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Starlink – Battle for Atlas: toys-to-life alla riscossa (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Starlink – Battle for Atlas – I toys-to-life sono morti, lunga vita ai toys-to-life! LEGO Dimensions, Disney Infinity, Skylanders, sono solo alcuni dei toys-to-life (quelli più celebri) che dopo un più che discreto successo sono arrivati infine a chiudere i battenti. Ciò nonostante Ubisoft si getta a capofitto sul mercato con un prodotto particolarmente promettente, che fa della fantascienza e dei modelli di astronave il suo punto di forza. Riuscirà Starlink a sopravvivere in un mercato che ha visto la progressiva scomparsa del genere? Scopriamolo insieme!

Editore Ubisoft
Sviluppatore Ubisoft Toronto
Piattaforme PS4, Xbox One, Nintendo Switch
Genere Toys-to-Life
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 67,99€ (PS4) | 66,99€ (Xbox One) | 66,99€ (Nintendo Switch)

Video Recensione Starlink – Battle for Atlas

La nostra video recensione di Starlink – Battle for Atlas è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

No Starlink’s Sky

Quando si parla di toys-to-life bisogna mettere un attimo da parte il lato adulto e tornare bambini. L’idea è sempre quella, e non ci stanchiamo mai di ripeterla: immaginate di essere bambini appunto e di poter dare vita, anche se “solo” su schermo, ai vostri giocattoli preferiti. I giocattoli in questo caso sono modelli di astronavi, caccia spaziali di piccole dimensioni per la precisione, ricchi di dettagli e realizzati con un certo criterio, e come se non bastasse a differenza dei suoi competitor si tratta di modelli modulari. Starlink di Ubisoft sfrutta infatti una serie di espedienti per permettere al giocatore di scegliere il pilota, ognuno caratterizzato da una sua abilità, la navicella da fargli pilotare, con caratteristiche di resistenza e velocità uniche, e due armi da apporre sulle ali dei caccia spaziali.

Il tutto va posto su un apposito sostegno che si incastra alla perfezione sui controller dedicati a PS4, Xbox One e Nintendo Switch. Ora, potrebbe sembrare scomodo giocare con un qualcosa che sbilancia il controller in avanti, ma dobbiamo ammettere di non aver incontrato grosse difficoltà. L’avere la navicella direttamente sul controller è utile per interagire con le armi a propria disposizione e, nel caso aveste deciso di investire qualcosa in più, anche per cambiare pilota o navicella per affrontare situazioni più ostiche. Il grado di interattività del toys-to-life di Ubisoft è senza dubbio uno dei suoi punti di forza. L’elemento con cui si interagisce maggiormente sono le armi poste sulle ali del caccia, questo perché nemici o puzzle ambientali che incontreremo necessitano di armi di un determinato elemento di appartenenza. Non solo, anche le ali dei velivoli possono essere smontate per poi rimontarle ad esempio al contrario, o anche montare le armi al contrario in modo da sparare all’indietro.

In tal senso gli starter pack previsti da Ubisoft sono più che sufficienti per affrontare tutte le sfide proposte dal gioco: nella confezione trovate tre armi, di cui una legata all’elemento ghiaccio e l’altra a quello del fuoco, perfette per superare tutti gli ostacoli, oltre ovviamente ad una nave ed un pilota. La versione Switch è diversa: nella confezione sono presenti due piloti, quello classico presente negli altri starter pack e il celebre Fox McCloud, accompagnato dalla sua navicella di fiducia, l’Arwing. Sempre la versione Switch comprende anche la versione digitale della navetta Zenith, quella prevista per le altre versioni per intenderci. Fox McCloud e Arwing sono compatibili esclusivamente con la console Nintendo.

Ma in quale universo prendono vita le navicelle di Starlink? E soprattutto: è davvero un gioco indirizzato esclusivamente ad un pubblico giovane o giovanissimo, o c’è speranza anche per qualcuno di più attempato? Iniziamo dall’universo: ci troviamo nel sistema solare Atlas a bordo della nave madre Equinox. Per la verità il giocatore viene gettato senza troppi complimenti in questo contesto fantascientifico di cui, piano piano, si apprendono i retroscena. L’umanità ha scoperto come creare il Nova, una fonte di energia che tra le altre cose gli permette di viaggiare a velocità iperspaziali. Durante uno dei viaggi verso il sistema Atlas, Grax, leader della temibile Legione, rapisce il capitano dell’Equinox. Sarà nostro compito salvare il nostro capitano e ristabilire l’ordine nella galassia, invasa dalla Legione e dalle sue temibili macchine di morte.

Dopo pochi minuti di gioco potrebbe saltare alla mente No Man’s Sky, non tanto per il gameplay che, a conti fatti, è estremamente diverso, quanto più per come si presentano alcuni pianeti che andremo ad esplorare e per il metodo di esplorazione. Si passa infatti da un pianeta all’altro, passando per lo spazio (e usando l’iperspazio) sulla falsa riga di come si fa in No Man’s Sky, e le superfici dei pianeti che esploreremo presentano flora e fauna caratteristici, una discreta estensione e forme di vita autoctona che interagiranno con voi in varie occasioni. Con questo non stiamo dicendo che Starlink non ha un’identità tutta sua, ma semplicemente che qualche somiglianza salta all’occhio. Come accennavamo il gameplay è radicalmente diverso: ci si alterna tra esplorazione e combattimento sulla superficie dei pianeti, muovendoci come fossimo a bordo di una sorta di carro armato a levitazione magnetica, e sessioni di pilotaggio nello spazio, facendoci largo tra asteroidi, trappole iperspaziali piazzate da predoni e altri pericoli di vario genere.

C’è una certa ripetitività di fondo nel titolo di Ubisoft che potrebbe annoiare chi magari cerca in Starlink un’esperienza di gioco profonda, al pari di un titolo magari pensato esclusivamente per un pubblico adulto. Distruggi l’estrattore, respingi le ondate di nemici, cataloga gli animali, esplora la mappa, tutte operazioni che presto diverranno routine, ma che comunque sono accompagnate da una storia e dalla continua esplorazione di posti nuovi. Peccato che l’esplorazione spaziale, quella che offre maggior libertà di manovra con i vari velivoli dell’universo di Starlink, abbia meno spessore rispetto alle sessioni a terra. A tal proposito bisogna specificare che la versione dedicata a Nintendo Switch ha dalla sua un numero di contenuti maggiori: già dall’inizio la presenza della squadra Star Fox va a influire sulla storia e sul proseguo, proponendo missioni e materiale extra.

Sta di fatto che, impostando il giusto livello di difficoltà, Starlink può offrire delle sfide più discrete tra nemici immuni a determinati elementi e boss fight suddivisi in fasi che richiedono comunque una buona dose di riflessi. Ci sono anche elementi ruolistici che vanno ad avvantaggiare quei personaggi e quelle navi utilizzate con maggior frequenza, ed è anche previsto un sistema di potenziamenti sia per i velivoli che per le armi per personalizzare ulteriormente la loro resa. I potenziamenti hanno un grado di rarità, e ci sono eventi e missioni sia a terra che nello spazio che vi permettono di scovarne di nuovi. Quelli più rari vi torneranno molto utili a livelli di difficoltà più alti.

E per quanto riguarda il comparto tecnico? Oltre a vantare un discreto doppiaggio in italiano (dall’impronta molto cartoon), Starlink ha dalla sua un motore grafico tridimensionale senza troppe pretese ma comunque capace di riempire lo schermo di colori ed esplosioni. I modelli delle navi sono fantastici, alla pari delle loro controparti “reali”, e anche quelli di alcuni nemici sono ricchi di dettagli. In generale il colpo d’occhio è positivo in praticamente tutti i contesti. La versione per Switch è quella però che risente maggiormente dell’hardware di cui dispone: il comparto grafico è inferiore in tantissimi aspetti, sia in modalità dock che portatile. La versione da noi recensita è quella per PS4, ma in occasione della Games Week abbiamo passato diversi minuti in compagnia di quella dedicata a Switch notando appunto come la resa grafica sia di fatto inferiore. L’esperienza di gioco rimane comunque intatta, e di fatto è anche possibile giocarci in mobilità.

A tal proposito, prima di giungere a conclusione, bisogna fare cenno ad un’altra caratteristica del gioco: Starlink può essere giocato senza sostegno e senza utilizzare navi, piloti ed armi. Oltre ad esistere una versione digitale del gioco (c’è anche una Deluxe Edition da 100€ con tutti i contenuti di gioco, nessuno escluso), è di fatto possibile disabilitare la modalità toys-to-life e scegliere le versioni digitali degli accessori in nostro possesso registrati in una precedente sessione di gioco. E per quanto riguarda i prezzi dei vari elementi aggiuntivi? Non sono economici, specialmente le navi aggiuntive: ognuna viene a costarvi 29,99€, e la confezione comprende un velivolo, un pilota e un’arma. Considerate però che state acquistando dei modelli davvero ricchi di dettagli e, almeno a nostro avviso, di pregevole fattura. Un pacchetto con due armi viene invece a costarvi 11,99€, mentre un pilota 7,99€.

8.0

Giudizio Finale

Concludiamo riprendendo lo stesso discorso fatto all’inizio. Starlink – Battle for Atlas va valutato in un’ottica particolare. L’interattività dei suoi accessori, il suo essere modulare e appunto le interazioni che è possibile eseguire durante il gioco, sono encomiabili. Anche l’idea di ambientare il tutto nello spazio, con l’alternarsi di più fasi e di missioni secondarie che vanno ad ampliare ulteriormente la longevità, è coraggiosa e il risultato finale ha il suo perché, non solo per un pubblico più giovane ma anche per uno più adulto che cerca un’esperienza leggera, visivamente appagante e con l’ulteriore bonus di avere delle controparti fisiche da collezionare. Peccato per la ripetitività di fondo di alcune delle missioni e delle dinamiche che caratterizzano il proseguo della campagna di gioco e per il prezzo degli accessori aggiuntivi, tutto sommato un po’ troppo salati. Ubisoft ha però gettato le basi per un’ottima saga, che potrebbe vivere di vita propria anche senza l’ausilio della parte toys-to-life.

PRO CONTRO
  • I modelli delle navi sono meravigliosi
  • Interattività degli accessori
  • Cornice di gioco
  • Tanti contenuti, alcuni extra per Nintendo Switch
  • La ripetitività è dietro l’angolo
  • Su Nintendo Switch il comparto tecnico è inferiore
  • Prezzi degli accessori un po’ salati

Recensione Starlink – Battle for Atlas – Screenshot