9.0

Spyro Reignited Trilogy – Il fuoco che arde (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Spyro Reignited Trilogy – Ironia della sorte, a distanza di poco tempo l’uno dall’altro, Insomniac Games lancia il suo Spider-Man (una IP spesso trattata da Activision), e Activision tira fuori Spyro, il simbolo di Insomniac Games. Sì, il draghetto viola torna finalmente in auge e lo fa con un’operazione simile a quella condotta in Crash Bandicoot N. Sane Trilogy: ecco la nostra recensione di Spyro Reignited Trilogy.

Editore Activision
Sviluppatore Toys For Bob
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Piattaforme
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 39,99€

Video Recensione Spyro Reignited Trilogy

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Non si spegnerà mai

Spyro Reignited Trilogy è un rifacimento splendido, uno di quelli da cui non vuoi staccare gli occhi e nemmeno le orecchie, una festa piena di gioia, di colori, di sorrisi e di ovvia nostalgia. Spyro si incanala nell’era moderna in un rinnovo grafico senza pari, delizioso in tutte le sue sfaccettature, dalle briose animazioni alla direzione artistica completamente ripensata. Ogni nemico, ogni livello, ogni edificio, ogni drago è stato ricostruito da zero sotto una lente coerente col passato. I meriti di questo splendido remake vanno a Toys for Bob, celebre per aver dato vita al franchise Skylanders, di cui bramiamo il ritorno in pompa magna da un bel po’ di tempo ormai – e no, un capitolo per smartphone e tablet non potrà mai placare la fame di chi ha amato il filone principale, né tantomeno quella dei collezionisti.

Tornando al nostro draghetto viola, nella Reignited Trilogy si intraprende un viaggio diretto nella crescita della serie, e lo si può vivere dalle origini all’episodio finale, in un crescendo che fa parte dell’esperienza stessa. Non è tanto la storia a offrire una sorta di senso di continuità ai tre episodi, quanto piuttosto l’osservare la genesi di una saga che ha contribuito all’affermazione del platform tridimensionale, le cui regole erano praticamente state decretate nel ’96 da un certo idraulico baffuto.

La trilogia si apre con Spyro The Dragon, il quale si erge su una struttura semplice, presentandosi in veste di gioco di piattaforme più permissivo e libero rispetto al suo collega marsupiale. Si salta, si plana, si carica a testa bassa e si sputa fuoco, con livelli mediamente piccoli ricolmi di collezionabili, dalle gemme alle uova, fino ad arrivare ai draghi, fonti irrefrenabili di consigli inutili: sentirsi dire come sconfiggere un nemico dopo averne eliminati a decine, be’, risulterebbe ridicolo anche alle orecchie di un bambino di sette anni.

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Nel secondo capitolo, Ripto’s Rage, le cose cominciano a farsi più complesse, più interessanti: Spyro acquisisce abilità aggiuntive nel corso dell’avventura, dal nuoto alla possibilità di arrampicarsi, e il poter librarsi nell’aria, alla fine della platana, scioglie quel lieve strato di legnosità del primo episodio. In più, il disegno dei livelli si arricchisce, sfoggia minigiochi, attività secondarie e nuovi collezionabili, e la caratterizzazione riceve una botta di vitalità con filmati e interazioni che vanno a delineare l’identità dell’universo pensato da Insomniac Games.

In Year of the Dragon, terzo e ultimo episodio, la base ludica raggiunge la sua massima espressione: vengono introdotti nuovi personaggi giocabili e la varietà assume un ruolo centrale nella ricetta, e diventa marchio della società statunitense, che darà poi luce al mitico Ratchet & Clank su PlayStation 2 grazie all’esperienza maturata negli anni, in compagnia del draghetto viola.

Toys for Bob dunque prende questi tre iconici capitoli e non si limita ad un mero intervento di restauro: ricrea, migliora e rende il tutto pienamente fruibile in un’epoca sempre più esigente come quella odierna. I controlli sono più fluidi e accomodanti, accompagnati da uno Spyro che agisce e risponde celermente agli stimoli degli analogici; il doppiaggio in italiano spruzza carisma da tutti i pori, e non avremmo potuto scegliere voce migliore se non quella di Andrea Oldani per l’alato protagonista. Come non menzionare il lavoro certosino svolto sull’impatto visivo, che vanta una tale dolcezza da zuccherare gli occhi.

La palette di colori vivace, l’attenzione al dettaglio per i fili d’erba, l’illuminazione viva, il restyling dei personaggi a dir poco azzeccato e le animazioni così espressive donano un notevole livello di carattere alla saga che all’epoca viveva solo nella nostra fantasia. Toys for Bob la trasforma in realtà e la farcisce con una colonna sonora rimasterizzata di discreta fattura, evenutalmente dinamica (si adagia e cambia ritmo in base ai vostri movimenti): nel caso in cui vogliate quella originale, sarà sufficiente selezionarla dal menù, così come la minimappa opzionale che aiuterà i meno pazienti nell’esplorazione. A proposito di esplorazione: sempre dal menù è possibile accedere ad una comoda lista dalla quale potrete esaminare le percentuali di completamento dei vari livelli, e, all’occorrenza, avrete l’opportunità di potervi teletrasportare da ambientazione ad ambientazione con la semplice pressione di un tasto.

Alla fine della fiera, si contano un centinaio di livelli per una durata che viaggia tra le venti e le trenta ore, in un pacchetto venduto a prezzo budget. E in quel centinaio di livelli troverete di tutto e di più, da pianure a distese innevate, da enigmi a sessioni di hockey sul ghiaccio, dai boss alla sfacciatagine di uno Spyro formidabile, che pecca solo in un paio di aspetti tecnici.

Anzitutto, nonostante la grafica incantevole, abbiamo notato alcune grane estetiche, come dei leggeri pop-up sulle lunghe distanze e dei piccoli cali di fluidità su PS4 Pro, niente di fortemente percepibile, ma l’occhio allenato saprà notarli. In più, benché i controlli siano stati migliorati, la telecamera rimane un aspetto al quale l’azione deve legarsi rigidamente, in virtù del posizionamento ravvicinato e della sua gestione che necessita un accompagnamento costante. Segnaliamo poi la mancanza inspiegabile dei sottotitoli durante le scene d’intermezzo, e l’assenza dei primi due giochi su disco, i quali saranno scaricati automaticamente una volta inserito il CD nel vano, notizia che potrebbe far storcere il naso ai puristi del fisico.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Spyro Reignited Trilogy Giudizio Finale – Spyro Reignited Trilogy è il ritorno straordinario del draghetto viola, un trionfo nell’estetica, nella forma e nei suoni. Poter (ri)vivere l’escalation della saga sulle console odierne è semplicemente meraviglioso, al netto di alcuni grattacapi che non scalfiscono la sontuosità del rifacimento. Un inno al gioco di piattaforme e alla mitica Insomniac Games, e anche una lezione su come realizzare una riproposizione.

PRO CONTRO
  • Direzione artistica rinnovata, che dona un carattere più forte alla saga
  • Il crescendo della saga è percepibile, ma ciascuno ha il suo perché
  • I controlli rivisitati e le animazioni ricostruite migliorano l’esperienza
  • Un esercito di livelli, attività, minigiochi e collezionabili
  • Telecamera rigida
  • Qualche grana tecnica

Recensione Spyro Reignited Trilogy – Trailer

Recensione Spyro Reignited Trilogy – Screenshot

  • E niente, anche questo finisce in lista <3

  • PGV 2

    Questo week end sono riuscito finalmente a prenderlo, non vedo l’ora di giocarci!! *_*