Star Wars Squadrons è a dir poco incredibile, se giocato in un certo modo (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Star Wars Squadrons

Ci vorrebbero più giochi come Star Wars: Squadrons. A dirla tutta si tratta di un titolo un po’ di nicchia, dedicato non solo ai fan di Star Wars (non tutti quindi), ma anche agli appassionati di simulatori di volo “arcade” e anche agli orfani dei bei tempi andati di X-Wing vs. Tie Fighter. Ciò nonostante, ha delle caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere. Primo fra tutti il prezzo di commercializzazione, 39,99€ sin dal day-one, e tutte le funzionalità che nasconde al suo interno. Scopriamolo insieme.

Editore Electronic Arts
Sviluppatore Motive Studios
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Simulatore Arcade
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Voce: inglese, Testi: italiano

In soldoni, Star Wars: Squadrons vi propone una sorta di campagna prologo per introdurvi alle meccaniche di gioco e a quello che è il periodo storico di riferimento nella timeline di Guerre Stellari. Ci troviamo proiettati subito dopo Il ritorno della Jedi, dopo la morte dell’Imperatore quindi e dopo la distruzione della seconda Morte Nera. La campagna è suddivisa in due sezioni: una a fianco della Nuova Repubblica, quella fondata dai Ribelli vincitori della guerra contro l’Impero, e una invece tra le fila dell’Impero Galattico, che nonostante la batosta cerca comunque di mantenere intatto il controllo sui pianeti che gli rimangono. Due protagonisti diversi che imparano il gioco di squadra, combattendo fianco a fianco di alcuni veterani di guerra delle due fazioni. Una mera introduzione a quello che è il gioco vero e proprio, ovvero il comparto multigiocatore.

Nella campagna ci sono anche intermezzi con dialoghi.

Da una parte è un peccato. La campagna è carina, anche se senza particolari guizzi creativi, ma non è forse sufficiente a spingere l’acquirente all’acquisto. Il “real deal” sono infatti le due principali modalità online, Dogfight e Battaglie di Flotta, che mettono in competizione 10 giocatori in contesti diversi. Che alla fine è un po’ quello che potremmo dire di tante altre saghe, come Battlefield, per rimanere in tema EA, o Call of Duty. Anche perché in qualche modo EA doveva “giustificare” il prezzo così esiguo. Star Wars Squadrons non sarà un Game as a Service, ma ci sono comunque micro-transazioni (meramente estetiche) e appunto un comparto online su cui si regge la maggior parte della struttura di gioco. Ci torneremo a breve sull’argomento però.

Per ogni fazione ci sono 4 diverse tipologie di velivoli da pilotare, le stesse presenti nella campagna: Caccia, rappresentata ovviamente dagli immancabili X-Wing e Caccia Tie, Intercettore, con l’Ala-A e il temibile Intercettore Tie, Bombardiere, con l’Ala-Y e il Bombardiere Tie e infine Supporto, probabilmente la più “originale”, rappresentata dall’Ala-U vista nel film Rogue One e dal Mietitore Tie. Per ogni velivolo cambiano le statistiche, il metodo di pilotaggio e anche le abilità extra. Come forse avrete intuito, la classe Supporto non è certo quella con la maggior potenza di fuoco, ma resiste di più sul campo di battaglia e può soccorrere i compagni di squadra con riparazioni di emergenza e altri power-up. Ci sono ovviamente differenze anche tra fazione e fazione. Ad esempio i Tie dell’Impero non possono contare sugli scudi, ma hanno altri assi nella manica.

Il che ci porta direttamente all’argomento simulazione. Star Wars: Squadrons è del tutto arcade o c’è una vena di simulazione al suo interno? La seconda risposta, almeno a nostro avviso, è quella giusta. In volo ci sono un bel po’ di parametri da gestire. I caccia non volano con una velocità costante, ma saremo noi a decidere la spinta. La spinta agisce anche sulla capacità di virata del velivolo: rallentare per virare nel minor spazio e tempo possibile è un’ottima tattica, ma farlo vicino a un Incrociatore Stellare vuol dire anche esporsi ad eventuale fuoco delle torrette. E non è certo l’unico parametro da gestire. Ogni velivolo ha una sua dose di energia. Sarà il pilota a decidere se deviarla verso uno dei tre sistemi di riferimento (nella Nuova Repubblica sono scudi, velocità e armi) o se mantenerli bilanciati. Per fuggire ad esempio si potrà deviare tutta l’energia alla potenza del motore, e in certi casi si potrà anche deviare la potenza degli scudi alla parte frontale o posteriore. Tutto questo dovete farlo mentre pilotate, sparate ed evitate missili e caccia nemici. Lo imparate durante la campagna, applicarlo poi quando dall’altra parte ci sono giocatori veri è tutta un’altra storia. Le navi hanno anche delle “abilità”, ovvero varie strumentazioni aggiuntive da utilizzare in combattimento come quelle già citate per le navi di supporto. Missili, cannoni automatici, mine e quant’altro sono all’ordine del giorno, rendendo i combattimenti particolarmente frenetici e a tratti così veloci da non stargli dietro.

Per chi non si ricorda la grafica dei vecchi simulatori dedicati all’universo di Star Wars. Siamo lontani anni luce, che dite?

Va da sé che gestire il tutto con mouse e tastiera o controller potrebbe essere meno facile del previsto. Nulla di trascendentale, si intende, ma se avete modo di collegare un joystick HOTAS alla vostra piattaforma di riferimento cambia tutto. Star Wars: Squadrons si tramuta davvero in una sorta di simulatore di volo, in grado di farvi gestire ogni singolo aspetto della vostra navicella direttamente dal joystick. Non era così scontato che un gioco da 39,99€ supportasse in modo automatico i joystick HOTAS. E non è solo quello il bello: Squadrons è compatibile anche con la realtà virtuale, altra caratteristica affatto scontata. Un sogno, per chi come me è cresciuto proprio con X-Wing vs. Tie Fighter. Ritrovarsi fisicamente dentro la cabina di volo grazie alla realtà virtuale e pilotare il tutto mantenendo le mani saldamente ancorate al joystick è un’esperienza che da sola merita i soldi del biglietto. La cabina di pilotaggio ne guadagna in profondità, in interattività e soprattutto si usa la testa per guardarsi intorno, per seguire i movimenti dei caccia nemici e amici. Si pilota in modo completamente diverso, più intuitivo e soddisfacente. Nel nostro caso poi lo abbiamo provato in modo alquanto particolare: su PC, un ASUS GS30, a cui abbiamo collegato Oculus Quest 2 con un cavo compatibile per Oculus Link e Thrustmaster TCA Sidestick Airbus. Diciamo che con un visore ad-hoc per PC il risultato finale potrebbe essere anche migliore, ma già così era a dir poco sorprendente. Ve lo mostriamo in azione nella nostra video recensione del gioco.

Star Wars: Squadrons è comunque compatibile anche con PlayStation VR, non è quindi obbligatoria una configurazione da migliaia di euro per giocarci in realtà virtuale decentemente. Ecco spiegato quindi il perché del titolo che abbiamo scelto per questa recensione. Star Wars Squadrons è già di per sé un titolo più che discreto, anche se come già detto forse un po’ di nicchia, ma giocato in determinati contesto, come con il supporto di un joystick HOTAS e/o di un visore per la realtà virtuale, il tutto assume ancora più senso. Tornando un attimo alle modalità di gioco online, quelle che appunto compongono buona parte dell’esperienza di gioco, quelle attualmente offerte sono assimilabili ad una sorta di team deathmatch e l’altra ad una vera e propria guerra stellare. Quest’ultima, quella che riteniamo più interessante, mette in campo anche caccia e simili pilotati dall’intelligenza artificiale e navi di più grande dimensione. Le squadre devono prima sbarazzarsi di navi di modeste dimensioni, comunque in grado di scatenare una discreta potenza di fuoco, per poi dirigersi sulle così dette “Capital Ship”, grosse, cattive e dotate di una potenza di fuoco devastante. Queste ultime fungono anche da hub durante la battaglia: ci si può recare per cambiare navicella di riferimento! A loro fianco ci sono anche navi dove riparare i danni. Una battaglia insomma di stampo classico, che richiede ovviamente strategia e gioco di squadra.

Lato tecnico non c’è molto da dire. Su PC se la cava egregiamente anche con schede video non troppo recenti (come una 1070). Su console non abbiamo avuto modo di provarlo, ma considerate che gira tranquillamente a 60 fps su praticamente tutte le varianti di PS4 e Xbox One. I modelli dei velivoli e delle navi più grandi sono estremamente fedeli, idem dicasi per le cabine di pilotaggio cariche di dettagli. Anche il lato audio è sufficientemente curato. Non sarà una produzione tripla A, ma poco ci manca.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Star Wars: Squadrons – Giudizio Finale – Premiamo Star Wars Squadrons con un 8.5 per vari motivi. Primo fra tutti il prezzo accessibile, che vi permette comunque di avere per le mani un esponente del genere dei simulatori spaziali di tutto rispetto. Il supporto ai joystick HOTAS e alla realtà virtuale è la vera ciliegina sulla torta. La campagna non sarà così lunga e incisiva come alcuni magari speravano, ma il comparto multigiocatore, seppur con poche modalità, è divertente ed equilibrato. Su PC ci sono stati alcuni bug, uno anche durante la campagna (in cui siamo incappati, per fortuna ricaricando è scomparso), ma EA ha già rilasciato i primi fix.

PRO CONTRO
  • È un degno esponente dei giochi di Star Wars
  • Supporto ai joystick e al VR
  • 60 fps anche su console
  • Prezzo contenuto
  • Qualche bug su PC (alcuni già risolti)
  • Niente visuale dall’esterno (ma è davvero un problema?)

Screenshot

Trailer