Che ne pensiamo di Super Dragon Ball Heroes World Mission (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Super Dragon Ball Heroes World Mission – Un giorno il mondo non ci sarà più. Diventeremo cenere persa nell’atmosfera, risucchiata in un Buco Nero, tra detriti e sogni mai realizzati. Eppure siamo convinti che, nel nulla, continueranno ad uscire videogiochi di Dragon Ball come se non fosse successo niente. Ecco la nostra recensione dell’ultimo arrivato, Super Dragon Ball Heroes: World Mission.

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Editore BANDAI NAMCO Entertainment
Sviluppatore Dimps Corporation, SAFARI GAMES Co., Ltd.
Piattaforme PC Windows, Nintendo Switch
Genere Gioco di carte
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 49,99€ (PC/Steam) | 59,99€ (Switch)

Video Recensione Super Dragon Ball Heroes World Mission

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC.

What’s my destiny

Super Dragon Ball Heroes World Mission nasce da un fenomeno nipponico piuttosto noto, che coinvolge i cabinati arcade e le carte collezionabili: si priva però del materiale e dell’interazione fisica per diventare a tutti gli effetti un videogioco di carte digitali.

L’ambientazione è quella della Città Eroica, una sorta di mondo alternativo in cui il passatempo più diffuso è proprio il gioco di carte Dragon Ball Heroes, col quale gli abitanti si dilettano quotidianamente in tornei costruiti sulla base delle abilità dei giocatori. Come lecito aspettarsi, qualcuno sembra volerlo sfruttare per scopi loschi, perché nella città si stanno materializzando a poco a poco i personaggi del gioco, cattivi compresi.

Nei panni di un eroe di passaggio, quello di cui vestirete i panni e al quale darete un nome e un avatar, dovrete sistemare la faccenda partecipando ad una serie di scontri testa a testa, alternati a sequenze d’intermezzo e dialoghi, elementari nella messa in scena ma gradevoli e divertenti, funzionali ad una narrazione leggera e fanciullesca. Non che la trama sia di qualità, anzi, eppure è una piacevole compagna di viaggio, del dolce collante che ammicca continuamente agli appassionati. Si esplorano infatti varie epoche di Dragon Ball, rivisitate per l’occasione, in un’ottica semplificata ma più che passabile per il contesto.

Passando invece alla sostanza, le regole di base che reggono le battaglie sono piuttosto facili da assimilare, tanto è vero che la loro semplicità appare banale durante l’apprendimento, se non fosse per le numerose meccaniche che si annidano nelle profondità del sistema. Del resto, il grimorio è composto da sole sette carte e ognuna raffigura, ovviamente, un eroe dall’immaginario di Dragon Ball, contraddistinto da statistiche e abilità differenti, combinabili per scatenare colpi unici.

Il funzionamento prevede che ciascun giocatore, ad ogni turno, debba distribuire i sette personaggi sulla plancia, divisa in quattro settori, tre dedicati all’attacco e uno alla difesa. Sostanzialmente, le strategie si basano proprio sul piazzamento, e sul conseguente bilanciamento tra carte in attacco e in difesa, perché le prime faranno danno all’avversario e collezioneranno energia per i colpi energetici, mentre le seconde rimarranno nelle retrovie per recuperare il vigore perso durante i combattimenti, delle lotte in cui il giocatore ha effettivamente un minimo di controllo. Ora, fate attenzione: dopo il posizionamento degli eroi, lo scontro prenderà vita e bisognerà premere un pulsante al momento giusto per decretare quanti danni saranno inflitti e ricevuti per entrambi i lati, ed effettuare dei gesti o schiacciare dei tasti a tempo per incrementare l’efficacia di determinate abilità. Ora, per quanto il sistema voglia simulare il dinamismo di Dragon Ball, queste gesture potrebbero risultare ingombranti agli occhi di chi chiede solo della strategia. Dopodiché, il ciclo si ripete, turno dopo turno, fino all’esaurirsi dei punti vita di un partecipante, o sino al raggiungimento di una specifica condizione.

È necessario stare attenti, molto attenti, a causa del fatto che un solo personaggio mal piazzato può cambiare drasticamente l’esito della partita, e far collassare un piano tattico come un castello di carte. Questo perché, disponendo gli eroi in un certo modo, e in un determinato round, è possibile attivare effetti speciali e abilità, diverse a seconda delle carte coinvolte. Di conseguenza, col passare delle ore e completando le tante fasi di pratica, comincerete a togliervi dalla testa il pregiudizio della facilità, e inizierete a capire che dietro l’apparente velo di semplicità si cela un prodotto profondo, alla faccia di chi credeva fosse solo un’operazione di celebrazione nei confronti del manga e dell’anime. Si tratta di un gioco di carte fuori dal comune, differente da tutto ciò che c’è lì fuori, che richiede tempo e pazienza per spiegarsi a dovere.

La complessità poi emerge da un esercito di carte differenti, più di mille in totale, e se ne guadagnano di nuove costantemente nelle tante modalità disponibili, dalla Storia all’Arcade, che abbiamo preferito alla prima, in quanto offre tanti percorsi diversi a difficoltà crescente, sui quali sperimentare mazzi e sinergie, prima di buttarsi nella modalità Online o persino in quella Creazione, dove potrete personalizzare le carte e comporre missioni caratterizzate da modificatori unici, eventualmente condivisibili con altri giocatori.

Benché la quantità di contenuti sia indubbiamente notevole, non neghiamo la presenza di una ripetitività latente: sarà per il ritmo che esige che vediate obbligatoriamente le sequenze di battaglia ad ogni attacco, o sarà per una formula troppo incentrata sui comandi a tempo, fatto sta che il fattore monotonia è da prendere in considerazione. La fruizione in mobilità, su Nintendo Switch, è quella che si adegua meglio allo spirito del gioco, ed infatti non ci dispiacerebbe vederlo su smartphone, in futuro.

Come se non bastasse, il prezzo di lancio di Super Dragon Ball Heroes World Mission è salato  49,99€ (PC/Steam), 59,99€ (Switch). Non vi sono microtransazioni per l’acquisizione di carte (sebbene compaiano dei pacchetti musicali a pagamento) ma, considerando i valori e gli sforzi produttivi, era lecito aspettarsi una cifra minore, anche in virtù di un comparto estetico che definire arretrato è poco. I caricamenti su PC sono veloci e le scenette in battaglia regalano qualche soddisfazione, tuttavia siamo davanti a modelli poligonali, animazioni, scenari ed effetti speciali di generazioni passate, essendo di fatto una trasposizione del gioco su cabinato arcade uscito ormai diversi anni fa. Quantomeno il comparto sonoro accoglie delle musiche molto piacevoli e incalzanti, sia fuori che dentro l’arena, seppur la qualità audio delle voci in giapponese sia sottotono. Per di più, i dialoghi doppiati sono pochissimi.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Super Dragon Ball Heroes World Mission  Giudizio Finale – Super Dragon Ball Heroes World Mission è anzitutto un compendio alla saga di Akira Toriyama. Oltre la coltre di delizioso fanservice, si cela un videogioco di carte sorprendentemente robusto, oltre che originale. Peccato per il prezzo di lancio, per la rappresentazione estetica dinamica ma obsoleta e per una ripetitività latente che può essere edulcorata con la fruizione in mobilità.

PRO CONTRO
  • Una marea di carte diverse
  • Più profondo di quello che vuole far credere
  • Contenutisticamente notevole
  • Musiche azzeccate e incalzanti
  • Grafica arretrata
  • Prezzo di lancio salato
  • Formula particolare, che può causare ripetitività

Trailer

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