7.0

Strange Brigade – Ehi, manca solo Indiana Jones! (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Strange BrigadeStrange Brigade è un gioco “semplice”, il che è raro di questi tempi. Viviamo in un periodo nel quale i videogiochi sono sempre più grossi, sempre più vasti e complessi, e trovarsi dinanzi ad un titolo che sceglie deliberatamente di concentrarsi solo su una specifica modalità lineare e cooperativa, be’, fa un certo effetto. Ecco la nostra recensione.

Editore Rebellion
Sviluppatore Rebellion
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 50,98€

Video Recensione Strange Brigade

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Quel che è mio è mio. Quel che è tuo è mio

Strange Brigade si colloca tra i giochi d’azione in terza persona, ma ricade nella categoria degli sparatutto ad ondate, sebbene queste siano camuffate nella conduzione. La struttura delle nove missioni della campagna, infatti, non segue quella classica ad arena delimitata, tipica dei titoli basati sulla modalità orda (come Killing Floor 2), perché la creatura di Rebellion presenta livelli con un inizio e una fine, sentieri lineari sui quali dimorano nemici e tesori. Spesso vi sarà chiesto di ripulire l’area prima di proseguire, ma nulla vi vieta di passare del tempo esplorando ogni anfratto della zona, così da scovare enigmi che celano al loro interno preziose ricompense.

Nonostante sia un’esperienza cooperativa studiata per un massimo di quattro giocatori, Strange Brigade non promuove la divisione delle ricompense: in parole povere, chi le prende per prima, se le porta a casa – eccezion fatta per i collezionabili, che sono condivisi. Scelta opinabile, anche perché c’è gente che inevitabilmente se ne approfitterà, dando priorità alla raccolta delle monete piuttosto che alla buona riuscita della missione, ma quantomeno vi è un briciolo di competitività nello spirito collaborativo.

L’ambientazione invece è quella dell’Egitto degli anni ‘30, che trae ispirazione dalle atmosfere avventurose a-là-Indiana Jones. L’impostazione narrativa, peraltro, si rifà agli stilemi dei documentari bellici, con una spruzzatina di film di una volta, in bianco e nero: simpatica l’idea di dare ampio spazio al narratore, che descrive ogni atto attraverso un uso spasmodico di esagerazioni, come se le azioni dei protagonisti fossero sempre eroiche, compresa la banale apertura di una porta. La storia riveste un ruolo minimo, ma i filmati, che precedono le missioni, sono senza dubbio piacevoli, e vedono come punto nevralgico la regina Seteki, la quale sfoggia il potere di riportare in vita i morti sotto forma di sgherri al suo comando.

Per il resto, Strange Brigade si presenta in una veste estremamente canonica, dalla quale emerge una giocabilità familiare, oltre che essenziale. La dotazione prevede due armi, una granata e una singola abilità equipaggiabile, caricabile assorbendo le anime dei caduti. Vi sono diverse capacità attive, racchiuse in amuleti che possono essere sbloccati collezionando le reliquie, sorte di collezionabili nascosti dietro agli enigmi dei vari livelli. Tuttavia, si passa la stragrande maggioranza del tempo eliminando nemici di differenti tipologie, tra mummie, scheletri, minotauri, scorpioni giganti e non solo, anche se l’intelligenza artificiale si basa unicamente sul venirvi addosso, puntando alla quantità e alla confusione.

Il rinculo delle armi risulta più realistico di quanto ci aspettassimo, malgrado il tono goliardico della produzione. Purtroppo la precisione talvolta lascia a desiderare, sia a distanza ravvicinata che durante i boss, i quali richiedono di colpire punti minuscoli per poter infliggere danni. Anche il corpo a corpo ha ricevuto un trattamento sommario, in quanto pugni e calci restituiscono sensazioni scialbe, oltre che approssimative. Ciò detto, abbiamo apprezzato il disegno delle mappe: l’estetica è squisita, e vi accompagna tra città abbandonate, grotte, villaggi depredati e scorci naturali in scenografie coloniali davvero rare nei videogiochi odierni. Ottima anche la grande presenza di trappole, da quelle di fuoco alle spine, utilizzabili a proprio vantaggio per stanare decine di cattivoni in pochissimi secondi.

La progressione del personaggio è relegata all’acquisizione delle monete, con le quali è possibile acquistare nuovo equipaggiamento. Le armi non sono moltissime ma vantano una discreta varietà, e potrete personalizzarle tramite le gemme contenute sporadicamente nei forzieri, attraverso cui modificare le statistiche, come la velocità di ricarica ad esempio, o per aumentare i danni alla testa: niente di particolarmente originale, in fin dei conti. I personaggi della brigata, poi, non sfoggiano differenze sostanziali, e non possono nemmeno essere personalizzati nel vestiario.

La longevità ha degli assi nella manica, se si considera che la campagna richiede poco meno di dieci ore per essere completata, alle quali ne vanno aggiunte altre grazie alla presenza della Sfida a Punti e all’Orda: nella prima, i livelli della storia vengono reinterpretati per permettere una classica sfida al punteggio più alto; nell’altra, semplicemente, bisognerà resistere alle ondate di nemici. La ripetitività però è dietro l’angolo, e, senza un gruppo affiatato di amici, il divertimento perde valore: sebbene sia possibile affrontare l’avventura da soli, dato il livello di difficoltà scalabile, crediamo che l’esperienza non si presti al gioco in solitaria.

Infine, siamo rimasti piacevolmente colpiti dal lato audiovisivo, anche se non riusciamo a spiegarci perché l’impostazione iniziale su PS4 Pro non preveda l’attivazione del fotogrammi al secondo sbloccati. Navigando tra i menù, vi è lo sblocco del frame rate non troppo in bella vista, il quale vi permette di giocare l’intera avventura in una fluidità vicina ai 60fps. Il quadro che ne viene fuori appaga occhi e orecchie con una personalità irresistibile, alimentata da una buona resa dei modelli e un ottimo doppiaggio nella sola lingua inglese. Solo le animazioni deludono le aspettative, specie quelle dei boss, non sempre definite e chiare.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Strange Brigade – Giudizio Finale – Strange Brigade è un titolo che cerca di offrire una nuova prospettiva sulla modalità cooperativa ad orda, senza rivoluzionare nulla. Ha dalla sua una direzione artistica deliziosa e una discreta longevità, dei pregi diluiti in una giocabilità semplicistica che danza sull’orlo della ripetitività. Consigliato a chi ama il multigiocatore collaborativo da condividere con amici fidati.

PRO CONTRO
  • Con un gruppo di amici esplode…
  • Personalità da vendere
  • Visivamente piacevole
  • Buona longevità
  • … da soli perde molto fascino
  • Precisione degli scontri ravvicinati migliorabile
  • Inevitabilmente ripetitivo

Recensione Strange Brigade – Trailer

Recensione Strange Brigade – Screenshot