Super Mario 3D All-Stars – Il Cerbero del Platform 3D (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Super Mario 3D All-Stars

Super Mario 64, Super Mario Sunshine e Super Mario Galaxy: più di dieci anni dell’idraulico baffuto in treddì racchiusi in un’unica cartuccia. Che sia digitale o fisica, non ha importanza. L’importante è che l’abbiate acquistata entro e non oltre il 31 marzo 2021, dopodiché Nintendo la toglierà dal mercato: sarà vostra per sempre, ma non ci sarà per le future generazioni. Il che non ha molto senso, visto che l’obiettivo delle rimasterizzazioni è quello di rinfrescare le esperienze originali e farle perdurare negli anni a venire. Tuttavia, è inutile fare i melodrammatici: è chiaro che il colosso di Kyoto abbia altri piani, quindi per ora ci limitiamo a parlare di questa operazione di restauro abbastanza canonica: prende i primi tre Super Mario treddì e li adatta su Nintendo Switch. Peccato per l’assenza di Super Mario Galaxy 2!

Editore Nintendo
Sviluppatore Nintendo
Piattaforme Nintendo Switch
Genere Gioco di Piattaforme
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (Locale)
Lingua Inglese / Italiano

Super Mario 64 (Nintendo 64 – 1996)

Mettiamola così: Super Mario 64 è il motivo per il quale adesso esiste il videogioco di piattaforme in tre dimensioni. Gli storici potrebbero citare Jumping Flash per PS1, uscito nel ‘95, come primo reale platform 3D: avrebbero pure ragione, se non fosse che il lavoro di Nintendo abbia gettato delle solidissime basi sulle quali edificare il futuro del genere.

Lo si capisce fin da subito anche oggi, non appena si ha il controllo di Mario, di quanto fosse avanti già all’epoca: la precisione dei controlli, il lavoro effettuato sul disegno delle mappe, la varietà di situazioni, tutto ruotava attorno a quella che continuiamo a definire Nintendo Difference, un concetto apparentemente astratto, si fa fatica persino a dare un significato univoco, ma che rappresenta l’emblema, o meglio, la filosofia delle produzioni della grande N, il voler pensare fuori dagli schemi.

Insomma, Super Mario 64 è un videogioco di un’importanza storica straordinaria, che avrebbe meritato senz’altro un trattamento migliore di quello subito da Super Mario 3D All-Stars. Per carità, la risoluzione è stata portata a 960 x 720 sia in modalità portatile, che casalinga, ma i responsabili della trasposizione non si sono preoccupati nemmeno di modificare il rapporto d’aspetto, vincolato ai 4:3, senza alcuna possibilità di personalizzazione.

Quantomeno l’immagine risulta pulita, ma sarebbe strano il contrario, anche perché si sa di cosa è capace l’emulazione odierna. Il gioco è quello di sempre e risulterebbe ancora attuale se non fosse per la vetusta veste grafica e per la telecamera macchinosa: del resto, quest’ultima è una piaga che molti titoli hanno ancora sul groppone oggigiorno. Infine, segnaliamo che Super Mario 64 è l’unico capitolo della trilogia disponibile nella sola lingua inglese, ma ciò non è assolutamente un problema.

Super Mario Sunshine (GameCube – 2002)

Super Mario Sunshine è statisticamente il capitolo meno noto tra i tre, ma anche il più particolare in assoluto. Nintendo ha anzitutto inserito una narrazione più preponderante, con tanto di sequenze animate ben più lunghe rispetto alla media della saga, e poi ha, come sempre, sfruttato le peculiarità della console dove è stato ideato. Il caratteristico analogico di GameCube veniva utilizzato per spargere dell’acqua dallo Splac 3000, lo zainetto di Mario con cui era necessario rimuovere la melma lanciata da un losco figuro sull’isola presso la quale l’idraulico doveva passare dei giorni di relax.

Le abilità acrobatiche di Mario, viste nel predecessore, vengono messe da parte per dare spazio appunto al jetpack acquatico, che era ed è il perno dell’esperienza: lo si usa come strumento offensivo, ma è anche e soprattutto il gadget per saltare e raggiungere posti lontani. Il suo controllo è tuttavia mutato: l’estensione del getto lo si gestisce con una semplice combinazione di tasti dorsali e analogico.

In generale, il lavoro di restauro ha fatto molto bene al gioco in sé: la risoluzione viene spinta all’HD in modalità portatile, mentre quella casalinga raggiunge il Full HD. Peccato che i fotogrammi al secondo siano ancorati ai classici 30, ma l’immagine è stata ottimizzata sia a livello di pulizia, che di rapporto d’aspetto, godendo dei 16:9.

Super Mario Galaxy (Nintendo Wii – 2007)

Super Mario Galaxy è il capolavoro di Nintendo Wii, uno dei titoli di piattaforme migliori di sempre e senza dubbio uno dei videogiochi più gioiosi, sorprendenti e originali che la storia abbia accolto. Abbandona quasi del tutto la narrazione invadente, recupera le abilità acrobatiche di Super Mario 64 e lascia parlare in special modo la giocabilità, una splendida sinfonia i cui livelli sono composti da micro-mondi dalla gravità variabile. Visitarli è una sorpresa continua sia a livello estetico che di meccaniche, tanto è vero che ogni galassia vive di vita propria.

Abbiamo apprezzato anche il lavoro svolto nell’ottimizzazione dei controlli, anche se il merito è più che altro della precisione dei Joy-Con. La peculiarità di Super Mario Galaxy emergeva proprio dalla coppia Wii Mote e Nunchuck, qui tradotta bene sia appunto con due Joy-Con, che con il Pro Controller, visto che in entrambi i casi si può sfruttare il giroscopio per mirare e sparare le astroschegge, o per trascinare Mario verso una stella.

Il discorso in portatilità cambia, poiché il gioco si avvale solo dello schermo tattile e non del giroscopio per quanto riguarda il lancio delle schegge: una soluzione funzionale, ma avremmo preferito una possibilità di scelta, tra giroscopio e touchscreen. La risoluzione poi è dinamica: arriva fino all’HD in modalità portatile, mentre si spinge fino al Full HD quando Nintendo Switch è sulla dock. Non abbiamo mai notato vistosi cali, anzi, la ricostruzione grafica è più che godibile e mai annebbiata, ed è coadiuvata pure dai 60 fotogrammi al secondo.

Certo, dei materiali vistosamente in bassa risoluzione ricordano di star giocando ad un titolo con più di dieci anni alle spalle, ma tutto sommato ci si ritiene soddisfatti dell’impatto generale. Non è stato tagliato nemmeno il multigiocatore locale, quello che vede un giocatore vestire i panni di Mario, e l’altro il mirino delle astroschegge, ma non è di sicuro un’opzione indispensabile: suvvia, chi davvero vorrebbe utilizzare solo il mirino delle astroschegge?

Extra

Eccezion fatta per le colonne sonore di tutti e tre i titoli, incluse nella schermata di scelta del gioco, non vi sono extra degni di nota. Il lettore musicale fa il suo dovere e ascoltare le musiche orchestrate di Super Mario Galaxy è sempre un gran piacere, ma è davvero il minimo sindacale in un pacchetto che celebra i 35 anni di Super Mario.

8.0

Giudizio Finale

Il genere del videogioco di piattaforme deve tanto a Super Mario e Super Mario 3D All-Stars ne è la prova lampante: Super Mario 64 è una pietra miliare, Super Mario Sunshine continua ad essere piacevole come la brezza d’estate e Super Mario Galaxy racchiude l’essenza straordinaria e sorprendente di un personaggio leggendario che ancora oggi detta legge ovunque lui passi. La collezione di restauri treddì in suo onore non raggiunge però l’eccellenza che ci si aspetta, ma fa quel che deve, cioè farceli godere in una veste migliorata sulla versatile piattaforma che è Switch.

PRO CONTRO
  • Super Mario 64 è storia…
  • Super Mario Sunshine rinfrescato…
  • Super Mario Galaxy ripulito…
  • … ma il restauro è minimo
  • … peccato per i 30 fps
  • … ma non del tutto

Trailer

Screenshot

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