Table of Tales: The Crooked Crown ricorda Dungeons and Dragons! (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Table of Tales: The Crooked Crown – Più passa il tempo, più diventa difficile riunirsi con amici sotto un unico tetto per assaporare un gioco da tavolo, tra impegni e orari lavorativi incompatibili. C’è chi lo fa ancora e ha la nostra più totale stima: e per chi non può? O per chi volesse vivere una parte di quelle emozioni premendo un tasto? Magari attraverso le lenti di PSVR? Ecco la nostra recensione di Table of Tales: The Crooked Crown.

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Editore Tin Man Games
Sviluppatore Tin Man Games
Piattaforme PSVR
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (locale)
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 19,99€

Sotterranei, draghi e furfanti

Pur essendo di fatto un videogioco, Table of Tales: The Crooked Crown rievoca la vera essenza del gioco di ruolo, quello puro, incontaminato, quello fatto di giocatori che assumono ruoli, raccontano storie, prendono scelte, affrontano pericoli, crescono insieme.

Nel pentolone di Tin Man Games, però, c’è di più: si configura come un gioco da tavolo, farcisce la formula con le carte abilità e strizza l’occhio agli strategici a turni e ai mitici librogame, per poi immergere il tutto nella realtà virtuale. Quello che ne viene fuori è semplicemente un titolo VR fuori dal comune, non solo per la sua struttura atipica, ma anche e soprattutto per la meravigliosa messa in scena. Table of Tales: The Crooked Crown infatti prende vita su una plancia che costruisce lo scenario pezzo dopo pezzo in tempo reale, senza mai nascondersi dietro asettiche schermate di caricamento. Vedere le caselle pulsare e unirsi per comporre il terreno, e cambiare quando la conduzione lo chiede, è già un’esperienza a sé: uno spettacolo a metà strada tra digitale e fisico che farà impazzire gli amanti dei GDR da tavolo, e non solo.

Scendendo più in profondità, la creatura di Tin Man Games narra le vicende di un gruppo di mascalzoni incastrati per un crimine che non hanno commesso. Dovrete quindi aiutarli a dimostrare la loro innocenza, in un’avventura che, nonostante proceda lungo un binario composto quasi esclusivamente da combattimenti, presenta diversi bivi che modificano lo scorrere della trama. Vi sono anche azioni il cui esito è legato ai dadi e, secondariamente, alle statistiche dei personaggi, proprio come in D&D.

Può essere gustato sia con i Move che utilizzando un Dualshock, anche se i primi primeggiano sul secondo. In entrambi i casi, comunque, potrete spostare le pedine sulla plancia a caselle senza scomodarvi, in quanto i marchingegni di cui sarete dotati potranno essere allungati all’occorrenza. Gli scontri tra l’altro avvengono a turni, mentre le azioni, guarda caso, sono regolate dai punti azione: ogni abilità ne consuma un numero variabile, ed è sufficiente prendere una carta abilità e posizionarla sulla zona interessata per usarla.

Purtroppo Table of Tales: The Crooked Crown pecca di profondità, o meglio, vanta una certa semplificazione che potrebbe abbracciare nuove leve, ma deludere chi cerca appunto la complessità dell’universo di Dungeons & Dragons. Benché sia molto rigiocabile, viste le diramazioni narrative che – siamo sicuri – susciteranno interesse, l’avventura può essere completata nel giro di tre ore. Un flusso che, sia chiaro, non smette mai di stupire e divertire con battaglie ben orchestrate, contraddistinte da meccaniche particolari, presentando a intervalli regolari nuove abilità e migliorie passive, poche ma utili.

Di contro, tuttavia, la produzione non riesce materialmente a offrire tutte quelle sfumature che caratterizzano il gioco di ruolo: i personaggi non possono essere personalizzati, l’esplorazione è inesistente e di storia ce n’è una sola. Bisogna tenere a mente che si tratta del primo esperimento in tal senso, venduto peraltro ad un prezzo budget, ma è l’unico limite di Table of Tales: The Crooked Crown. Sì, l’estetica ha qualche singhiozzo nelle compenetrazioni, e avremmo voluto un paio di musiche in più, sebbene siano molto belle, ma stiamo parlando di problematiche di poco conto.

Per concludere, segnaliamo la presenza di tre livelli di difficoltà e una modalità multigiocatore locale, che mette l’utente con il visore contro altri tre partecipanti dotati di Dualshock, in uno scontro competitivo. Pur consumandosi su una sola mappa, e benché sia elementare, l’idea ci è piaciuta e siamo convinti che andrebbe coltivata in futuro, magari in un ipotetico seguito. Infine, vi informiamo che la conoscenza dell’inglese è consigliata, altrimenti vi perderete una fetta del coinvolgimento dell’opera, poiché la narratrice riveste un elemento portante e costante dell’avventura: d’altronde, è lei che dà la voce a tutti i personaggi, accompagnata dai sottotitoli, anch’essi in inglese.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Table of Tales: The Crooked Crown  Giudizio Finale – Se la lingua anglofona non vi spaventa, e se provate anche solo uno spasmo di brio quando sentite parlare di giochi da tavolo, di ruolo e delle atmosfere fantasy, Table of Tales: The Crooked Crown deve aggiungersi alla vostra collezione. Malgrado le semplificazioni, che potrebbero risultare eccessive per i palati più esigenti, l’esperienza costruita da Tin Man Games è preziosa, fresca e avvincente.

PRO CONTRO
  • L’illusione di avere una plancia viva è formidabile
  • Esteticamente adorabile
  • Bivi che modificano la narrativa
  • Mistura di generi brillante
  • Accessibile, ma poco profondo
  • Pur essendo molto rigiocabile, l’avventura dura appena tre ore

Trailer

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