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Super Smash Bros. Ultimate è davvero… “Ultimate”? (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Super Smash Bros. Ultimate – Ha inventato un genere, ne ha migliorato anche il più piccolo dei dettagli, e lo ha persino consacrato definitivamente. Si chiama Super Smash Bros. ed è una serie a dir poco speciale: basta dare un’occhiata all’immagine in cima a questo articolo per capire il perché. Ecco la nostra recensione di Super Smash Bros. Ultimate.

Editore Nintendo
Sviluppatore Nintendo
Piattaforme Nintendo Switch
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 59,99€

Video Recensione Super Smash Bros. Ultimate

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Nintendo Switch.

M’intendo di crossover

La ricetta di Super Smash Bros. non è mai cambiata radicalmente nel tempo. In molti hanno tentato di emularla, senza mai avvicinarvisi così tanto da stabilire un secondo esponente, degno di sfidarlo a testa alta. Detto in parole povere, Super Smash è Super Smash, e non esiste avversario che tenga.

Ora, solo nel caso in cui non l’aveste mai sentito nominare, anche se ci parrebbe molto strano, cercheremo di dirvi cos’è in poche righe (pss! se sei ferrato in materia, puoi pure saltare il prossimo paragrafo!).

In breve, si tratta di un picchiaduro nel quale i personaggi Nintendo, insieme ad una secchiata di ospiti d’onore, se le danno di santa ragione come se non ci fosse un domani. Si sviluppa in due dimensioni, su più piani e con più giocatori della solita coppia di lottatori, e gli scontri si focalizzano primariamente su attacchi che cambiano a seconda della freccia direzionale premuta, e poi sugli oggetti sparsi per l’arena. Ancor più particolare, però, è il sistema che caratterizza i danni: ogni colpo inflitto va ad incrementare una percentuale che racchiude la leggerezza di ciascun partecipante. Più questa è alta, più è facile essere scagliati in aria. E se si superano i limiti dell’arena, si perde un punto, o la partita, a seconda della modalità scelta.

In Super Smash Bros. Ultimate, come prevedibile, la musica è sempre la stessa. Nulla è cambiato, a parte qualche importante finezza legata al bilanciamento e alle tecniche avanzate, dalla schivata in aria alla parata perfetta, condensate in un ritmo più veloce. Il termine Ultimate, dunque, sottolinea perlopiù la sua imponente offerta, una matassa informe che schiaccia praticamente ogni titolo del genere sul mercato. Si è perso qualcosa durante il cammino (dove sono i bersagli? E il sacco da boxe?), ma troviamo tutti, o quasi, i contenuti assaporati nei precedenti capitoli, levigati a dovere.

Non solo il cast conta oltre settanta eroi (tra cui nuove guest star come Inkling, Ridley, Simon Belmont e il mitico King K.Roll), non solo le arene superano il centinaio, ma finalmente abbiamo una modalità cucita sulle esigenze del giocatore solitario, spesso lasciato in disparte nei picchiaduro odierni. Questa volta, infatti, abbiamo “La stella della speranza”.

È diversa rispetto a quelle viste nelle precedenti incarnazioni, come, ad esempio, l’Emissario del Subspazio su Wii, del quale avremmo preferito un’evoluzione diretta, visto che andava a stravolgere il picchiaduro proponendo una vera e propria avventura, con filmati e sequenze a scorrimento orizzontale. Ne La stella della speranza, invece, si marcia su una mappa bidimensionale che celebra i franchise protagonisti del titolo, da Street Fighter a Donkey Kong, combattendo in incontri caratterizzati da variabili uniche. Purtroppo non vi è alcuna narrativa, ed è un vero peccato considerando che non è cosa di tutti i giorni vedere tutte queste personalità insieme.

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La modalità, comunque, orbita attorno ai cosiddetti “Spiriti”, per i quali francamente nutriamo più di qualche dubbio. Parliamo di modificatori che possono essere equipaggiati per aumentare le proprie statistiche, o per iniziare un duello con un oggetto tra le mani, o, ancora, per garantire dei particolare vantaggi, come l’immunità al sonno o al veleno, obbligatoria durante alcuni scontri dove, appunto, il terreno presenta condizioni sfavorevoli. Il problema è che di questi Spiriti ce ne sono davvero troppi, molti dei quali risultano inutili, a conti fatti. Se ne calcolano più di mille e, nonostante quanto descritto, il loro utilizzo si limita a disinnescare i malus dei match.

Capiamo il lodevole intento celebrativo, dato che ogni Spirito rappresenta un personaggio più o meno noto dell’universo espanso, eppure non vi è nemmeno lo sforzo di inserire una descrizione sulle origini di queste personalità, in quali giochi sono apparsi, in quale anno, qual è la loro storia a grandi linee… Certo, è possibile potenziare ognuno di essi spendendo l’apposita valuta, e persino evolverli, ma tutto questo sistema è meno interessante e complesso di quello che vorrebbe farvi credere. Vedetelo un po’ come un album di figurine da riempire, piuttosto che come una meccanica portante. Ciò detto, La stella della speranza svolge bene il suo lavoro, presenta tanti bivi e molte strade piene zeppe di ricompense, scontri fuori di testa e persino qualche attività extra nascosta qua e là. Peccato non si possa affrontarla con un amico.

Se vi piace combattere nella forma più pura, la Modalità Classica saprà appagare la vostra sete di botte, volendo anche con un amico in cooperativa locale. In pratica è un Arcade rimodellato dove ciascun eroe sfoggia un percorso preciso, a difficoltà scalabile, con tanto di boss finale. Non è una novità, ma poterla vivere attraverso gli occhi di tutti questi personaggi è magnifico.

In ogni caso, come al solito, il sistema di lotta può essere personalizzato in ogni sua declinazione, dalla sostituzione della leggerezza con i più classici punti vita, alla disattivazione degli oggetti per un combattimento più pulito. Le variabili sono tantissime ed è possibile regolamentare la partita nel modo più consono alle vostre necessità. Non mancano poi tornei e mischie multiple per l’organizzazione di clamorose partite serali con gli amici. Potremmo continuare a snocciolare l’offerta ancora per un po’ di ore, ma lasceremo l’onore e l’onere della scoperta a voi. In pratica c’è tutto, ma proprio tutto quello che possiate desiderare, eccetto un comparto online perfetto.

Sì, il multigiocatore consente di giocare in singolo o in coppia contro utenti di tutto il mondo, di stabilire regole prioritarie per personalizzare il matchmaking, e di creare stanze private. Durante i nostri test, tuttavia, si sono verificati dei saltuari, ma fastidiosi fenomeni di latenza, sui quali Nintendo sta lavorando celermente con una serie di patch. Malgrado ciò, sembra celarsi un’infrastruttura simile a quanto visto nell’edizione Wii U: solo che, nella console ribattezzata “sfortunata”, l’accesso non comportava nessuna spesa, mentre su Nintendo Switch c’è un abbonamento da sostenere.

Per il resto, Super Smash Bros. Ultimate è un picchiaduro straordinario. Ricco di modalità, ricco di arene, ricco di variabili, giocabile fino ad otto partecipanti di qualsiasi età. La confusione regna sovrana quando si gioca in più di quattro persone, ma il poterlo fare è già motivo di vanto. I nuovi personaggi sono formidabili e fedelissimi ai titoli nei quali sono protagonisti: per dire, Simon Belmont sta diventando piano piano il nostro preferito. Sarà difficile mettere da parte Little Mac…

Tra le chicche che hanno stampato un sorriso sulla nostra faccia segnaliamo anzitutto l’intelligenza artificiale degli avversari, che ha fatto dei passi in avanti in quanto a naturalezza e prontezza, e poi il curioso metodo di sblocco dei personaggi: inizialmente, avrete a disposizione un numero limitatissimo di eroi, ma quelli aggiuntivi si paleseranno nel tempo, in modo più o meno casuale (in realtà le tempistiche sono note, eppure ci piace immaginare che siano imprevedibili). Nel dettaglio, questi vi sfideranno e dovrete batterli per sbloccarli. Il sistema avrebbe di sicuro beneficiato di un pelino di velocità in più, tuttavia riteniamo sia una idea intelligente e diversa dal solito, anche perché uno dei nuovi personaggi potrebbe fare la sua apparizione durante un duello in locale con gli amici, e a sfidarlo sarà proprio il vincitore dell’ultimo scontro, in un testa a testa serratissimo.

L’impatto estetico invece si rivela essere un enorme pasticcio che, nonostante tutto, trova una sua coerenza artistica. Le migliorie non mancano rispetto alla versione Wii U, dai particellari alle animazioni, e che giochiate in modalità TV o su portatile non fa alcuna sostanziale differenza. Super Smash Bros rimane uno spettacolo fluidissimo e bellissimo da vedere in azione, oltre che fantastico da ascoltare, con oltre ottocento brani (sì, ottocento. Avete letto bene!) provenienti dalla saghe Nintendo e da quelle ospitate.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Super Smash Bros. Ultimate  Giudizio Finale – Super Smash Bros. Ultimate è proprio quell’enciclopedia che volevamo su Nintendo Switch. Quel gioco da tirar fuori quando si è tra amici, quel titolo che vuoi giocare quando hai poco tempo libero, o quando ne hai tanto. È un picchiaduro unico nel suo genere, stratificato e scalabile, un crossover strabiliante dal sistema di combattimento eccezionale, che ormai ha raggiunto il suo apice in termini di accessibilità, profondità e varietà di lottatori. Peccato che gli Spiriti si siano rivelati meno interessati del previsto, e che la modalità La stella della speranza non faccia gridare al miracolo, pur essendo molto godibile. Eppure, se avete un Nintendo Switch dovete avere Super Smash Bros. Ultimate. Non c’è alibi che regga.

PRO CONTRO
  • Cast di personaggi clamoroso
  • Quantità di contenuti fuori scala
  • Intelligenza artificiale brillante 
  • Curioso il metodo di sblocco degli eroi
  • Sistema di combattimento stratificato
  • Spettacolare da vedere, oltre che fantastico da ascoltare
  • Spiriti meno interessanti del previsto
  • Qualche dubbio sull’infrastruttura online
  • L’assenza di un qualsiasi sprazzo di narrativa sa di occasione mancata

Trailer

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