Recensione Snack World: una risata li stenderà, forse

Giorgio Palmieri -

Recensione Snack World: Esploratori di Dungeon — Gold – Molti titoli Nintendo si distinguono per un aspetto in particolare: la loro struttura a cipolla – o, per meglio dire, a strati. Illudono con un’estetica fanciullesca, rapiscono con istruzioni semplici e poi rivelano una grande profondità quando meno te lo aspetti. In realtà, questa non è una particolarità dei titoli Nintendo, ma lo è dei bei giochi. E Level-5 lo sa, lo sa così bene che tante sue produzioni (Dragon Quest, Fantasy Life, Il professor Layton, Ni No Kuni) seguono questo iter. Non a caso, Snack World Esploratori di Dungeon – Gold non è da meno.

Editore Nintendo
Sviluppatore Level-5
Piattaforme Nintendo Switch
Genere Gioco di ruolo d’azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore Online
Lingua Completamente in italiano

Da ora in poi, per comodità e per ovvie ragioni, lo chiameremo solo Snack World. D’altronde dovreste già avere un’infarinatura sul progetto in questione, e sapere perché ha un titolo così lungo, visto che abbiamo speso diverse parole a riguardo non molto tempo fa. Rinfreschiamo brevemente la memoria: quella davanti ai vostri occhi è una revisione per Nintendo Switch di un gioco di ruolo d’azione, uscito su 3DS solo in Giappone, che strizza l’occhio tanto a Diablo quanto a Monster Hunter.

Si vestono i panni di un eroe senza memoria, creato e personalizzato dal giocatore, il cui scopo è servire la vanitosa figlia del re: ogni missione principale è un pretesto per soddisfare un suo capriccio, che sia la ricerca di un gioiello o di una speciale crema idratante. Poco importa se la vostra vita verrà messa a rischio, perché i desideri di Melonia, questo il nome della principessa, valgono più di ogni cosa. Poi sì, verrà svelata l’esistenza di un cattivo, il Sultano Aceto, che produce armi e alimenta una guerra dove il male non è un vero “male”, o meglio, ogni malvagio non è poi un vero malvagio, perché tutto, proprio tutto finisce a tarallucci e vino, a prescindere dalla gravità della situazione.

Ecco, le priorità di Snack World sono altre, su questo non c’è dubbio. Si ride, si ride tanto, quantomeno se vi piace quel tipo di comicità fatta di dialoghi demenziali con giochi di parole, sfondamenti della quarta parete e frasi fuori luogo, fatte apposta per esserlo. Non è troppo invadente, sia chiaro, anzi, è più che piacevole e non risulta stucchevole: aiuta a caratterizzare un mondo che fonde fantasy e modernità in un miscuglio strambo, con qualche accenno ai social e alla cultura pop.

Insomma, la storia non si prende mai sul serio e fa da gradito collante per buona parte dell’avventura, almeno fino a quando, nella sezione finale, non si appella ad un escamotage davvero banale per allungare la minestra, che mastica e rigurgita missioni troppo somiglianti l’una con l’altra. Alla fine della fiera, la campagna non vi porterà più di venticinque ore per essere portata a termine, senza tuttavia contare le centinaia di secondarie sbloccate durante e dopo i titoli di coda.

Parlando più nello specifico dell’interattività, Snack World si concentra in una base centrale, la città Tutti Frutti, da cui è possibile accedere a vari servizi, dall’acquisto di oggetti al potenziamento degli stessi, per poi finire sull’avvio delle missioni, catalogate per gradi e difficoltà. Queste si dividono fondamentalmente in due tipologie, quelle consumate in piccole zone, e altre ambientate in sotterranei a più piani generati casualmente. In entrambi i casi non si fa altro che uccidere nemici e raccogliere reagenti, mentre una visuale a volo d’uccello, dall’angolazione regolabile, segue l’azione, con l’obiettivo ultimo di raggiungere un punto di snodo. Il disegno dei livelli esaurisce ben presto le sorprese, lasciando spazio a costrutti semplici, di facile esplorazione, che fungono solamente da arene per un sistema di combattimento veloce e piuttosto dinamico. Gli attacchi dei nemici vengono sempre segnalati con apposite aree sul terreno e garantiscono un arco di tempo per schivare il colpo prima che vada a segno.

La dotazione dell’eroe invece ruota attorno alle jare, ovverosia le armi di Snack World: se ne possono equipaggiare diverse e seguono le regole della morra cinese, secondo cui una è più efficace di un’altra contro una determinata tipologia di nemici, proprio come nei più comuni giochi di ruolo. La differenza è che qui basta la pressione del grilletto per cambiare jara e sarà il gioco stesso a scegliere in automatico quella più efficace in quel caso, anche se la selezione manuale è possibile: l’importante è che non se ne abusi di una singola, poiché si scaricano, e, prima di poterci rimettere le mani sopra, dovrete attendere del tempo.

Le combinazioni sono classiche, prevedono un colpo leggero concatenabile e una mossa speciale, con al seguito una super abilità che si carica nel tempo. Questi tre colpi cambiano a seconda della jara impugnata, e non è detto che due jare identiche abbiano lo stesso set di attacchi e capacità passive. Per non parlare poi di armature, elmi, accessori e tonici: ce ne sono una marea, con talenti generati randomicamente ogni volta che si raccoglie un doppione. In più, l’eccessiva mole di equipaggiamenti viene aiutata da un bottone che decide per voi la dotazione ideale per la missione scelta. Questa automatizzazione, seppur comoda, tende ad assuefare e, di conseguenza, a sminuire il lavoro di preparazione che dovrebbe invece condurre l’utente da sé.

È vitale, inoltre, aprire una parentesi sul flusso del bottino, croce e delizia dei giochi di ruolo d’azione basati sulla crescita parametrica dell’eroe. Purtroppo Snack World percorre delle regole stringenti che fanno a botte con l’immediatezza dell’esperienza, legate ad una strabordante abbondanza di oggetti superflui, come dei cibi che donano piccoli bonus temporanei all’inizio della missione.

Per non parlare dei reagenti, numericamente esagerati in relazione alla loro poca utilità. Questo perché tutte le armature richiedono sempre un materiale la cui acquisizione è casuale, mentre la armi esigono spesso un doppione per essere potenziate, oltre ad un’altra sfilza di minerali, stoffe e così via. Il succo si basa dunque sul ripetere missioni già affrontate affinché quel determinato reagente emerga tra le ricompense: premi che vengono elargiti secondo un sistema, appunto, randomico, che dona però più chance in base alla vostra performance in partita.

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Le percentuali di rilascio, tuttavia, non sono propriamente alte, a prescindere dai bonus dettati dall’equipaggiamento, e il fatto che si debba per forza affrontare una specifica missione per cercare di guadagnare un preciso reagente alimenta inevitabilmente la ripetitività, che già di per sé è un comune denominatore del genere. Più che altro, sarebbe stata gradita una maggiore varietà delle missioni, poiché molte si sviluppano alla stessa maniera, con poche variazioni a livello sia funzionale che estetico. La parte migliore dell’azione è riservata ai boss, ciascuno con i suoi schemi d’attacco precisi e molto divertenti da affrontare. Certo, non mancano nemmeno delle variabili inaspettate che solleticano la curiosità, da forzieri che contengono ricompense doppie a venditori speciali, persino delle stanze ricolme di nemici impegnativi, ma, col senno di poi, possiamo dire che non sono così particolari come preventivato.

Tra l’altro, non abbiamo ancora parlato degli Snack: a dispetto di un nome che potrebbe far pensare a dei deliziosi dolciumi da merenda, sono in realtà delle fotografie istantanee grazie alle quali è possibile catturare tutti i nemici dell’universo di Snack World, per fare in modo che vi aiutino in battaglia. I requisiti sono semplici: completare certe missioni o sconfiggere più volte lo stesso mostro, per poterlo poi aggiungere tra le proprie fila. Nel dettaglio, quelli in gruppo vestiranno il ruolo di alleati che vi seguiranno ovunque voi vogliate, mentre gli Snack tascabili vi consentono di trasformarvi nella rispettiva creatura per un periodo di tempo limitato. Peccato che entrambe le meccaniche, sebbene interessanti, vivano di alti e bassi.

Anzitutto, il bestiario propone assurdi incroci di animali davvero carismatici, caratterizzati persino da una voce italiana. Poterli portare in campo, o trasformarsi in ciascuno di loro, è assolutamente fantastico. Purtroppo però l’intelligenza artificiale che li muove non è sveglia e, ancor peggio, non vige un solido bilanciamento che possa permettere di comporre sinergie vincenti, malgrado l’effettiva divisione in ruoli dei mostriciattoli, dagli attaccanti ai difensori, che bene o male si comportano alla stessa maniera. Ce ne sono poi alcuni molto più forti di altri (specie quelli di grandi dimensioni), ragion per cui vi limiterete ad usare una piccola nicchia e nulla più. Peraltro non è possibile personalizzarli, anche perché la loro forza risulta plasmata attorno al livello dell’eroe, con un solo indicatore d’affinità che cresce ad ogni missione, aumentando leggermente tutte le statistiche entro una certa soglia.

Spostandoci invece sulla meccanica di trasformazione, nonostante sia deliziosa, non è affatto determinante, visto il tanto tempo necessario per caricare la rispettiva barra per l’attivazione. A maggior ragione, i controlli degli Snack sono legnosi, anche se è indubbia la loro utilità, in quanto possono davvero stravolgere l’esito della battaglia.

Veniamo dunque all’aspetto più ghiotto di Snack World, uno di quelli che addolcisce l’elemento ripetitività, ovvero la presenza del multigiocatore online. Nello specifico, tutte le missioni secondarie possono essere affrontate in quattro giocatori, fattore che alimenta a dismisura la longevità totale. A storia conclusa, infatti, si paleseranno dei livelli piuttosto complicati, incentrati su versioni modificate e potenziate dei boss incontrati nella campagna, la quale, purtroppo, non può essere giocata con altri utenti.

L’assenza del gioco in locale poi è una grossa mancanza (perché non lasciare il controllo degli Snack agli ospiti sul divano?), in parte colmata da un sistema che consente di aprire stanze private e pubbliche. L’esperienza in solitaria e quella online sono dunque complementari, e vanno necessariamente affrontate insieme, magari alternate l’una con l’altra, per estrapolare il meglio dal gioco. Come se non bastasse, le jare e gli Snack possono essere scambiati con i giocatori, così da semplificare l’ottenimento degli oggetti e il collezionismo.

Chiudiamo infine con una menzione al comparto audiovisivo, ed in particolare allo splendido lavoro di localizzazione nella nostra lingua, alla stregua di tanti altri titoli dell’azienda nipponica, come Dragon Quest e Ni No Kuni. I personaggi qui parlano anche in italiano, sebbene il doppiaggio sia limitato a pochi versi degli interi dialoghi testuali. La grafica invece è altalenante: risulta evidente che provenga da un’ambiente portatile, soprattutto nei sotterranei procedurali, davvero poveri di dettagli. L’impatto, tuttavia, emana torpore e gioia da tutti i pori, aiutato da brani musicali che contribuiscono ad alimentare un clima sempre festoso, avvolgente, tipico delle avventure Level-5.

7.0

Giudizio Finale

Snack World Esploratori di Dungeon – Gold reinterpreta il videogioco focalizzato sulla crescita parametrica dell’eroe in una salsa edulcorata e scherzosa, in cui esperienza in solitaria e in compagnia sono complementari. Peccato per la gestione casuale e confusionaria del bottino, che alimenta la già ampia ripetitività intrinseca nel genere, e peccato per il multigiocatore limitato alle sole missioni secondarie e al solo online. Al netto dei difetti, questa fatica di Level-5 è un titolo senz’altro piacevole e curioso se assunto nelle giuste dosi.

PRO CONTRO
  • Universo spassoso
  • Localizzazione encomiabile
  • Ricco di equipaggiamento
  • Giocabile in compagnia…
  • … solo online e con limitazioni
  • Esponenzialmente ripetitivo
  • Bottino affidato troppo al caso
  • Visivamente povero nei sotterranei

Trailer

Screenshot

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