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TALES OF BERSERIA: dalla parte dei “cattivi” (Recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Tales of Berseria – Tales of è una delle saghe di videogiochi di ruolo giapponesi tra le più conosciute e longeve della storia. Il primo capitolo, Tales of Phantasia, risale al 1995 ed è stato seguito da tanti altri capitoli, vari spin-off tra cui quelli della saga Tales of World e persino serie anime e manga.

Va da sé che una saga del genere può contare su un ampio bacino di fan abituati alle meccaniche di gioco, seppur cambiate nel corso degli anni, e in parte anche alle ambientazioni e allo stile tipici della serie. In parte, sì, perché per quanto lo stile sia tipicamente medievale/fantasy, le storie e le cornici di gioco variano talvolta drasticamente tra un capitolo e l’altro.

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Tali considerazioni sono in parte vere anche per Tales of Berseria. Storia nuova di zecca, personaggi tutti da conoscere, meccaniche di combattimento leggermente diverse, ma in questo caso il mondo di gioco è una “vecchia” conoscenza dei fan della saga: è lo stesso di Tales of Zestiria, precedente capitolo uscito nel 2015 anche per PS4. Gli eventi di Berseria appartengono però ad un lontano passato. Cerchiamo quindi di capire nei prossimi paragrafi se conviene investire quasi 70€ su PS4 (un po’ meno su PC Windows) sia nel caso siate fan della saga, sia nel caso sia il vostro primo approccio a questa celebre serie di titoli dai toni tipicamente giapponesi.

Girl Power

Una delle caratteristiche che salta subito all’occhio è la presenza di una protagonista femminile. Velvet Crowe però non è la classica ragazza acqua e sapone, né tanto meno un personaggio costruito unicamente sui classici stereotipi giapponesi. Velvet è un demone, un Therion per essere precisi, un umano che si è tramutato in un essere in grado di assorbire l’essenza di altri demoni. Velvet però, all’inizio di Tales of Berseria, è una ragazza come tante, che si dà da fare per mantenere al sicuro il suo fratellino e per imparare a difendersi grazie agli insegnamenti di Artorius.

È proprio Artorius a tradire la sua fiducia e a dare il via agli eventi che causeranno la trasformazione di Velvet e un drastico cambiamento nel regno di Midgand. Velvet viene rinchiusa in una oscura prigione per tre anni, per essere successivamente liberata da Seres, una rappresentante della razza dei Malakim che si è liberata dal giogo di Artorius. I Malakim sono sostanzialmente degli spiriti sovrannaturali la cui volontà viene sigillata ed utilizzata dagli esseri umani a piacimento, una procedura resa possibile proprio dalla nefanda mossa di Artorius.

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Recensione Tales of Berseria – La “poco vestita” protagonista di Tales of Berseria a fianco di uno dei membri del gruppo che la accompagnerà nel corso delle avventure.

Durante la prigionia della protagonista il mondo è cambiato: gli esorcisti, capitanati da Artorius mantengono il regno sotto controllo, costituendo il classico trio “giudice, giuria e boia” in praticamente ogni circostanza. Ma questo poco importa a Velvet: l’unico obiettivo è la vendetta, è per conseguirlo sarà disposta a passare sopra i corpi di chiunque ostacolerà il suo cammino, sfruttando all’occorrenza chiunque si presti al raggiungimento del suo scopo. Di tanto in tanto il suo lato umano si paleserà , ma è il lato demoniaco a fare da padrone in quasi ogni situazione.

Già in occasione della sua fuga, Velvet attira a sé alcuni membri di quello che sarà poi il gruppo di avventurieri che controlleremo lungo buona parte del gioco. Un gruppo particolarmente colorato e colorito, apparentemente disgiunto, che si troverà ad accogliere sempre più membri e che dovrà affrontare un numero sempre maggiore di ostacoli. Non vogliamo svelarvi altro, ma rimane il fatto che al centro di tutto c’è una protagonista femminile davvero peculiare e per niente banale, che può essere considerata come un valore aggiunto al prodotto finale. D’altronde si tratta di un personaggio ideato da Mutsumi Inomata, un veterano della serie Tales of.

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Recensione Tales of Berseria – Uno screenshot di gruppo da cui però mancano alcuni degli altri personaggi che si uniranno a Velvet nel corso dell’avventura.

JRPG? Meglio Action JRPG!

Tales of Berseria vanta uno dei più semplici e allo stesso tempo uno dei più complessi sistemi di combattimento con cui abbiamo avuto a che fare. Si tratta di una variazione del classico Linear Motion Battle System, ovvero il sistema di battaglie tipico della serie di Bandai Namco, definita “Liberation-LMBS“. Ma ci sono così tante sfaccettature e così tante caratteristiche di cui tenere di conto che difficilmente è possibile descriverlo in poche righe.

Possiamo tranquillamente collocare Tales of Berseria nel genere dei JRPG, ma i combattimenti, che sfruttano un’interfaccia e una modalità di utilizzo diversa da quella prevista per le fasi di esplorazione, non sono a turni. Ogni battaglia si svolge in tempo reale, con il giocatore che controlla movimenti ed attacchi di Velvet o di uno degli altri membri della squadra a discrezione. Sarà possibile muoversi liberamente in un’arena solitamente caratterizzata da confini circolari, e sarà il giocatore stesso a decidere quale genere di attacco o arte assegnare ai 4 pulsanti del controller (questo su console, ovviamente). Ogni pulsante può ospitare una concatenazione di quattro diverse “abilità“, il che vuol dire che per attivarle tutte e quattro in sequenza è necessario premere quattro volte lo stesso pulsante. È però più complicato di quanto possa sembrare.

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Recensione Tales of Berseria – Il semplice sistema di combattimento di Berseria nasconde in realtà meccaniche piuttosto complesse.

Elemento chiave per l’utilizzo delle abilità assegnate ai pulsanti sono le anime, ovvero delle vere e proprie cariche che ogni personaggio utilizzerà per scatenare attacchi di vario genere. Si parte con 3 anime, e a seconda del loro utilizzo sarà possibile accumularle fino ad un massimo di cinque o utilizzarle, rendendo però in caso di terminazione delle stesse gli attacchi successivi più deboli e facilmente evitabili dagli avversari. Evitando di attaccare o di essere attaccati, sfruttando quindi la mobilità concessa dal campo di battaglia, si potranno in parte ricaricare.

Come se non bastasse Velvet può rivelare la sua vera natura in caso possieda 3 anime su 5 scatenando il suo braccio demoniaco in grado di lanciare palle di energia o di danneggiare ad area i nemici grazie alla sua particolare forma. Le cose sono ancora più complesse, visto che durante le battaglie si può cambiare personaggio, impostare le strategie degli altri controllati dalla CPU (o da altri giocatori, si può giocare in 4!) e addirittura sfruttare le riserve, consumando parte di un’altra barra di energia. Persino la forma alternativa di Velvet è più complicata di così, visto che salendo di livello continuerete a sbloccare nuove mosse e ad ottenere effetti sempre diversi.

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In realtà ci pare di aver descritto il sistema di combattimento in modo riduttivo: il tutorial previsto dal gioco è talmente lungo che viene proposto al giocatore non solo durante le fasi iniziali, ma anche dopo diverse ore di gioco. Tre tipologie di archi, combo di vario genere, decine e decine di mostri e avversari di vario genere con debolezze e punti di forza, oggetti da potenziare e da padroneggiare. Potreste addirittura sentirvi oberati dal numero di caratteristiche da scoprire e da padroneggiare!

Il Sacro Regno di Midgand

Parliamo un po’ anche del modo in cui il team di sviluppo ha strutturato il mondo di gioco e l’approccio ai combattimenti. Ci troveremo ad esplorare tantissime location del mondo di gioco, ognuna caratterizzata da condizioni atmosferiche, fauna e flora tipiche e cittadine in cui fare rifornimento o scovare quest primarie e secondarie da svolgere. Le missioni principali richiederanno la maggior parte delle volte l’esplorazione di dungeon o simili, ognuno dei quali vanterà strade multiple e ovviamente un gran numero di mostri. A tal proposito, proprio gli avversari saranno mostrati con i loro modelli tridimensionali direttamente nelle ambientazioni, e avvicinandoci troppo potremo attirarli in combattimento spostandoci nell’arena a cui facevamo cenno prima. Ognuno di essi nasconde però una squadra di mostri, non per forza composta unicamente dalla tipologia a cui siete andati incontro (o che vi ha assalito).

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Recensione Tales of Berseria – Rokurou è uno dei primi ad unirsi a Velvet. Si tratta di un personaggio misterioso, che riesce a suscitare il giusto grado di mistero e di simpatia.

Bisogna ammettere che la struttura dei dungeon non è il massimo dell’originalità. Le interazioni non sono un granché e spesso affrontare un dungeon consiste solo nel percorrere le stesse ambientazioni per svariati minuti fino a scovare l’uscita o l’obiettivo della quest. Se non altro alcuni di questi “percorsi” offrono diverse modalità di incontro con i nemici, ma niente di più. Anche le aree all’aperto da attraversare per raggiungere obiettivi, località o cittadine particolari sposano più o meno la stessa struttura: interazioni minime, mostri da affrontare, risorse da raccogliere e poco altro. Ci sono ovviamente ambientazioni leggermente più divertenti ed intriganti di altre, ma il punto di forza è da ricercarsi negli immediati e velocissimi combattimenti.

Le zone da esplorare, come vi abbiamo già fatto intendere, sono tantissime. Il giocatore potrà sfruttare una sorta di cartina del mondo per spostarsi tra le varie isole a bordo di un veliero pirata (il perché vi troverete a bordo è parte integrante della trama), e in alcuni casi sarà possibile sfruttare particolari pozioni o teletrasporti per evitare di ripercorrere a piedi zone più o meno vaste. A un certo punto sbloccherete anche una sorta di hoverboard che aumenterà la velocità di movimento e che vi permetterà di non affrontare i combattimenti più semplici. Un cenno anche al sistema di salvataggio. Giocando si notano dei particolari punti in cui è possibile salvare la partita, ma in realtà almeno su PS4 è anche possibile sfruttare i salvataggi rapidi in qualsiasi momento premendo il tasto option.

Che stile!

Tales of Berseria è un gioco giapponese in tutto e per tutto, e per tanto non è un prodotto adatto a chiunque. Non si tratta solo delle dinamiche di gioco, ma dell’essenza stessa del titolo. Le scene di intermezzo, o almeno le più importanti, sono realizzate dallo studio di animazione Ufotable in perfetto stile anime. Il design stesso dei personaggi, delle ambientazioni e delle creature di Midgand è tipico della cultura anime, così come le musiche (la colonna sonora è un tantino ripetitiva) e i dialoghi. I testi sono completamente tradotti in italiano, ma per quanto riguarda l’audio dovrete scegliere tra il doppiaggio inglese, di ottima fattura, e quello originale. Proprio il doppiaggio giapponese dona al titolo quell’ulteriore spinta che lo rende una sorta di gigantesco film d’animazione giapponese interattivo.

A contorno vi sono anche varie interazioni tra i membri del gruppo sotto forma di immagini statiche, come una sorta di manga in sovrimpressione da sfogliare, che vi permetteranno di assistere a simpatiche gag o anche di approfondire alcune tematiche e/o personaggi. Insomma, uno stile inconfondibile che gli utenti appassionati di questa cultura adoreranno alla follia. Se invece siete il genere di utenti più indirizzati verso prodotti tipicamente occidentali, potreste trovarlo piuttosto difficile da digerire.

8.3

Giudizio Finale

Recensione Tales of Berseria  Un cenno d’obbligo anche al comparto tecnico, purtroppo da non annoverare tra i punti di forza del titolo di Bandai Namco. Tales of Berseria è stato sviluppato su PlayStation 3 (in Giappone è disponibile anche per la vecchia console) e i limiti del motore grafico si notano sin da subito. Per quanto i personaggi risultino ben caratterizzati a livello visivo, le ambientazioni e anche alcuni effetti grafici usati durante i combattimenti appartengono palesemente ad una vecchia generazione di videogiochi. La grafica in un gioco però non è tutto.

Lo stile complessivo, nonostante i limiti imposti dal motore grafico e da alcune scelte stilistiche, è di ottima fattura, e il giocatore verrà presto ricompensato dall’incredibile e variegato sistema di combattimento e da una trama che ci mette un po’ a decollare ma che saprà regalare momenti unici e anche affrontare tematiche per niente banali. Tales of Berseria è di fatto un punto di partenza per nuovi e appassionanti capitoli della longeva saga, una saga più viva che mai che si spera continui a migliorarsi e a mantenere quella profondità che da sempre la caratterizza.

  • Tales of Berseria PS4 – Edizione Fisica – 69,19
  • Tales of Berseria PS4 – Collector’s Edition – 99€
  • Tales of Berseria PS4 – Edizione Digitale – 69,99€Demo Gratuita
  • Tales of Berseria PC – Steam – 49,99€
PRO CONTRO
  • Personaggi e trama
  • Sistema di combattimento con tantissime sfaccettature
  • Elevata longevità
  • Testi completamente tradotti in italiano
  • Comparto grafico attempato
  • Colonna sonora talvolta ripetitiva
  • Struttura dei dungeon poco convincente

Recensione Tales of Berseria – Screenshot

Recensione Tales of Berseria – Introduzione (con spoiler)