell’efficienza in pista e nell’estetica, con qualche piccola possibilità di personalizzazione nei colori.

Per quanto riguarda i tracciati, si contano quattro ambientazioni, sulle quali prendono vita circa sessantaquattro varianti di piste, che tendono ad assomigliarsi l’un l’altra. Tuttavia, la quantità complessiva è più che degna, anche perché il disegno si poggia sul dualismo composto dal terriccio e dall’acqua, due superfici che cambiano in tempo reale il modo di guidare. Non brillano in termini di carisma, ma i quattro ambienti naturali, uniti ad un paio di condizioni climatiche differenti, cercano di variare l’estetica quanto basta per dare l’illusione di essere più vasto di quello che realmente è.

D’altro canto, un aspetto sul quale Rise: Race The Future risulta praticamente inattaccabile è il comparto tecnico. Del resto VD-dev è maestra in materia di ottimizzazione sulle console portatili, tanto è vero che C.O.P. The Recruit su DS e IronFall: Invasion su 3DS vengono ancora ricordati come esperimenti incredibili di tecnica, a tal punto che ci si chiedeva in che modo potessero girare su hardware del genere. Il titolo in questione però non nasce nativamente sulla console Nintendo come i precedenti lavori della società francese, ma su PC (per la cronaca, in futuro potrebbe arrivare anche su PS4 e Xbox One, ma di certo non c’è nulla).

Ciò detto, il lavoro di trasposizione è encomiabile e fa da lezione a tutti gli scarni porting di genere corsistico usciti su Switch nel corso degli ultimi tempi. La fluidità è fissa sui trenta fotogrammi al secondo, la pulizia a schermo sia in modalità casalinga che portatile è più che buona, e, in generale, la resa visiva ha poco da invidiare a produzioni più blasonate, nonostante sia di fatto un gioco indipendente a basso budget. Difficile trovare titoli di corse su Switch dalla veste visiva realistica, coadiuvata da una cura notevole nella complessità poligonale. Peccato che lo stesso trattamento non sia stato riservato per l’audio, al più nella media sia nell’effettistica che nelle musiche. Segnaliamo poi la presenza di una traduzione in lingua italiana paragonabile al lavoro svolto da un qualsiasi traduttore online: meglio impostare l’inglese, insomma.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Rise: Race The Future  Giudizio Finale – Nonostante la rigidità del modello di guida, non per tutti i palati, Rise: Race The Future riesce a ritagliarsi un posto d’onore nella libreria di Switch per essere uno dei pochi titoli di corse dall’impatto visivo maturo e dal comparto tecnico solido. Peccato per le poche modalità.

PRO CONTRO
  • Lavoro esemplare di ottimizzazione su Switch
  • Bello il dualismo di superfici
  • Manovrabilità particolare…
  • … ma fin troppo rigida e scivolosa
  • Punitivo
  • Poche modalità

Trailer

Screenshot

  • realist

    Tutto nella norma dalle immagini. Poca roba su schermo, ed effetto Blur a gogo.
    Non si fanno i miracoli.

    • Tutte le immagini hanno l’effetto blur per simulare il turbo, ma dal vivo è diverso. Certo che non si fanno miracoli, ma su Switch è un traguardo considerando ciò che c’è in giro.