7.0

Sonic Forces: ci aspettavamo grandi cose, e invece… (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Sonic Forces – Vorremmo tanto che il Sonic treddì splendesse nel cielo, e sfrecciasse sull’asfalto come non aveva mai fatto prima d’ora, ma Sonic Forces, purtroppo, non è quello che ci aspettavamo, quello di cui ci eravamo follemente innamorati alla Milan Games Week, quando mettemmo le mani su una manciata di livelli, forse i migliori contenuti nel gioco finale. Ecco la nostra recensione.

Editore SEGA
Sviluppatore Sonic Team
Piattaforme PS4, XB1, PC, Swith
Genere Platform, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Sonic Forces

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Chi va piano, sbaglia

Che sia chiaro, soprattutto per i meno informati in matera: la dimensione tridimensionale non ha mai dato il meglio al porcospino blu. A dirla tutta, Sonic si è trovato spesso a disagio, ma non si può certo dire che sia mancata la sperimentazione, tra il sottovalutato l’Unleashed e l’eclettico Sonic and the Black Knight. Il più riuscito è stato senz’altro Generations, e questo Forces ne è il seguito spirituale, un minestrone all’interno del quale troviamo molte delle idee estrapolate da capitoli passati.

L’avventura orbita attorno all’Avatar, un personaggio realizzato dal giocatore che rivestirà un ruolo importante anche nella storia. L’editor vanta un discreto numero di personalizzazioni estetiche, e potrete dare sfogo alla vostra creatività per confezionare l’eroe dei sogni.

Parlavamo dunque di storia: il Dr. Eggman ha conquistato tutto il mondo con l’ausilio di un prezioso alleato, Infinite, un misterioso e potente cattivo, il cui potere sembra essere inarrestabile. Sonic non può sconfiggerlo da solo, e decide di mettere in piedi un’armata composta sia dai celebri personaggi della saga, che dai civili delle città di tutto il pianeta. Uno di questi sarà appunto l’Avatar di cui vestiremo i panni, e i trenta livelli della campagna si suddividono, in maniera più o meno equa, in tre filoni: le missioni di Sonic moderno, quelle dove la velocità la fa da padrone; le fasi con Sonic classico, le meglio riuscite in termini prettamente tecnici; infine, compaiono i livelli dedicati all’Avatar, nei quali ci accompagnerà, di tanto in tanto, anche Sonic stesso.

Se con il porcospino moderno la meccanica predominante è quella del Turbo, il quale può essere guadagnato raccogliendo appositi potenziamenti, in quello classico ci si rifà ai costrutti delle avventure bidimensionali, passando quindi da gioco d’azione a platform. L’Avatar invece dispone di un rampino, utilizzabile in punti specifici del livello, e di un wispon, delle armi alle quali sono legate due abilità, una per eliminare i nemici, l’altra per raggiungere posti altrimenti inaccessibili.

Il problema dell’avventura è la mancanza di coesione. I livelli durano spesso troppo poco, danno l’impressione di essere sregolati, e la loro brevità si ripercuote soprattutto sulla costruzione delle mappe. Si va da missioni spettacolari, ad altre inspiegabilmente sottotono, disseminate in una curva di coinvolgimento che sale e scende in continuazione. A ciò si aggiungono i controlli, non sempre all’altezza della situazione: quelli del Sonic classico funzionano bene, mentre sui livelli moderni la questione si ribalta, poiché talvolta si dimostrano quantomeno degni, e di tanto in tanto sono assolutamente inadeguati, davvero troppo scivolosi, con un uso eccessivo dell’automatismo che va snaturare la libertà e la velocità tipica dell’esperienza del porcospino di SEGA.

In linea generale il divertimento non va mai in ferie, e l’intero viaggio è capace di tenervi incollati per tutta la sua durata in una sola sessione, perché quella sensazione dinamica che il gioco riesce a trasmettere genera assuefazione. La storia, nella sua assurdità, ricorda una simpatica puntata di un cartone animato, e il livello di difficoltà – selezionabile tra due, uno per i più piccoli, l’altro per i grandicelli – offre una sfida decente per tutti, se contestualizzata nella produzione. Peccato termini in tre ore circa, lasciando però spazio ad un’ottima rigiocabilità, derivante da due elementi: le missioni SOS e i costumi. Le prime vi spingono a rigiocare i livelli già affrontati sotto piccolissime varianti, tra le quali compare la possibilità di giocare con gli Avatar di altri giocatori, mentre i costumi fanno parte della progressione di Sonic Forces.

Al completamento di determinati compiti, come aver sconfitto un certo numero di mostri, si otterranno dei pezzi di vestiario con i quali personalizzare il proprio alter ego virtuale: di oggetti estetici ce ne sono a bizzeffe, e francamente ci siamo divertiti molto sia nell’acquisizione, che nella ricerca del costume perfetto, anche perché il gioco è generoso nell’elargire guanti, scarpe, abiti, wispon, cappelli e così via.

Compaiono poi delle missioni giornaliere estremamente semplici, al cui compimento offrono bonus all’esperienza, un’altra barra della progressione legata alle missioni SOS, e quindi ad altri costumi. Le cose da fare insomma non mancano, nonostante la brevità dell’avventura principale, ma ribadiamo che non tutti i livelli sono ben riusciti, e difficilmente vorrete riaffrontarli più e più volte, specie una parte di questi. Non mancano però tanti stage segreti dove mettersi alla prova, insieme ad una buona dose di collezionabili sparsi per tutto il gioco.

Dal punto di vista tecnico, siamo dinanzi al Sonic più bello di sempre. I modelli dei personaggi potevano essere più particolareggiati, così come le ambientazioni, non sempre al massimo delle loro potenzialità, eppure vedere Forces sullo schermo è enorme piacere, specie su PS4 Pro. Il brio, l’energia, l’intenso movimento del franchise viene finalmente concretizzato in un’impalcatura visiva solida, definita e fluidissima.

Da applausi anche il suono, visto che conta una colonna sonora densa di brani eccezionali (vi segnaliamo Aqua Road, Park Avenue e Arsenal Pyramid 2) ed un doppiaggio in italiano ben fatto, con le immancabili voci di Maurizio Merluzzo, Renato Novara e Aldo Stella. Anche la scelta di lanciare il gioco sul mercato a prezzo budget (39,99€) ci è parsa giusta, oltre che saggia.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Sonic Forces  Giudizio Finale – Sonic Forces non è la rivincita della mascotte di SEGA in salsa tridimensionale. L’ultima fatica del Sonic Team si perde nella mancata unità dell’esperienza, con livelli corti e di qualità altalenante, intrappolati in un sistema di controllo che svolge il suo mestiere solo a metà. Quando tutto funziona come dovrebbe, il porcospino blu esplode ed esalta, sfreccia ed emoziona: quando però spicca un balzo, e rimane sospeso in aria, solo in lontananza si scorge un possibile grande videogioco di Sonic, del quale ne abbiamo solo un prelibato assaggio, non sempre gustoso.

PRO CONTRO
  • Colonna sonora eccezionale
  • Estasiante, a più riprese
  • Visivamente spettacolare
  • L’Avatar è una gradita novità
  • Si finisce in poco tempo
  • Livelli altalenanti
  • Controlli spesso inadeguati

Recensione Sonic Forces – Trailer

Recensione Sonic Forces – Screenshot