9.0

Skyrim VR è un’esperienza che non dimenticherò mai (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Skyrim VR – Potrei raccontarvi delle lunghe passeggiate sul fiumiciattolo di Riverwood, o di quando ho salutato un gigante tra le montagne e lui sembrava non aver gradito, o, ancora, di quella volta che un passante mi ha rivolto uno sguardo deplorevole, costringendomi ad insegnargli il rispetto (fracassandolo di botte), ma… non lo farò.

Non lo farò perché so per certo che qualcuno tra di voi, nella folla, esclamerà a pieni polmoni “ma io ‘ste cose le ho già viste in Skyrim”, con fare pure supponente. Un’affermazione quasi inattaccabile, che illustra una situazione ben diversa da ciò che vi stiamo per raccontare, poiché voi, “quelle cose”, le avete solo viste: noi, i possessori di un PSVR, le abbiamo vissute. Signore e signori, la nostra recensione di Skyrim VR vi attende.

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Editore Bethesda
Sviluppatore Bethesda
Piattaforme PSVR
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Skyrim VR

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco provenienti da PSVR su PS4 Pro.

Quando entri nell’Oblivion, l’Oblivion entra in te

Sulle spalle di Skyrim VR grava una pesante responsabilità: deve dimostrare al pubblico giocante che la realtà virtuale non vive di sole brevi avventure, ma, anzi, può funzionare anche sui videogiochi di grandi dimensioni, che ti trascinano in un mondo dal quale non vuoi staccarti per ore, e il gioco di ruolo di Bethesda ne è il terreno di prova perfetto.

Non a caso, quella nelle lenti del visore è l’esperienza completa di Skyrim, l’intero pacchetto con tutti i DLC e le migliorie rilasciate nel corso del suo periodo di crescita, venduto però separatamente dal gioco originale.

Tuttavia, questo non è solo Skyrim: è il fantasy come non lo avete mai visto prima, un universo epico che prende vita e si plasma sulla pelle del giocatore. Pur essendo un mondo virtuale, si riesce quasi a sentirne gli odori e i sapori, dalle grotte pregne di ragnatele, alle città brulicanti di cittadini e bancarelle. La prospettiva in soggettiva e la VR donano una dimensione intima all’avventura, in cui una semplice scampagnata diventa un viaggio, e un’arma rara in un baule non è solo l’oggetto che aumenta quella o quell’altra statistica, ma diventa nostra, personale. Bethesda ha lavorato sul design, contestualizzando l’interazione e trasformando anche la mera lettura di un libro in un’attività funzionale ed avvolgente, a dimostrazione del fatto che si tratta di un porting realizzato a regola d’arte.

Il coinvolgimento è indescrivibile a parole, e il modo col quale ci si interfaccia al gioco offre due approcci: uno consente di affrontare Skyrim con il Dualshock, e ciò che ne viene fuori si avvicina ovviamente al gioco tradizionale, eccezion fatta, appunto, per la possibilità di guardarsi attorno. L’altro, quello che contempla l’utilizzo dei PlayStation Move, è senz’altro il più indicato, sia per una questione di totale immersione, che di completezza. I cosiddetti gamepad gelato sono certamente obsoleti, ma il lavoro di implementazione e ottimizzazione dei controlli svolto dai programmatori merita un plauso.

Il tasto Move sul controller sinistro permette di muoversi con il noto sistema a teletrasporti, che limita di gran lunga la eventuale sensazione di malessere, oppure attraverso il movimento libero, puntando in una direzione qualsiasi. Per girarsi, invece, bisogna premere i pulsanti croce o cerchio: sembra una soluzione artificiosa, eppure, in realtà, basta un’oretta per impratichirsi alla perfezione. In un batter d’occhio, vi ritroverete a scoccare una freccia, ad usare spada e scudo, e a scagliare incantesimi in modo naturale. Con i controller PlayStation Move, peraltro, è possibile attaccare più bersagli contemporaneamente, poiché ogni mano può agire in maniera indipendente dall’altra: di conseguenza, l’utilizzo delle magie è assolutamente eccezionale ed esalta come poche altre cose sulla realtà virtuale.

Certo è che il sistema di combattimento costruito da Bethesda tanti anni fa non ha mai brillato, con un’intelligenza artificiale dei nemici tutt’altro che stupefacente. C’è da dire, nondimeno, che la VR dà consistenza alle battaglie, rendendole di fatto più coinvolgenti e tangibili, anche perché, banalmente, tirare un fendente nella realtà è di sicuro più emozionante che premere un solo pulsante.

L’interfaccia poi è stata ben studiata, e districarsi tra i vari menù risulta essere un’operazione ben schematizzata, una volta presa la mano. Gli indicatori dello stato del personaggio, come il vigore o la magicka, saranno sempre rivolti verso la PlayStation Camera, cosa che aiuta ad orientarsi nel mondo reale, senza uscire, appunto, dal cono visivo della telecamera. Anche la Mappa e la sezione per l’apprendimento delle Abilità sono state ripensate: la prima è una ricostruzione in formato ridotto di Skyrim sulla quale si potrà viaggiare velocemente verso il luogo desiderato; la seconda invece mette il giocatore nel nucleo della volta celeste con le costellazioni che contengono le abilità da apprendere. Il menù sa essere evocativo, ma non si può dire che sia propriamente intuitivo, ma una decina di minuti dovrebbero bastare per capirne i meccanismi.

Non mancano inoltre diverse opzioni regolabili per personalizzare l’esperienza, molte delle quali sono incentrate sulla riduzione di possibili fenomeni di chinetosi. Sebbene il mondo enorme e la libertà di movimento concessa siano due ingredienti perfetti per la cosiddetta motion sickness, personalmente non ne ho mai accusata, anche dopo lunghissime sessioni di gioco. Potrebbe però non essere il videogioco più indicato con cui iniziare il proprio percorso con questa nuova tecnologia, data la sua complessità: consigliamo quindi di procedere per gradi, e di cominciare magari con qualcosa di meno vasto.

Arriviamo dunque al nocciolo dell’analisi, ovvero l’aspetto grafico, una materia di discussione accesa ben prima dell’annuncio: ci si interrogava sui confini di PSVR, e, ora, possiamo avere un altro assaggio di cosa è in grado di fare.

Il nostro test si è consumato su una PS4 Pro, dove effettivamente compare qualche ritocco grafico qua e là rispetto alla versione standard. Il risultato viaggia su due strade parallele, e una ha bisogno dell’altra: la prima porta ai compromessi, dovuti alle limitazioni della periferica, che qui in Skyrim VR vengono sottolineate più volte, visto che sulle medie e lunghe distanze spicca un effetto sfocatura abbastanza pronunciato. Purtroppo anche tecnicamente è necessario scendere a patti con dei grattacapi visibili, come dei pop-up mentre si viaggia. Dall’altro lato, però, c’è da considerare che quello nel quale si viene immersi è un mondo totalmente esplorabile a proprio piacimento, in cui i caricamenti sono incredibilmente ridotti all’osso, elargendo all’esperienza una continuità con pause minime. Gli artifici grafici dunque sono presenti, ma passano in secondo piano dopo averli digeriti, perché l’atmosfera penetra e rapisce, e inabissa in quel fantasy epico che avremmo sempre voluto vedere con i nostri occhi a trecentosessanta gradi.

Il commento musicale superbo e il doppiaggio in italiano contribuiscono ad immergere nell’universo, anche se le voci si ripetono con una certa frequenza, ma la qualità è assolutamente degna di nota, a parte la mancanza dell’effetto binaurale. Non condividiamo la scelta di commercializzare il gioco nuovamente a prezzo pieno anche per coloro che già possiedono una copia dell’originale (al momento 61,98€ su Amazon): in questo caso, un componente aggiuntivo ad una cifra più abbordabile avrebbe certamente fatto comodo.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Skyrim VR – Giudizio Finale – Skyrim VR è un’esperienza memorabile, un tassello importantissimo per la realtà virtuale. La storia del Sangue di Drago muta e si converte in un viaggio introspettivo dove è il giocatore il protagonista, e non il suo alter ego digitale. Visitare una taverna, viaggiare tra le montagne erose, farla pagare ad un manipolo di banditi, chiacchierare con gli abitanti del posto, tutti piccoli passi che nel videogioco tradizionale ormai sono d’ordinaria amministrazione, ma che nella VR costruiscono un cosmo nel quale perdersi dentro. Le periferiche limitano in parte le potenzialità dell’esperienza, e gli espedienti visivi annebbiano la resa grafica, che comunque rimane un traguardo invidiabile vista la grandezza dell’avventura di Bethesda. Eppure, d’ora in poi, il gioco di ruolo non sarà più lo stesso: perché giocare Skyrim è una cosa… viverlo è un’altra.

PRO CONTRO
  • Il fantasy epico prende vita
  • Immersione spaventosa, tale da spingere a “fare” il GDR
  • Implementazione esemplare dei Move
  • Interfaccia ben adattata
  • Dimostra che anche le grandi avventure possono vivere sulla VR
  • Evidenti compromessi grafici e tecnici
  • Prezzo di lancio opinabile

Recensione Skyrim VR – Trailer

Recensione Skyrim VR – Screenshot

  • Cosimo Alfredo Pina

    Un tempo anche io ero un avVRenturiero, finché non mi sono buscato una freccia nel ginocchio.