8.0

Soulcalibur VI si fa amare, anche se… (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Soulcalibur VI – È una saga ormai divenuta pietra miliare quella di Soulcalibur, nata sui cabinati arcade con un Soul Blade troppo spesso dimenticato, dopo il quale si sono susseguiti capitoli mai deludenti. E attraverso il settimo episodio, Bandai Namco e Dimps non fanno altro che proporci la medesima ricetta, arricchita con gustosi ingredienti. Ecco la nostra recensione di Soulcalibur VI.

Editore BANDAI NAMCO Entertainment
Sviluppatore BANDAI NAMCO Studios, Dimps Corporation
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 69,99€

Video Recensione Soulcalibur VI

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Di lame e di anime

Soulcalibur VI sfoggia ancora una volta quel delizioso sistema di combattimento incentrato sulle armi bianche, tradotto in una straordinaria immediatezza assolutamente senza pari. Sembra quasi un’estensione delle dita, ed è sufficiente immaginare una mossa, premere i pulsanti che ipoteticamente potrebbero dar vita a quella mossa, per poi gustarsi un risultato che di sicuro appagherà il palato.

La motivazione è da ricercarsi nei suoi controlli semplici e accessibili, che comprendono un pulsante per l’attacco verticale, uno per quello orizzontale, l’altro per la parata e l’ultimo per il calcio. La pressione di uno di questi, insieme alle eventuali frecce direzionali, compone una mossa più o meno complessa, che a sua volta può essere inanellata per costruire combinazioni inarrestabili.

Come se non bastasse, sono state aggiunte nuove dinamiche altrettanto intuitive, assolute novità per la serie: emerge la cosiddetta Carica dell’Anima, tramite la quale potrete consumare una barra dell’energia accumulata per potenziarvi temporaneamente; il Taglio Invertito invece è un’abilità relegata ad un dorsale, con cui è possibile contrattaccare l’avversario. Non mancano nemmeno le mitiche super abilità, denominate Lame Critiche, il cui consumo di un’intera barra d’energia scatenerà una devastante mossa speciale, alla stregua di quelle viste in numerosi esponenti del genere.

Nonostante l’apparente farcitura del sistema, ingigantito per essere più profondo e per adattarsi ad una comunità sempre più esigente, Soulcalibur VI rimae fedele alla sua scalabilità, con una formula che vanta una stratificazione tale da essere piacevole su più livelli di profondità. Che siate neofiti o veterani, dunque, non ha importanza: Bandai Namco ne ha per tutti.

Ne ha per tutti anche nelle modalità, con un occhio di riguardo alla componente dedicata al giocatore solitario, spesso lasciato in disparte nei picchiaduro. Anzitutto spicca la Bilancia dell’Anima, nella quale sarete chiamati a realizzare un avatar personalizzato per mezzo di un discreto editor, al fine di vivere la storia della spada maledetta Soul Edge da una prospettiva differente. Vi è una flebile componente ruolistica, in virtù della presenza di armi equipaggiabili e oggetti consumabili, e per la possibilità di salire di livello, ma tutto ciò risulta davvero troppo semplicistico per estasiare, caratterizzato da poca personalizzazione e pochissime variabili. La storia poi è narrata esclusivamente in forma testuale, e, pur essendo gradevole, si perde in un ritmo dilatato, dove il tempo tra un combattimento e l’altro risulta alle volte eccessivo. Non ci ha soddisfatto nemmeno la taratura della difficoltà, spesso troppo bassa per mantenere vivo l’interesse durante lunghe sessioni.

La situazione migliora nella modalità Le Cronache dell’Anima, la quale offre tante avventure quanti sono i personaggi del roster, divise in ordine cronologico, da cui emerg, inoltre, un filone principale che segue Kilik nel viaggio verso la Soul Edge. Le varie trame sono dipinte con semplici illustrazioni e qualche brevissimo filmato, niente di particolarmente complesso, ma almeno vantano un maggiore equilibrio rispetto a Bilancia dell’Anima. Completa l’offerta uno classico Arcade a difficoltà regolabile, l’immancabile Versus e l’Online, coadiuvato da una solida infrastruttura: non sperate di trovare un hub completo come quello di Injustice 2 o affini, ma dal punto di vista del net-code non abbiamo nessuna cricità da segnalare.

Per quanto riguarda il cast di personaggi, abbiamo sia volti noti come Siegfried e il grandissimo Raphael, insieme a (poche) nuove personalità, come Azwel, Groh e nientemeno che Geralt di Rivia, direttamente da The Witcher, il quale trova un suo posto naturale in Soulcalibur, per nulla forzato. Tutti i lottatori sfoderano stili molto diversi tra loro, e trovare il proprio preferito è difficile, perché ognuno dispone di un set di mosse rinnovato e migliorato che invita a spaziare tra un eroe e l’altro. Delude però la scelta di inserire Tira a pagamento sin dal lancio, che bocciamo senza possibilità di appello.

Vi è poi una discreta dose di sbloccabili, legata ad illustrazioni, musiche, biografie e non solo, con una piccola quantità di personalizzazioni estetiche aggiuntive da cui ci aspettavamo di più. Anche il lato grafico non fa gridare al miracolo, in quanto l’impatto visivo riesce a distinguersi solo nei particellari davvero spettacolari e nella fluidità, fissa sui sessanta fotogrammi al secondo. I modelli si posizionano nella media, così come gli scenari, gradevoli ma niente che possa lasciarvi senza fiato. La stessa interfaccia dei menù rasenta il minimo sindacale in termini di inventiva, insieme a tempi di caricamento un po’ più lunghi della norma: la medesima cosa non la si può dire del comparto audio, che sfoggia musiche a dir poco eccezionali, in linea con l’epicità che si respira da sempre nella saga.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Soulcalibur VI Giudizio Finale – Soulcalibur VI è un buon picchiaduro, oltre che un buon settimo capitolo, attento a soddisfare le esigenze dei neofiti, dei veterani o di chi semplicemente cerca un picchiaduro che non tradisce l’approccio solitario. Straordinario è il suo sistema di combattimento, rinnovato per l’occasione, insieme al cast di eroi, carismatico e diversificato come pochi. Con un approfondimento per le sue modalità, troppo legate a stilemi obsoleti, avrebbe potuto spiccare il volo, ma se siete minimamente interessati alla saga non ne rimarrete affatto delusi.

PRO CONTRO
  • Giocabilità formidabile, oltre che stratificata
  • Dovuta attenzione alla componente in solitaria
  • Cast dei personaggi sempre in formissima
  • Nuove meccaniche rinvigoriscono il sistema di combattimento
  • Visivamente si poteva fare di più
  • Politica dei DLC discutibile
  • Bilancia dell’Anima abbonda di testo, sfoggia poco materiale visivo e non brilla nel bilanciamento

Recensione Soulcalibur VI – Trailer

Recensione Soulcalibur VI – Screenshot