Stormland, un altro fantastico tripla A per Oculus Rift (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Stormland – Dagli autori del folle Sunset Overdrive e di quel piccolo capolavoro per PS4 che è Marvel’s Spider-Man, arriva su Oculus Rift, Rift S e, grazie ad Oculus Link, anche su Quest (se avete un PC abbastanza potente ovviamente!) il nuovissimo Stormland. Di cosa si tratta? Di uno sparatutto in prima persona estremamente dinamico. Ecco la nostra recensione!

Editore Oculus Studios
Sviluppatore Insomniac Games
Piattaforme PC (VR)
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore
Lingua Inglese

L’obiettivo di Insomniac Games era quello di cercare di rivoluzionare il classico sistema di movimento del personaggio nella realtà virtuale. O meglio, più che rivoluzionarlo, offrire al giocatore una libertà di movimento senza limiti, che non fosse ancorato ad una fisica e ad una struttura del mondo di gioco troppo rigida. C’è sempre lo spettro del motion sickness in agguato, ma c’è anche da dire che la piattaforma di riferimento scelta da Insomniac per il suo nuovo titolo VR, Oculus Rift, tende a farlo percepire meno. A questo punto, ideato un sistema di movimento “a 360°” non rimaneva altro che inserirlo in un contesto un po’ meno banale del solito. Il classico gioco di supereroi sapeva di già visto!

Ed è probabilmente su questa linea di pensiero che è nato l’universo fantascientifico di Stormland. Il gioco ci proietta in un mondo strano, alieno, privo della componente umana. Il protagonista è un robot che ha perso buona parte della sua memoria a seguito di un furioso attacco da parte di una fazione avversaria (sempre robot) conosciuta con il nome The Storm. L’attacco ha spazzato via il suo accampamento e tutti i suoi amici, lasciandolo da solo a cercare di contrastare lo strapotere di questi misteriosi nemici meccanizzati. La prima ora di gioco ci permette di prendere confidenza con questo strano mondo, introducendoci progressivamente a tutte le meccaniche di movimento con un espediente semplice ma efficace. Il robot protagonista durante l’attacco ha perso vari pezzi, e grazie all’aiuto della sua memoria frammentata e, successivamente, di una intelligenza artificiale disposta ad aiutarci, recuperiamo via via vari moduli che potenziano il nostro sistema di movimento.

Se inizialmente quindi possiamo contare solo sulle nostre gambe (per inciso vediamo il nostro corpo nella sua interezza in gioco), poco alla volta impariamo a riparare i nostri arti, a scalare le pareti con dei simil-magneti posti nelle nostre mani, e ancora a planare dalle altitudini proiettando le braccia in avanti in perfetto stile Superman o a scivolare con velocità su uno strano mare bianco di nuvole che separa i vari affioramenti di terra nelle zone sparse nel mondo di gioco. Sempre nella prima ora di gioco sblocchiamo anche un sistema di corsa che ci permette di coprire le distanze a velocità elevatissime, controllando il movimento con semplici gesti della testa.

È come se fossimo un concentrato di supereroi: velocissimi come Flash, capaci di volare (in certi frangenti) come Superman, di scalare le pareti come Spider-Man. E il tutto si applica anche ai combattimenti. Veniamo quindi al sodo. Cosa succede dopo la prima ora di introduzione? Stormland è un titolo molto diverso dalla recente esclusiva Oculus di cui vi abbiamo parlato anche su queste pagine, Asgard’s Wrath. La storia principale dura più o meno cinque ore, molto meno quindi, ed è alla fine di questa prima porzione che si apre il così detto “cycling world“. Ogni settimana il mondo di gioco si rinnova, proponendo un layout diverso delle varie isole che lo compongono. Cambiano anche gli aspetti dei nemici, la loro distribuzione, il posizionamento di eventuali risorse da raccogliere, la lista di missioni da poter eseguire, persino la posizione della fortezza dei nostri acerrimi nemici. Si spinge quindi il giocatore a tornare nel mondo di Stormland per mettersi continuamente alla prova, per sviluppare sempre di più l’affinità con il poliedrico sistema di movimento e di ingaggio dei nemici.

A tal proposito, come funziona il combattimento? Sempre nella prima fase acquisiamo un modulo che ci permette di sparare dei piccoli raggi laser dal braccio destro. Il tutto si fonde alla perfezione con i Touch Controller dei Rift; nel nostro caso i test sono stati effettuati con un Rift S collegato ad ASUS GS30. Ma la piccola pistola laser è solo l’inizio: ben presto troviamo armi vere e proprie che possiamo portare sempre con noi ai nostri due fianchi robotici. Si passa da semplici fucili d’assalto a fucili a pompa e minigun. In ogni caso si mira realisticamente, portandoci spesso le armi vicino agli occhi per poter sfruttare i loro mirini. Il primo fucile d’assalto che troviamo ha addirittura due modalità di fuoco: ad una mano, il che ci permette di impugnarne due alla volta, o utilizzando due mani, sfruttando una classica impugnatura appunto a fucile d’assalto che permette di mirare con ancora più precisione. E si sbloccano anche altre abilità, come la possibilità di proiettare uno scudo di protezione dal braccio sinistro che ci permette di ripararci dai colpi nemici rispondendo contemporaneamente al fuoco. Forse niente di nuovo, nel senso che di sparatutto indirizzati al contesto VR ce ne sono svariati, ma ciò che colpisce è comunque la naturalezza con cui si gestisce il tutto.

Anche perché tutte le dinamiche legate alla gestione delle armi si sposano con quelle relative al movimento. Il tutto è spesso super frenetico, con salti, arrampicate e tentativi di sfruttare i ripari offerti dalle ambientazioni per evitare gli attacchi nemici. Quindi tutte le modalità per muoversi descritte precedentemente non si applicano solo alla mera esplorazione, ma sono parte integrante di tutta l’esperienza complessiva. E ancora non abbiamo introdotto una delle dinamiche essenziali del gioco. Va bene, c’è un “cycling world”, ma anche con un refresh delle ambientazioni alla lunga il gioco potrebbe venire a noia. Ed è qui che subentrano le dinamiche online.

Sempre durante le primissime ore di gioco si sblocca uno speciale gadget, un comunicatore che sostanzialmente va ad abilitare la ricerca di partite online. Grazie a questo strumento potete giocare a fianco di altri utenti sparsi per il mondo, entrando anche in partite già in corso. Esplorare il mondo di Stormland in due e, soprattutto, combattere gli avversari robotici costruendo magari strategie co-operative, dà nuova linfa vitale al tutto. Sembra banale poi, ma il multiplayer in realtà virtuale assume un aspetto del tutto diverso: si usano anche i gesti e di conseguenza tutto il nostro corpo per dialogare con il compagno di avventura. Si indica, si scuote la testa o comunque ci si lancia in gesti piuttosto plateali che spesso sono più eloquenti delle parole!

Non abbiamo ancora avuto occasione di parlare dell’HUD di gioco. Insomniac sfrutta un altro espediente che non fa che aumentare ulteriormente l’immersività del suo titolo. Guardando il palmo della mano sinistra si può dare un’occhiata al radar di gioco in grado di mostrare la direzione dei nostri obiettivi, e non solo. Da qui si possono aprire anche i sotto menu per consultare varie nozioni e informazioni utili e anche far partire il matchmaking per entrare in una partita online. È tutto, come già accennato, estremamente intuitivo, proprio per sfruttare al massimo tutti i sensori presenti nel visore e nei controller e per immergerci quanto più possibile nel personaggio. Lo stesso concetto si applica a quasi tutti gli elementi di gioco. C’è un terminale da usare? Fate tutto con le mani, come se usaste un touch-screen. Trovate una granata? La attivate e la lanciate usando le mani.

Inizialmente abbiamo fatto cenno al motion sickness. In certe fasi, nonostante la piattaforma renda un po’ più difficile l’insorgere di disturbi, potrebbe comunque farsi sentire. Vengono in vostro soccorso un bel po’ di impostazioni per regolare quanto più possibile il movimento e la gestione della telecamera. In ogni caso manca il classico movimento a teletrasporto, anche perché sarebbe stato completamente fuori contesto viste tutte le possibilità offerte dal nostro personaggio.

Da un punto di vista hardware il gioco risulta piuttosto esoso, alla stregua di Asgard’s Wrath per intenderci. Tra i requisiti consigliati spicca una NVIDIA GeForce GTX 1080. Dall’alto della nostra RTX 2080 non abbiamo avuto problemi di sorta, anzi, ma in ogni caso assicuratevi che l’hardware a vostra disposizione sia sufficiente per Stormland. Anche perché giocarlo ad impostazioni grafiche basse fa perdere parte del fascino del mondo di gioco e dei suoi abitanti robotici.

8.5

Giudizio Finale

Tiriamo nuovamente in ballo Asgard’s Wrath: sono due giochi estremamente diversi, ma hanno due punti in comune. Sono usciti molto vicini l’uno all’altro e sono entrambi tripla A che lanciano un messaggio fortissimo per la piattaforma di casa Facebook. Oculus non scherza in quanto ad esclusive, e gli Oculus Studios stanno spingendo sull’acceleratore per far sì che arrivino prodotti non solo assimilabili appunto a classici tripla A da PC e console, ma che siano anche in grado di proporre novità utili a far intuire sempre di più le potenzialità della realtà virtuale ad un pubblico più vasto possibile.

Detto questo, Stormland è un gran bel sparatutto tridimensionale, frenetico e immersivo al punto giusto. Paragonare la sua longevità a quella di Asgard’s Wrath non è del tutto giusto, sia per le differenze dovute al genere di appartenenza, sia perché Stormland punta molto sulla rigiocabilità e sul rinnovamento del suo mondo virtuale. Quest’ultimo però alla lunga potrebbe risultare un tantino ripetitivo e in generale un po’ vuoto. Il sistema di movimento poi potrebbe causare problemi a chi tende a soffrire di motion sickness. In ogni caso se avete un Rift o un Rift S e un PC sufficientemente potente dovete farlo vostro, anche considerato il prezzo di lancio, 39,99€.

PRO CONTRO
  • Immersivo
  • Sistema di movimento frenetico e stratificato
  • Multiplayer
  • Si rinnova di settimana in settimana
  • Occhio al motion sickness
  • Occhio anche ai requisiti hardware
  • Mondo di gioco un po’ ripetitivo

Recensione Stormland – Foto

Trailer