8.0

Shooty Fruity – Sparare alla frutta non è mai stato così bello! (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Shooty Fruity – La vita del cassiere, si sa, è dura, soprattutto quando il reparto frutticolo decide di mettere in piedi una rivolta contro l’intero supermercato. Non ha alcun senso? Vero, ma questo è Shooty Fruity, e già il nome è tutto un programma: di conseguenza, lasciate il raziocinio alla porta, e godetevi la nostra recensione.

LEGGI ANCHE: Recensione Dead Hungry

Editore nDreams
Sviluppatore nDreams, Near Light
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Shooty Fruity

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco provenienti da PSVR su PS4 Pro.

Banane assassine

Shooty Fruity parte da una premessa banale, e il trailer di presentazione non volge a suo favore: ad uno sguardo meno attento, infatti, quello di Near Light e nDreams sembrerà l’ennesimo sparatutto statico di cui la realtà virtuale pare non aver bisogno.

Fermarsi alle apparenze spesso inganna, e sarebbe un grosso sbaglio, perché il titolo in questione sfoggia degli assi nella manica da tenere in considerazione, a prescindere dall’amore/odio che provate verso il genere. Nel dettaglio, il principio su cui si fonda la formula è il multitasking, in quanto il giocatore deve dimostrare di essere in grado di compiere più azioni contemporaneamente mediante l’uso della coppia di PlayStation Move.

Si vestono infatti i panni di un impiegato, e bisogna svolgere il proprio lavoro, scansionando gli articoli alla cassa, per poi infilarli nella corsia giusta tra le tre disponibili. Queste operazioni meccaniche servono ad alimentare un trasportare scorrevole, posto nella parte superiore del bancone, che produce in maniera costante delle armi, con le quali eliminare i frutti mutanti, gli avversari che tenteranno di distruggere il supermercato.

Ciascun nemico segue uno schema d’attacco semplice, visto che si limitano a venirvi addosso, ma le varianti non mancano: ad esempio, le ciliegie volano e possono essere afferrate e lanciate contro altre creature, mentre i limoni sono dei piccoli maledetti capaci di colpire più volte da angolazioni diverse. Non c’è da preoccuparsi più di tanto, perché Shooty Fruity vanta un vasto arsenale, composto da pistole, fucili, mitra, granate e chi più ne ha, più ne metta.

Sconfiggendo i mutanti si guadagna del succo, tramite cui è possibile ampliare il proprio equipaggiamento, per un totale di diciotto armi. In partita, tuttavia, se ne possono portare un massimo di sei, badando ad una semplice regola: indipendentemente dalla categoria, ogni arma è caratterizzata da un set di statistiche, tra cui spicca l’indicatore che riassume, in modo sommario, il numero di articoli che dovranno essere scansionati prima che quella determinata arma possa comparire nel trasportatore.

Prima di entrare nel livello, quindi, sarà necessario farsi due conti per portare un armamentario bilanciato, in special modo dal primo quarto d’avventura in poi, quando il livello di sfida comincerà a farsi serio: i ventiquattro livelli sono diluiti in tre modalità distinte, a loro volta modificate di missione in missione per garantire sempre un po’ di varietà in più rispetto alla precedente. Se all’inizio lo scopo per dare energia al trasportatore di armi sarà quello di scansionare gli articoli, poi vi sarà chiesto di completare i vassoi di cibo con le porzioni del colore giusto, o di imballare oggetti nell’ordine e nel numero esatto, il tutto traghettato da una valutazione a tre stelle che permette di sbloccare nuovi livelli, potenziamenti e armi.

La formula che emerge dalla bizzarra esperienza funziona sorprendentemente bene: il tracciamento è perfetto, così come la sensazione emanata da ciascuna arma, diversa e allo stesso modo convincente a seconda della tipologia impugnata, tant’è che siamo dinanzi ad una tra le migliori interpretazioni dello sparatutto sulla VR.

Gli aspetti meno riusciti della produzione risiedono innanzitutto nella confusione, specie nelle fasi avanzate, dove l’esperienza si fa talmente frenetica da stancare sia mentalmente che fisicamente: talvolta la quantità di nemici e oggetti a schermo è davvero esagerata, e se a ciò ci aggiungiamo che le armi dispongono di poche munizioni e che, una volta esaurite, esplodono in tanti pezzi, ognuno dei quali andrà ad occupare spazio nel bancone, capirete che la confusione non è un fattore da sottovalutare.

In più si somma anche una veste grafica sicuramente di buona qualità, la quale deve sottostare ad una serie di seghettature che rovinano in parte la colorata magia in cui il gioco si immerge, aiutata da un’effettistica sonora convincente, in particolare per quanto concerne gli spari.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Shooty Fruity  Giudizio Finale – Shooty Fruity è senz’altro tra i migliori sparatutto statici su VR. Si avvale della realtà virtuale per confezionare qualcosa di estroso, frenetico e intenso, che assembla pezzi di meccaniche già viste in precedenza e solo all’apparenza slegate tra loro, e le porta verso un nuovo livello di divertimento e profondità.

PRO CONTRO
  • Ottima diversificazione delle armi, e ciascuna trasmette sensazioni solide
  • Formula frenetica, impegnativa e appagante
  • La varietà non manca col passare dei livelli
  • Sa essere molto confusionario
  • Seghettature palpabili nell’impatto visivo

Recensione Shooty Fruity – Trailer

Recensione Shooty Fruity – Screenshot