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Sapere è Potere: I Decenni – Le amazzoni vinsero battaglie… (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Sapere è Potere: I Decenni – Sentivamo nell’aria che prima o poi sarebbe arrivata una nuova versione di Sapere è Potere, ed infatti così è stato: si chiama I Decenni e affianca Scimpazziamo nell’infornata di nuovi titoli PlayLink per il mese di novembre. Per la cronaca, anche per fugare ogni eventuale dubbio sul nascere, vi informiamo che questa seconda edizione non richiede il precedente capitolo per poter essere avviata. Detto questo, ecco la nostra recensione.

Cos’è PlayLink? È una collana di videogiochi social per PS4 il cui controllo in gioco è gestito tramite l’applicazione scaricabile da Google Play o dall’App Store, diversa a seconda del titolo desiderato. Basta possederne una copia per PS4, dopodiché la rispettiva app è gratuita: una volta avviato il gioco su console, è sufficiente connettere i dispositivi dei giocatori alla stessa rete, Wi-Fi o hotspot.

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Editore Sony Interactive Entertainment
Sviluppatore Wish Studios
Piattaforme PS4
Genere Party Game
Modalità di gioco Multigiocatore (locale in 6)
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 20,99€

La indovino con una


Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Sapere è Potere non è altro che la risposta di Sony e Wish Studios al quiz televisivo, oltre che all’iconico Trival Pursuit, florido teatro di figure marroncine, specie nelle materie geografiche. Ma questa volta non dovrete preoccuparvi né di capoluoghi, né di conoscenza generale.

In Sapere è Potere: I Decenni ci si mette alla prova più che altro sulla cultura pop degli ultimi quant’anni, sfruttando sempre il proprio dispositivo Android o iOS, sul quale appariranno le quattro possibili risposte alla domanda, sempre visibile sullo schermo del televisore. Si può giocare da un minimo di due, fino ad un massimo di sei partecipanti, esattamente come la precedente edizione, anche se avremmo preferito che questo limite fosse stato superato, toccando magari gli otto giocatori.

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Prima di ogni partita, bisognerà scattarsi un selfie e scegliere uno tra gli otto, nuovi personaggi, che rispecchiano i temi della produzione, dalla rockstar all’amante dei cabinati arcade. Il gruppo sarà poi chiamato a scegliere un argomento di partenza, da cui poi si evolveranno quelli successivi, alle volte concatenati con i precedenti: musica, TV, film e cultura popolare sono le macro-categorie all’interno delle quali ne dimorano altre di più piccole, dai figli d’arte allo sport, dai social media ai libri. Senza nulla togliere alla cultura generale, le domande di questo I Decenni ci sono sembrate mediamente più indicate al canonico contesto serale, dove l’uso del cervello è fortemente compromesso da enormi quantità di cibo nello stomaco: ci è stato chiesto chi fosse l’attrice di Wonder Woman, quale romanzo avesse scritto Harper Lee tra i quattro proposti, e chi cantava “Dedicato a Te” nel sempre più lontano 2003. Ma non solo: vi è una domanda sui Klaxons riguardo ad una specifica cover, e anche una su Matthew McConaughey, di cui sbagliamo la pronuncia almeno la metà delle volte. Non mancano degli interrogativi puramente italiani, legati anche alle trasmissioni come Tale e quale show o l’immortale Ciao Darwin.

La Partita Standard sfodera un miscuglio di domande, sfide e un consueto gioco finale, rappresentato ancora una volta dalla Piramide del Sapere, dove, in base al punteggio accumulato fino a quel momento, vi piazzerete più in alto o più in basso rispetto ai vostri avversari. Bisognerà poi rispondere ad una serie di quesiti a tappeto, e chi riesce a raggiungere la cima per primo vince la partita, insieme ad una pergamena digitale sulla quale vi è una curiosità (sapevate che l’episodio pilota di Lost, diviso in due parti, è costato dai 12 ai 14 milioni di dollari?). Questa modalità, benché sia la principale, potrebbe annoiare i frettolosi per la sua lunghezza dettata dal ritmo rilassato, confezionato per permettere ai giocatori di parlare tra di loro tra una domanda e l’altra. Per ovviare al problema, Wish Studios ha introdotto tre diverse soluzioni: la Partita Veloce, meno ricca di manche, insieme alla variante Sfida e quella Domande, che rispettivamente propongono solo una cosa o l’altra.

A proposito di sfide, ne sono state aggiunte ben quattro, in aggiunta alle due già viste nell’edizione base: in Trova le lettere dovrete completare la parola toccando le lettere mancanti; in Abbinamenti bisognerà collegare una risposta ad un’altra; in Questo e Quello, la risposta dovrà essere trascinata nella giusta categoria; in Scaccia L’intruso avrete il compito di eliminare l’opzione sbagliata tra le tre disponibili; in Catena di Parole invece bisogna unire le parole per formare la soluzione; l’ultima è La Faccia Giusta, dove l’obiettivo è quello di girare una ruota per trovare la risposta alla domanda. Il tutto amplia la varietà e ovviamente si svolge sempre tramite schermo tattile, che si dimostra all’altezza del compito senza troppi compromessi, se non quelli dovuti all’assenza di un feedback fisico (ma quanto era bello premere il Buzz nell’omonimo titolo?).

Anche in I Decenni tornano i poteri per ostacolare gli altri concorrenti prima di ogni domanda, alcuni dei quali risaltano come assolute novità, dalle luci stroboscopiche che oscurano le risposte, alle zip che le nascondono, rallentando quindi il processo di scelta. Eventualmente è possibile disattivarli, un’opzione gradita e assente nella prima incarnazione. L’estetica della produzione rimane briosa, realizzata con uno stile simil-stop motion di cui è difficile non innamorarsi, farcito con l’immancabile doppiaggio in italiano di ottima fattura: peccato che il conduttore sia restìo nel fornire curiosità e approndimenti durante i frangenti d’attesa, una chicca che avrebbe aggiunto del charme alla produzione. In chiusura, segnaliamo, come anticipato inizialmente, che il gioco non necessita del predecessore per essere avviato: ciò detto, ci dispiace che Sony non abbia colto l’occasione di renderlo disponibile sotto forma di DLC del primo titolo, magari ad un prezzo ridotto, allargando il bacino di domande complessive.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Sapere è Potere: I Decenni Giudizio Finale – Svanito l’effetto novità, Sapere è Potere: I Decenni risulta più pragmatico del predecessore, elevandosi a versione riveduta e corretta dalla quale emergono più possibilità di personalizzazione della partita, insieme a quesiti basati sull’amata cultura pop. Ci sarebbe piaciuto se fosse stato venduto anche come contenuto aggiuntivo del gioco di base, così da estendere le migliorie del secondo sul primo, alimentando la longevità.

PRO CONTRO
  • Argomenti nerd, più in linea con le atmosfere di relax post-serata
  • Nuovi poteri e soprattutto nuove opzioni per personalizzare la partita
  • Modalità di distribuzione opinabili
  • Il ruolo del conduttore è marginale

Recensione Sapere è Potere: I Decenni – Trailer

Recensione Sapere è Potere: I Decenni – Screenshot