Recensione Rock Of Ages 3 – Non lo conoscete, ma dovreste

Giorgio Palmieri -

Recensione Rock Of Ages 3: Make & Break

Esistono titoli strani lì fuori, davvero strani. Per dire, se dovessimo raccontare Rock Of Ages 3: Make & Break a qualcuno, non sapremmo da dove cominciare. In realtà lo stiamo già facendo senza nemmeno accorgercene (sì, ci ha un tantino disorientati!), quindi proviamo a radunare le idee per farvi entrare in questo titolo così strambo da spiazzare anche chi mastica videogiochi da decenni.

Editore Modus Games, 3goo
Sviluppatore Giant Monkey Robot, ACE Team
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows, Switch | Stadia (prossimamente)
Genere Azione, Strategia
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (locale e online)
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 29,99€

E il rotolar m’è dolce in questa discesa

Siamo convinti che una manciata tra di voi la conosca bene questa particolare serie di ACE Team. Del resto, strizza l’occhio ai palati sopraffini, gli stessi ai quali piace, o piacerebbe, la comicità britannica à la Monty Python, fatta di un umorismo denso di battute intellettuali, sagaci. Questo elemento non solo è riversato nelle sequenze d’intermezzo del gioco, permeate da un assurdo e simpaticissimo revisionismo storico, ma anche e soprattutto nella mistura di meccaniche che lo compongono.

Ridurre il genere d’appartenenza di Rock Of Ages 3 ad un singolo componente sarebbe impossibile, e anche la definizione anglofona di arcade tower defense, data dagli sviluppatori stessi, gli sta un po’ stretta. In effetti la formula prevede due fasi, una più o meno strategica, l’altra squisitamente d’azione, simile ad un corsistico per certi versi. Non appena si entra in partita, nella prima fase, bisogna piazzare delle difese sul proprio campo utilizzando il denaro caduto dal cielo o generato con altre strutture, mentre i braccianti preparano la costruzione di un masso, tutto in tempo reale. Quando sarà pronto, potrete scatenarlo in battaglia: lo guiderete voi, con i vostri polpastrelli, lungo la collina del territorio nemico, speculare al vostro, evitando gli ostacoli che l’avversario ha posto sulla sua zona e cercando di colpire la base del rivale con quanta più forza e velocità possibili. Dopodiché l’operazione si ripete, finché una delle due basi cede.

Non fatevi ingannare dalla elementarità delle regole. Per carità, di fatto lo sono: ACE Team è così consapevole dell’intuitività della sua creatura che le fasi di pratica sono ridotte all’osso. Si impara semplicemente giocando, cosa che porta a galla la profondità inaspettata delle dinamiche, specie nella fase di guida del masso, che può persino effettuare dei piccoli balzi. La fisica che la anima si adegua a quello scelto, da agglomerati di lava a blocchi di pietra, ciascuno con valori differenti di peso, velocità, accelerazione e così via. Si può sfruttare l’ambiente per effettuare curve brusche, o rimbalzelli per saltare interi pezzi del percorso ed eventuali ostacoli, il cui bacino sfoggia una buona diversità: elefanti da guerra, torri, catapulte, calderoni d’olio bollente e creature mitologiche sono solo alcune delle diavolerie che potrete piazzare o subire dall’avversario. Se ne possono portare un numero limitato in battaglia, quindi è necessario studiare una sorta di sinergia tra le unità prima di scendere in campo. Intelligente poi la scelta di mostrare, in un piccolo riquadro, la schermata dell’avversario, così da ammirare i risultati delle personali difese. Purtroppo, malgrado la minestra funzioni e sia indubbiamente atipica, alla lunga tende ad appiattirsi e a soffrire di ciclicità, specie nella parte strategica.

Questo insieme di meccaniche vengono lanciate anzitutto nella modalità Storia, traghettata da una raccolta di stelle che ampliano il numero di livelli disponibili: possono essere guadagnate rispettando certe condizioni, legate ovviamente alla vostra prestazione in partita. Ogni livello è preceduto da una simpatica scenetta d’intermezzo, realizzata con uno stile dolcissimo che riprende i capolavori della pittura e li anima con riproduzioni irriverenti sia di grandi classici della mitologia, sia di avvenimenti storici.

Ve lo ricordate il racconto di Ulisse e Polifemo? Bene, perché la storia comincia proprio da lì, quando il più curioso tra i curiosi venne catturato dal gigante insieme ai suoi compagni. E ve lo ricordate come riuscì a fuggire dalla caverna? Legando un gruppo di pecore tra loro per creare una palla gigante, ovviamente! Insomma, Rock Of Ages 3 si diverte a revisionare la storia e i miti in modo esilarante, anche se purtroppo la narrazione soffre di frammentarietà. Le sequenze, eccetto rari casi, sono a sé stanti, e quindi non seguono un’evoluzione netta, preferendo una struttura a sketch: c’è quello di Giulio Cesare, Montezuma, Krampus e persino il mostro degli spaghetti volanti, ma avremmo preferito fossero integrati meglio, e che appunto le storielle non si riducessero a brevi filmati.

Le missioni principali, poi, sono circondate da un corollario di modalità secondarie che prendono la formula e la modificano, producendo generi di gioco che possono reggersi sulle proprie gambe. Ad esempio, le prove a tempo e la corsa ad ostacoli trasformano Rock Of Ages 3 in un titolo di corse che quasi abbiamo preferito all’esperienza di base, poiché fanno splendere la parte relativa alla fisica del macigno. Ci sono varianti divertenti che vale la pena scoprire da soli, ma vogliamo porre l’accento sulla novità del terzo capitolo, Valanga, dove è necessario piazzare solo e soltanto delle difese per impedire ad un esercito di massi di fare breccia nella base. L’indole più strategica delle dinamiche riesce ad avere più aria in questa modalità, anche se la scarna varietà nei nemici e le loro semplici routine comportamentali portano ad una inevitabile ripetitività, smorzata appunto dal suo essere collaterale.

Fa capolino anche l’Era delle Meraviglie, una serie di sfide nelle quali si impersona un uovo gigante con il compito di raggiungere la fine del percorso incolume. Si tratta di una modalità che vuole soddisfare gli amanti dei titoli di piattaforme, visto che l’uovo può eseguire un doppio salto ed è molto leggero. Peccato sia estremamente fragile, cosa che rende questi livelli abbastanza frustranti, in virtù del brulicare delle trappole. Alle volte si muore per circostanze mal interpretate dal gioco, un ulteriore elemento che alimenta la frustrazione: ciò detto, con un po’ di abitudine si può superarle senza eccessivi problemi, a parte qualche parolaccia di troppo.

Altra novità di questa terza incarnazione è l’aggiunta di un editor per mezzo del quale è possibile realizzare i propri livelli, per poi condividerli con l’utenza. Gli strumenti di creazione risultano semplici, dato che i temi si rifanno alle missioni della storia, così come le modalità. Vi sarà tutto spiegato da un frizzante Napoleone Bonaparte, pronto a dispensare consigli sulle migliori tecniche nell’ideazione delle mappe, che poi potranno essere giocate in solitaria o in compagnia, sia in locale con un altro amico, che in multigiocatore online fino ad un massimo di quattro partecipanti.

Cosa rimproverare dunque ad una creatura così eccentrica? L’interfaccia sembra figlia di epoche parecchio lontane: è chiaro il desiderio, la volontà di ammiccare al passato, eppure non è sufficientemente organica e bella a vedersi, con un aspetto tutt’altro che rifinito. È pensata per PC e non su una console come PS4 Pro, dove appunto abbiamo concluso l’avventura e molti dei minigiochi collaterali.

I testi tra l’altro sono piccoli, le descrizioni delle difese non brillano per dettagli e anche la navigazione nella mappa, durante le fasi strategiche, non è delle più comode, specie quando emergono molti rilievi. In generale, inoltre, il codice sull’edizione PlayStation 4 risulta sporco, tant’è che siamo incappati in piccole problematiche sparse qua e là. Alle volte è capitato che il masso, una volta caduto, apparisse in un punto sbagliato, e che alcune schermate riportassero informazioni errate: nulla di troppo grave, altroché, ma contribuiscono a generare un aspetto grezzo. Così come è grezza la grafica, coadiuvata da uno stile adorabile, volontariamente incoerente ma divertente da vedere, le cui prestazioni non sono affatto il ritratto della stabilità.

La fluidità si mantiene su livelli degni, sia chiaro, ma è spesso ballerina e fa molta fatica a rimanere in equilibrio, anche perché il caos a schermo è davvero esponenziale. I sessanta fotogrammi al secondo sono garantiti nelle prove a tempo o giù di lì, mentre nel resto delle modalità è persino difficile fare una media. Stiamo facendo delle prove anche sulla versione PC, per avere un quadro completo, e aggiorneremo questa recensione con qualche dettaglio a riguardo a breve. Nulla da dire invece sull’aspetto sonoro, con musiche fantastiche, composte da arrangiamenti squisiti dei temi classici, accompagnati da un doppiaggio che alterna frasi distinguibili a farfugli, per un risultato fuori di testa, come lo è tutto il progetto.

Aggiornamento22-07-2020 ore 16:00

Abbiamo avuto modo di provare anche la versione PC del gioco, testando le prestazioni a diverse risoluzioni. Su una configurazione abbastanza potente – CPU Ryzen 7 3800X, GPU NVIDIA RTX 2070 Super, 32 GB di RAM – non risulta nessun calo di frame rate o problema grafico di sorta. A risoluzione 4K con tutti i dettagli in qualità Ultra si riesce a giocare in modo fluido a 60 fps fissi, anche quando sulla mappa di gioco compaiono tantissimi elementi ed effetti grafici.

Ciò conferma le impressioni avute sin dall’inizio: la versione PS4 soffre di problemi legati alla scarsa ottimizzazione, che invece non appaiono su PC. Probabilmente basterà una patch a sistemare le cose, quindi ci auguriamo che gli sviluppatori possano rilasciarla quanto prima.

7.0

Giudizio Finale

Rock Of Ages 3: Make & Break ripropone quella mistura sui generis tra azione e strategia già assaporata nei precedenti capitoli, e mette in mano ai giocatori gli strumenti per divertirsi tra loro come meglio credono. Arrivati alla terza incarnazione si comincia a sentire il sapore inevitabile di già visto, ma fa esattamente quello che si prefigge di fare. Speriamo solo che il codice venga ripulito con i prossimi aggiornamenti.

PRO CONTRO
  • Fuori di testa, in tutto
  • Buona offerta di contenuti
  • Tante modalità…
  • … alcune poco riuscite
  • Interfaccia non ottimale
  • Codice sporco

Trailer

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