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Scimpazziamo – Che titolo fantastico! (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Scimpazziamo – Non crediamo che essere incoronati “Re delle Liane” sia il più grande traguardo a cui poter aspirare nella propria vita, ma di sicuro nel mondo di Scimpazziamo lo è. Si tratta del nuovo titolo della serie PlayLink, che, insieme a Sapere è Potere: I Decenni, inaugura l’imminente stagione invernale. Ecco la nostra recensione.

Cos’è PlayLink? È una collana di videogiochi social per PS4 il cui controllo in gioco è gestito tramite l’applicazione scaricabile da Google Play o dall’App Store, diversa a seconda del titolo desiderato. Basta possederne una copia per PS4, dopodiché la rispettiva app è gratuita: una volta avviato il gioco su console, è sufficiente connettere i dispositivi dei giocatori alla stessa rete, Wi-Fi o hotspot.

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Editore Sony Interactive Entertainment
Sviluppatore NapNok Games
Piattaforme PS4
Genere Party Game
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (locale in 4)
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 20,99€

Immagina l’urlo di Tarzan

È ancora una volta NapNok Games a sperimentare con la tecnologia di PlayLink, ovverosia il team di Copenaghen che aveva dato luce a Frantics, di cui vi abbiamo già riportato le nostre tiepide impressioni ai tempi. Guarda caso, Scimpazziamo si presenta come party game per quattro partecipanti alla stregua del suo predecessore spirituale, basato appunto su minigiochi ai quali è possibile giocare utilizzando esclusivamente il proprio dispositivo mobile: che sia smartphone o tablet, o che sia Android o iOS, non ha alcuna importanza.

Vi è però una differenza netta rispetto a Frantics, il quale faceva sentire l’assenza del Dualshock: memore della macchinosità di alcune sfumature interattive di quest’ultimo, il frizzantino Scimpazziamo abbandona le levette virtuali e gli accelerometri, e si focalizza unicamente su minigiochi a pulsante singolo. Vi chiederete, giustamente, quante idee possano essere estratte da una meccanica simile: be’, la società scandinava ne ha tirate fuori diciotto, sparse lungo novanta arene diverse, condensate a loro volta in cinque ambienti differenti, che spaziano dalla classica nave pirata ai castelli infestati dai fantasmi.

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La singola pressione, unita al tempismo e al calcolo delle distanze, consente in effetti tante possibilità d’interazione, nulla di troppo complesso, ma quantomeno ogni minigioco risulta mediamente divertente, oltre che ben funzionante. Le declinazioni sembrano ispirarsi in modo lampante al panorama mobile, noto per la semplicità di controllo dei suoi titoli.

In Scimmiacanestro, ad esempio, bisogna lanciare la scimmia sfruttando l’ambiente, determinando la forza con una pigiatura prolungata, mentre la rotazione si stabilisce toccando il pulsante virtuale quando l’apposita freccia indica la direzione desiderata. Invece, lo Scimmiavolley mette due squadre l’una contro l’altra, e, quando la palla cade nel campo avversario, si guadagna un punto: qui è necessario appendersi alle apposite aste piazzate nell’arena, dalle quali potrete lanciarvi a perdifiato semplicemente rilasciando il tasto al momento giusto.

In buona sostanza, tutti i minigiochi si svolgono sempre in tempo reale e rimescolano gli elementi interattivi sopracitati per farvi spaccare o collezionare oggetti, o per scagliare la povera scimmietta nell’area d’obiettivo manco fosse una palla. L’ovvia elementarietà dei controlli fa di Scimpazziamo un toccasana per chi di videogiochi ne mastica poco o nulla, ma ciò significa che il videogiocatore un pelino navigato pretenderà di più, in virtù della competitività quasi inesistente e del poco controllo esercitato sul personaggio. Alcuni minigiochi funzionano meglio di altri, e tra i meno riusciti si collocano quelli di squadra e quelli con telecamera a volo d’uccello, dove la confusione regna sovrana. Come se non bastasse, la fortuna conta più dell’abilità, cosa che viene rimarcata anche nella conduzione del gioco.

Infatti, la modalità principale, dove è possibile affrontare i vari minigiochi in maniera casuale, prende il nome di Gioco da tavolo e ospita un classico tabellone su cui quattro giocatori (i posti vacanti saranno ricoperti dall’I.A.) si sfideranno per raggiungere il traguardo. Ogni casella propone un minigioco, che verrà affrontato dall’intera ciurma: al termine, ciascun partecipante otterrà delle stelle in base alla propria prestazione, corrispondente al numero di caselle che ognuno percorrerà prima di passare al minigioco successivo. Tuttavia, l’ultimo della fila sarà ricompensato con un bonus, un dado che praticamente offre passi aggiuntivi oltre a quelli collezionati nel minigioco. Insomma, detto in parole povere, nessuno rimane indietro e il vincitore non è mai così prevedibile dato l’elemento fortuna preponderante, motivo per cui i più agonistici potrebbero storcere il naso.

Vi è anche una variante solitaria nel caso in cui vogliate giocare da soli (il perché dovreste farlo è ignoto, ma curioso), insieme ad una modalità casuale e una personalizzabile, attraverso la quale potrete scegliere una personalissima serie di minigiochi da affrontare in sequenza. Bella anche l’idea di implementare un sistema di progressione, il quale offre piccole modifiche estetiche casuali ogni volta che si colleziona un determinato numero di stelle: i progressi, inoltre, saranno salvati sullo smartphone.

L’estetica della produzione invece riprende i canoni di Frantics, con colori sgargianti e modelli in simil-plastilina, meno carismatici rispetto alla volpe e ai vari concorrenti, ma pur sempre dolcissimi da vedere in azione, tant’è che lo spettacolo visivo che ne viene fuori è già di per sé un divertimento. Ovvia la presenza della localizzazione completa in italiano, alla quale facciamo i nostri più sentiti complimenti per la scelta del titolo, che da Chimparty è diventato il bellissimo Scimpazziamo.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Scimpazziamo Giudizio Finale – Scimpazziamo ha un titolo fantastico ed è tra i giochi più semplici e spassosi della serie PlayLink. Sebbene tecnologicamente non sia inventivo come altri esponenti della collana, la semplicità di fruizione lo rende un party game dritto al punto e per tutte le età. La fortuna prevale sull’abilità del singolo, e ciò scontenterà i videogiocatori più esigenti, che di sicuro non spiccano come target primario di questa produzione, nata per avvicinare i non-videogiocatori al videogioco.

PRO CONTRO
  • Discreta varietà nei minigiochi…
  • Bello da vedere in azione
  • Simpatica l’idea della progressione estetica
  • Davvero per tutte le età
  • … ma alcune tipologie funzionano peggio di altre
  • La fortuna conta più dell’abilità
  • I videogiocatori navigati pretenderanno di più

Recensione Scimpazziamo – Trailer

Recensione Scimpazziamo – Screenshot