Scraper: First Strike vuole essere tante cose, ma… (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Scraper: First Strike – Un giorno i robot controlleranno il mondo: almeno, così dice Scraper: First Strike, che deve molto agli scritti di Asimov. Per adesso, però, limitiamoci a litigare con l’assistente vocale, o al massimo con il robot aspirapolvere. Ecco la nostra recensione dell’opera prima di Labrodex.

Editore Labrodex
Sviluppatore Labrodex
Piattaforme PSVR, PCVR
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 18,99€

Alexa, non t’arrabbiare


Scraper: First Strike non inizia nel più chiaro dei modi, nonostante la sequenza introduttiva sia spettacolare, tutto sommato. Comincia nel bel mezzo di un’operazione militare, su un aereo, senza dare alcuna spiegazione sul contesto, sui personaggi, sugli eventi del suo universo. Questo perché il gioco dà per scontato che abbiate letto il romanzo al quale è ispirato, che, nonostante tutto, non è poi così importante. Del resto, quello che abbiamo davanti è uno sparatutto in cui la trama è meno centrale di ciò che vorrebbe far credere inizialmente, malgrado la struttura episodica scelta per il progetto, che comunque non intacca affatto l’integrità di questo primo episodio.

Si vestono i panni di Casey Maxwell, esperto pilota di Hover Pod, delle capsule militari armate fino ai denti. Lo scopo è decisamente più facile a dirsi che a farsi: bisogna intrufolarsi nel Reactor Building 3, un piano alla volta, per ripristinarne il funzionamento a favore della resistenza, cercando di scacciare la piaga robotica. Lo si fa appunto a bordo del proprio mezzo, il cui movimento libero è gestibile con Dualshock, Move, Aim Controller o persino 3d Rudder, a vostra scelta. I controller di movimento spiccano come protagonisti, in quanto vi consentono di muovere le braccia in maniera indipendente, e di interagire in modo naturale con l’interfaccia tattile che caratterizza il gioco, ma dobbiamo ammettere che la presenza di un analogico migliora e non poco la comodità delle sparatorie.

Non a caso, i controlli non sono affatto semplici e, benché le fasi di pratica cerchino di snocciolare i dubbi, richiedono tempo per essere assimilati. Il piano di comando è pieno di bottoni e leve con cui attivare abilità o scudi d’emergenza, un elemento che cerca di aumentare il coinvolgimento, sempre che utilizziate i Move.

Passando all’atto pratico, Scraper: First Strike si configura come un classico sparatutto dove i livelli ospitano obiettivi ben precisi, appositamente segnalati da punti luminosi. Durante i tragitti, si eliminano orde di robot attraverso i due fucili collegati alla capsula, che, all’occorrenza, possono diventare delle ottime armi contundenti. Peraltro, i nemici lasciano cadere dei materiali con i quali si possono realizzare sia potenziamenti che nuove armi, intercambiabili al volo con quelle già equipaggiate. La parte relativa alla costruzione di oggetti, tuttavia, è perlopiù ingombrante e sporca un’esperienza che avrebbe potuto abbracciare un semplice sistema di esperienza e livellamento delle capacità. Passare ogni volta da terminali differenti per acquistare reagenti e innestarli è ripetitivo, anche perché, trattandosi di piccoli miglioramenti incrementali, i cambiamenti in campo non sono così tangibili come ci si aspetterebbe.

Per quanto la formula non sia superficiale alla pari di tanti altri titoli in realtà virtuale, Labrodex sembra aver messo sul piatto molti ingredienti senza però badare alla solidità dei componenti di base. Anzitutto le armi non trasmettono sensazioni di potenza, tanto è vero che i nemici richiedono troppi colpi per essere abbattuti: il rateo di fuoco, la precisione deficitaria, i colpi ravvicinati poco soddisfacenti, tutto riconduce ad un feeling approssimativo, quando in realtà sarebbe dovuto essere il piatto forte, considerando il genere d’appartenenza. Come se non bastasse, l’intelligenza artificiale elementare che anima i robot trasforma le lotte in veri e propri scambi di proiettili statici, piatti e piuttosto tediosi a lungo andare, durante i quali il livello di difficoltà tende ad alzarsi bruscamente in certe occasioni, indipendentemente dal grado di sfida selezionato, spingendo il giocatore a sfruttare i bachi nel codice per poter avere la meglio.

Per non parlare poi del disegno dei livelli, composto da stanze grigiastre tutt’altro che briose, simili tra loro e incapaci di stimolare l’esplorazione, spezzando l’immersione della realtà virtuale, che diventa un peso se non lo si assume a piccole dosi. Se a ciò aggiungiamo che la ricetta abusa di terminali da attivare per proseguire, dimenticandosi di variare la minestra in maniera tangibile, ci ritroviamo dinanzi ad un’avventura che pecca alla radice. La stessa grafica, pur essendo abbastanza pulita, si poggia su costrutti industriali riciclati, con un’estetica fatta di materiali blandi, ma non troppo avara di poligoni. Le musiche invece sorprendono, sebbene alle volte siano più epiche del dovuto.

5.5

Giudizio Finale

Recensione Scraper: First Strike – Giudizio Finale – Nessuno mette in dubbio l’impegno di Labrodex nel rendere Scraper: First Strike un grande titolo, o, meglio, nel farlo sembrare un grande titolo. Il fatto è che, tolta l’illusione iniziale, ci si ritrova davanti ad uno sparatutto scolastico, che vorrebbe essere di più di quello che è davvero, dove la realtà virtuale non è poi così essenziale.

PRO CONTRO
  • Tante configurazioni di controllo supportate
  • Bella la plancia tattile della capsula militare
  • Diverse armi da collezionare
  • Musiche interessanti
  • Sparatorie statiche, perlopiù tediose
  • Disegno dei livelli ripetitivo
  • Visivamente spento
  • Parte ruolistica ingombrante

Trailer

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