Serious Sam 4 è proprio quello che ci aspettavamo (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Serious Sam 4

La serie di sparatutto in prima persona in salsa arcade firmata Croteam nasceva nel lontano 2001, con Serious Sam: The First Encounter. Una saga “caciarona”, che ha sempre fatto del numero dei nemici, del loro essere talvolta nonsense (il kamizake urlante senza testa è iconico) e della vastità delle ambientazioni il suo biglietto da visita. Sempre grazie a Devolver Digital, che aveva pubblicato anche il terzo capitolo, Croteam torna con una nuova iterazione ancora più esplosiva e cafona, proprio come ci aspettavamo.

Editore Devolver Digital
Sviluppatore Croteam
Piattaforme PC Windows, Stadia, prossimamente PS4 e Xbox One
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Testi in italiano

L’incipit è più o meno lo stesso di sempre: Sam “Serious” Stone contro lo sterminato esercito extraterrestre di Mental. Solo che questo è il prequel di Serious Sam 3: BFE, che a sua volta era il prequel di Serious Sam: First Encounter. Il prequel del prequel insomma! Il gioco inizia in modo scoppiettante: su una enorme pianura a fianco delle ultime forze di Difesa Terrestre contro le caotiche armate di Mental in una epica battaglia finale che… viene drasticamente interrotta dalla nostra morte. O almeno così sembra, visto che il gioco fa marcia indietro calandoci nella trama vera e propria, che tra l’altro comincia nel bel mezzo di Roma. Il tutto, come al solito, è sopra le righe, con battutacce e situazioni sopra le righe tipiche del personaggio e della saga. Ci troveremo via via proiettati anche a Pompei e in altre location, e le mappe non sono poi così male.

Oltre ad essere particolarmente vaste, vantano sin da subito strade secondarie che portano a missioni (sempre secondarie) ovviamente incentrate su altri combattimenti ed esplorazione. Niente di trascendentale quindi, ma servono ad aumentare la longevità e ad intrattenere, oltre che a premiarvi con gadget e simili che potrebbero tornarvi utili sulla vostra “via del massacro”. Tornando a noi, le mappe sono vaste e sufficientemente ricche di dettagli, ma non aspettatevi la stessa profondità di un DOOM Eternal, né tanto meno una fedeltà con le controparti reali delle città rappresentate. Carino comunque il passaggio in certi contesti dalla luce dell’esterno a interni bui, con relativi mostri che cercano di prendervi di soppiatto. Alcuni elementi del paesaggio si distruggono a seconda dei colpi che sparate o a seconda dell’alieno che li colpisce. Altri invece sono inamovibili, probabilmente per non appesantire ulteriormente il gioco che mette in campo già diverse variabili.

Il bello del gioco comunque è il gunplay, o meglio, i combattimenti caotici che derivano dalla struttura del titolo di Croteam. A Serious Sam ci si gioca prevalentemente per sparare senza un attimo di sosta, affrontando ondate sempre più impegnative di nemici. E a tal proposito gli sviluppatori hanno fatto le cose in grande. Sotto “il cofano” si nasconde infatti il così detto Legion System, una peculiarità del motore grafico che permette di riprodurre su schermo centinaia di nemici in contemporanea. Un vero e proprio fiume di alieni, che ovviamente potrebbero mettere a dura prova l’hardware che avete a disposizione. Il Legion System, combinato con la vastità degli ambienti di gioco, fa sì che vi ritroverete sotto attacco da praticamente tutti i fronti (compreso quello aereo), realmente senza un attimo di respiro. In quanto al feeling delle armi… beh, non vi aspettate il realismo. Serious Sam è tutt’altro che realismo. Una doppietta fa danno ad area anche a decine e decine di metri di distanza. Un fucile a pompa sembra un fucile da cecchino. Il coltello sembra in realtà una motosega sotto doping, per non parlare del minigun. Ma non avrete nemmeno il tempo per pensarci tanto sarete impegnati a massacrare alieni. Quindi sì: il feeling delle armi non è realistico, ma c’è comunque differenza tra una e l’altra. Se non altro poi si cambia spesso, anche per gestire il numero di munizioni a disposizione o l’eventuale efficienza di un’arma rispetto ad un’altra su determinati alieni.

A proposito dei nemici, il gioco li introdurrà gradualmente durante la campagna, in modo da farci apprezzare il loro comportamento e, piano piano, anche le eventuali sinergie con altri nemici alieni. Non mancano i boss-fight, solitamente in arene estremamente vaste dove già prima si è consumato qualche combattimento epico. L’arsenale può contare su 14 diverse armi e potrete passare da una all’altra velocemente con la rotella del mouse (su PC) o con la classica ruota delle armi. Oltre alle armi classiche ci sono anche gustosissimi gadget con cui evocare finte copie di Sam, creare buchi neri e persino delle bombe atomiche tascabili. E stavolta ci sono anche i perk. Già durante i primi livelli ambientati a Roma si scoverà un dispositivo in grado di fornire al protagonista un punto abilità. Alcune di queste sono particolarmente utili, come il dualwielding o la possibilità di sparare durante lo scatto. Lato longevità non vi aspettate miracoli. La campagna è composta da 16 missioni, ovviamente rigiocabili a diversi gradi di sfida e, come già detto, arricchite da attività secondarie. C’è anche un accenno di multiplayer, con una modalità co-op che permette in sostanza di rigiocare la campagna a fianco di qualche amico. Il problema è che le missioni non subiscono un qualche tipo di modifica (numero di nemici o difficoltà), rendendo di fatto la modalità co-op una mera semplificazione della modalità in singolo. Pare sia in arrivo anche una modalità deathmatch.

Diciamocela tutta però: Serious Sam 4 non va acquistato per il comparto tecnico. Se volete rifarvi gli occhi comprate DOOM Eternal. Se sperate in uno sparatutto infernale curato e studiato nel minimo dettaglio dedicati al piccolo capolavoro di id Software. Serious Sam 4 non è rifinito. Se già, come evidenziato, le ambientazioni presentano elementi interattivi e altri inamovibili, ci dovete aggiungere anche animazioni piuttosto vecchio stile e modelli poligonali dei principali personaggi a tratti quasi imbarazzanti. Notate bene, non gliene facciamo una colpa agli sviluppatori. Stiamo pur sempre parlando di un titolo quasi indipendente che, nuovo di zecca, costa 39,99€. Non vuole quindi essere un tripla A, e non ci prova nemmeno! Anche le prestazioni non sono all’altezza delle aspettative. In certi momenti il gioco fatica su un ASUS GS30 con RTX 2080, e sia che giochiate in 16:9, sia che azzardiate un 21:9 (noi lo abbiamo testato su Xiaomi Mi Curved Gaming Monitor 34), il frame rate con dettagli Ultra sta sotto i 100 fps, con qualche calo nelle situazioni più concitate. C’è da dire che il motore grafico è piuttosto scalabile, e con qualche aggiustata alle impostazioni grafiche riuscirete a trovare la configurazione ottimale. Occhio però che come scheda grafica consigliata si elencano GTX 1080, RTX 2060 e Radeon 5700. Ottima invece la colonna sonora, arricchita dagli effetti sonori dei nemici e dalla voce del doppiatore storico di Sam.

7.5

Giudizio Finale

Serious Sam 4 è proprio quello che ci aspettavamo: uno sparatutto caciarone, che non si prende troppo sul serio, e che punta soprattutto a riempire lo schermo di nemici e a farcela spassare con un ricco arsenale e con gadget nonsense. Non vi aspettate una trama profonda quindi, né tanto meno una cura maniacale dei dettagli. Serious Sam 4 si rivolge prevalentemente ai fan storici della saga, che apprezzeranno praticamente tutto quello che il gioco ha da offrire, e chi cerca uno sparatutto a tratti comico che mette sul piatto quanto riportato nella recensione.

PRO CONTRO
  • Caciarone come sempre
  • Legion System
  • Si uccidono alieni/demoni a Roma
  • Comparto grafico
  • Prestazioni
  • Non ci sono grandi novità

Screenshot

Trailer