Smite su Nintendo Switch – Perché sì e perché no (recensione)

Giorgio Palmieri

Smite Nintendo SwitchSmite non ha bisogno di grandi presentazioni, e se ne avete bisogno vuol dire che non seguite la scena dei cosiddetti MOBA. Poco male: il recente arrivo su Nintendo Switch è una buona scusa per parlarne ancora una volta, a distanza di tanti anni. Mettetevi comodi, perché ne vale la pena.

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Editore Hi-Rez Studios
Sviluppatore Hi-Rez Studios
Piattaforme Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, PC Windows, macOS
Genere MOBA
Modalità di gioco Multigiocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto Gratuito con acquisti in-app

Video Recensione Smite

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Nintendo Switch.

Dèi portatili

Resident Evil 4 rivoluzionò gli sparatutto con un cambio d’inquadratura, e Smite fece la stessa cosa con i MOBA, sebbene su una scala diversa. Correva l’anno 2012 quando il titolo di Hi-Rez Studios cominciava ad emergere, giorno dopo giorno, cambiando faccia su base settimanale: chi ne ha seguito gli sviluppi dagli albori saprà come l’azienda statunitense amava sperimentare, tanto da evolvere la formula a vista d’occhio nel corso della sua lunga beta, aggiungendo modalità ed eroi, e modificando il bilanciamento. Non si faceva nemmeno troppi problemi nell’eliminare intere modalità o persino meccaniche portanti nel caso non funzionassero, o non fossero di gradimento.

Vederlo quindi in questa forma, dopo tantissimo tempo, fa un certo effetto. E poterlo assaporare su Nintendo Switch è un traguardo importante, non solo per la scarsa presenza del genere sulla nota console ibrida, ma anche per un lavoro di ottimizzazione invidiabile, lo stesso raggiunto da Paladins, altra produzione firmata Hi-Rez Studios. Si possono unificare gli account tra le varie piattaforme e giocare contro gli utenti PC e Xbox One, mentre si impugna Switch sul proprio divano di casa. Chiaramente vi è un’opzione per forzare il matchmaking, in maniera tale che l’algoritmo possa mettervi insieme ad un gruppo di giocatori dotati della stessa vostra periferica, così da bilanciare le partite. Il cross-play però è una grande responsabilità per gli sviluppatori e anche una certezza, visto che gli aggiornamenti dovranno essere lanciati nello stesso momento per tutte le piattaforme.

Per il resto, Smite su Switch è Smite proprio come lo era tempo addietro, solo più grande, più grosso e più bello che mai, dipinto con una grafica nettamente superiore a quella di qualche anno fa, anche sulla console Nintendo. Ora vige un maggiore dettaglio visivo, che valorizza i vari pantheon, accompagnato da una coerenza artistica più pronunciata, seppur con i compromessi dovuti alla presenza di skin che alterano l’organicità dell’estetica. Del resto, il MOBA di Hi-Rez Studios sfoggia come personaggi giocabili delle divinità appartenenti alla mitologia e alle religioni, ovviamente reinterpretate in una veste fantastica.

Clamorosa è anche l’offerta di modalità, quantomeno se paragonata ad altri esponenti del genere. Si contano otto modalità diverse, da cui emerge come principale protagonista Conquest, la quale rappresenta la pura essenza del MOBA, che poi viene declinata in vari modi nelle restanti modalità: in parole povere, due squadre composte da tre o cinque elementi devono guidare una mandria di sgherri per distruggere la base avversaria in una mappa divisa in corsie, nel cui mezzo vi è un’area denominata giungla, grazie alla quale potrete tendere imboscate nelle vie adiacenti, o sconfiggere creature per accumulare esperienza, potenziamenti e denaro aggiuntivo. Le monete possono anche essere acquisite eliminando i minion rivali o le stesse divinità del team nemico, e il loro impiego ruota attorno alla crescita del personaggio per quella specifica partita. Tutto questo ambaradan per sottolineare la complessità di un titolo strapieno di variabili, che abbraccia un centinaio di divinità e altrettanti oggetti diversi, insieme ad un numero incalcolabile di sinergie e combinazioni pronte per essere sviscerate e applicate a seconda della modalità scelta.

Che sia una coppia di Joy Con o un Pro Controller, non fa alcuna differenza: l’assenza di mouse e tastiera si fa sentire in entrambi i casi. Smite nasce su PC e non maschera le sue origini, ed infatti giocare con un pad è meno intuitivo di quanto ci aspettassimo. Dal calcolo delle distanze nell’esecuzione delle magie, alla semplice navigazione del negozio, il titolo mostra un po’ di macchinosità con la quale bisogna entrare in sintonia per iniziare a divertirsi come si deve. In più, lo schermo tattile non è stato utilizzato in alcun modo, neppure nei menù iniziali, per motivazioni francamente sconosciute.

Detto in parole povere, Smite non è assolutamente un titolo intuitivo, nemmeno uno da consigliare a cuor leggero. L’interfaccia non troppo pulita, da sola, può spaventare il giocatore meno navigato, tra numeri, indicatori, combinazioni di tasti e barre che popolano lo schermo. Il tutorial non basta a formare l’utente, a prescindere dal suo grado di bravura con l’universo videoludico. Fortunatamente, una fetta delle modalità può essere affrontata contro il computer, un’opzione che, tuttavia, riduce enormemente la quantità di ricompense ricevute, rendendola meno entusiasmante del previsto, ma almeno potrete scendere su un terreno di prova prima di buttarvi nel competitivo.

A proposito: proprio il flusso di ricompense risulta confusionario, a causa di una mole esagerata di contenuti acquistabili. Tra missioni giornaliere, settimanali, missioni evento, Battle Pass, casse premio, casse premio esclusive, casse premio evento, skin, skin esclusive, skin a tempo, avatar, pacchetti vocali, in pratica sembra di essere alle porte di un supermercato. Essendo di fatto un free-to-play, in qualche modo Hi-Rez Studios deve sostenere il suo MOBA con un modello di monetizzazione adeguato, eppure il primo impatto con il negozio digitale è a dir poco spiazzante e caotico.

Nonostante le criticità, Smite su Switch è un altro esempio di come si dovrebbe trasportare un videogioco esistente su altre piattaforme senza intaccarlo. I compromessi sono pochissimi oltre a quelli fisiologici, tra cui segnaliamo una qualità dei materiali non sempre convincente e una ovvia risoluzione dinamica, che si adatta in base alla situazione, e che, tuttavia, è in grado di mantenere i sessanta fotogrammi al secondo stabili nella maggior parte delle situazioni. Peccato per la lentezza del caricamento che precede l’apparizione dei personaggi sullo schermo, quando si selezionano: speriamo venga velocizzato in un prossimo aggiornamento, perché la navigazione tra le skin non è così piacevole come dovrebbe.

Conclusioni

Recensione Smite Nintendo Switch – Giudizio Finale – Smite è un MOBA eccezionale, c’è poco da fare. Ed è eccezionale anche su Nintendo Switch, sulla quale si presenta in una forma che ha poco da invidiare alle altre console rivali, grazie anche al valore aggiunto della portatilità, che non va sottovalutata. La curva di apprendimento ripida potrebbe però spaventare i meno navigati e i meno avvezzi, sia per l’indubbia complessità della formula, sia per l’eccessiva mole di comandi che sta un po’ stretta ai Joy-Con e al Pro Controller, ma provarlo non costa nulla. Magari cercate di condividere l’esperienza con un amico, così da facilitare l’entrata nella logica della produzione. E poi in gruppo ci si diverte di più, no?

PRO CONTRO
  • Uno dei migliori MOBA di sempre
  • Conversione eccezionale su Switch
  • Account unificati e cross-play
  • Una marea di contenuti
  • L’assenza di mouse e tastiera si fa sentire
  • Curva di apprendimento ripida
  • Negozio confusionario, pari ad un supermercato

Trailer

Screenshot