Shadow Warrior 3 è praticamente un DOOM Eternal ancora più cafone

E per questo non possiamo che volergli un mondo di bene.
Shadow Warrior 3 è praticamente un DOOM Eternal ancora più cafone
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Shadow Warrior 3 è così cafone che è difficile non volergli bene. Il protagonista non prende mai niente sul serio, farcendo tutto il gioco di battute a metà tra Deadpool e uno zio boomer sulle chat di famiglia di WhatsApp. La storia stessa mischia serietà a momenti tragicomici, creando una continua sensazione di nonsense che arriva a permeare anche alcuni dei combattimenti cardine.

Ma facciamo un passo indietro. Shadow Warrior 3 arriva sul mercato a distanza di sei anni dal predecessore. Ci caliamo nuovamente nei panni di Lo Wang, definito dagli sviluppatori "uno Shogun corporativo decaduto". TL:DR, il povero Lo Wang ha risvegliato un enorme ed antico drago che probabilmente distruggerà in breve la Terra. L'inizio del gioco vi racconta alcuni fatti salienti anche attraverso dei flashback che fungono da tutorial.

Il tutto è raccontato in inglese (no, non c'è l'italiano) con un doppiaggio niente male (anche se ovviamente sopra le righe) e con il già citato nonsense a fare da padrone a tutto. Per fermare il dragone, Lo Wang dovrà recuperare un paio di oggetti e sfruttare un giusto mix di magia e armi da fuoco. Ora, se non avete giocato a nessuno dei precedenti Shadow Warrior potreste sentirvi un po' smarriti a livello di narrativa e di scenario, e sicuramente la narrazione in inglese non aiuta. Se comunque state cercando una qualche scusa per giocarlo, cercheremo di spiegarvi cosa vi aspetta nel gioco. Alla fine, Shadow Warrior 3 è uno sparatutto in prima persona che per dinamiche e stile deve molto a titoli come DOOM Eternal. Se il genere è di vostro gradimento, narrazione e dialoghi possono anche passare in secondo piano. A livello visivo, il titolo di casa Flying Wild Hog sa esprimersi alla grande, con scenari e cut-scene spettacolari e caratteristiche.

Per quanto riguarda il gameplay, immaginatevelo proprio come se fosse una sorta di DOOM Eternal. I mostri che affrontiamo sono spesso "confinati" in sorte di arene chiuse da cui è impossibile uscire fintanto che non li avete sconfitti tutti. Il protagonista sfrutta abilità particolari come le spinte telecinetiche, utili a sfruttare il terreno a suo vantaggio. Si possono conficcare i nemici in spuntoni di roccia spingendoli via; si possono far volare di sotto da burroni; o ancora sfruttare trappole ambientali da rivolgere contro gli avversari stessi. Al posto della doppietta con rampino, qui troviamo un rampino a sé stante, che oltre ad essere molto utile durante gli intermezzi esplorativi, può essere sfruttato nelle zone di combattimento per fuggire o avvicinarsi agli avversari. Le arene in tal senso dimostrano una discreta dinamicità, permettendo al giocatore di sfruttare più tattiche di gioco. Sempre a livello di ambiente, il giocatore potrà sfruttare tre tipologie di barili esplosivi, ognuno caratterizzato da un elemento specifico: fuoco, ghiaccio ed elettricità.

E per quanto riguarda le armi? Lo Wang inizia il gioco con la sua fidata Katana e con un'arma da fuoco semplice, da alternare a seconda della situazione. Ben presto si doterà di altri giocattoli. Non si tratta di un arsenale molto vasto, ma le dinamiche ruolistiche presenti nel gioco permettono di migliorare ogni arma migliorandone statistiche e sbloccando abilità extra. Idem dicasi per Lo Wang stesso, che potrà migliorare le sue performance o addirittura migliorare l'effetto dei barili esplosivi. La Katana permette di giocare in velocità, attaccando i nemici con colpi classici o caricati da vicino. Per questo torna utile il rampino, per approcciarsi corpo a corpo con rapidità ad avversari che ci colpirebbero solo da lontano. il gunplay non è affatto male, e la soddisfazione di scaricare tonnellate di proiettili su mostri enormi (o colpi mirati ben più potenti) è tanta e costante.

Anche qui, come in DOOM, ci sono le uccisioni epiche, ma sono gestite in modo radicalmente diverso. Per cominciare, si deve riempire un indicatore di carica per poterle sfruttare; mostri più grandi richiederanno logicamente l'uso di più cariche. L'effetto poi è diverso a seconda del mostro sconfitto con tale tipo di uccisione. Quelli base ad esempio vi garantiscono 100 punti vita aggiuntivi (che all'inizio portano il totale a 200), non ricaricabili se non con altre uccisioni epiche. Altri mostri daranno accesso ad armi specifiche utilizzabili una volta sola, come granate monouso, o per un lasso di tempo predefinito. Strappare un martello dalle ossa di un gigantesco minotauro e usarlo per spaccare il muso ad altri avversari presenti nell'arena non ha davvero prezzo. Ognuno insomma innesca effetti diversi, portando il giocatore a valutare con attenzione come sfruttare le cariche relative alle uccisioni epiche.

Davvero molto azzeccato l'ingresso in scena di nuovi mostri. Ogni volta si innesca una sorta di cut-scene drammatica che presenta l'aspetto e i poteri del nuovo avversario. La prima volta li si affronta quasi come fossero dei boss delle arene, ma ben presto ci renderemo conto che il nuovo ingresso sarà riproposto ciclicamente a partire da quel punto. Il bello è che ognuno richiede strategie diverse. Quelli in armatura ad esempio dovranno essere esposti in qualche modo (uno dei primi richiede un uso oculato delle spinte telecinetiche) o aggirati ad esempio correndo o sfruttando il rampino.

Le fasi esplorative non sono mai particolarmente frustranti, e fungono da piacevole intermezzo tra un combattimento e l'altro. Si usa il già citato rampino, alternandolo a salti, arrampicate e corse sulle pareti. Le ambientazioni del gioco sono particolarmente ispirate, con una spiccata tendenza all'oriente e al fantasy. È tutto una gigantesca esplosione di colori, con un comparto grafico che su macchine al top restituirà un risultato finale alquanto gradevole e ricco di effetti. Le impostazioni grafiche su PC scalano abbastanza bene. Grazie allo scaling della risoluzione integrato tra le impostazioni grafiche è possibile alleggerire il carico sulla GPU. Lo abbiamo testato con successo anche su un PC dotato di una vecchia GTX 1070 (requisito consigliato: GTX 1080).

In definitiva, Shadow Warrior 3 prende ispirazione dai capisaldi del genere, introducendo comunque delle dinamiche che hanno una loro identità e un loro perché. Il gameplay è divertente e gratificante, e la durata complessiva, tra le 8 e le 10 ore (variabile a seconda del livello di difficoltà scelto), lo rendono quel classico videogioco singleplayer lineare e poco stressante di cui c'è più che mai bisogno in un'era di open world e multiplayer online. Su Steam può essere vostro per 44,99€, un prezzo forse un pelino elevato, ma tenete comunque che si tratta di un produzione indipendente di altissima qualità prodotta da Devolver Digital, che in un o nell'altro ci azzecca sempre. Trovate Shadow Warrior 3 anche su sistemi PlayStation e Xbox. In questo caso il prezzo aumenta di 5€.

Shadow Warrior 3 - Screenshot

Trailer di uscita

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