6.0

Tanzia – Da “cestone” a “cestino” è un attimo (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Tanzia – Ci fu un tempo in cui il cestone dell’ipermercato era un luogo di perdizione, di lussuriosi peccati. Quando ti trovavi dinanzi sfilze di videogiochi a soli due euro e novantanove centesimi non potevi non prenderne almeno un paio: e se oggi trovassimo Tanzia dentro a quel cestone, non ci meraviglieremmo affatto. Non per il prezzo, ma per la sua copertina, e – soprattutto – per ciò che contiene all’interno. Ecco la nostra recensione della versione Nintendo Switch, che non troverete all’ipermercato, bensì solo sui canali di distribuzione digitale.

Editore Arcanity
Sviluppatore Arcanity
Piattaforme Switch, PC Windows
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 19,99€

Dove sono i Tauren?

Come ogni buon gioco da cestone – con rispetto parlando, senza alcuna accezione negativa – , anche quello di Arcanity si ispira palesemente ad un esponente ben noto dell’industria. Ed infatti Tanzia deve molto a World of Warcraft. Il bello è che non è un gioco online, né tantomeno uno giocabile con un amico, comodamente sprofondati sul divano.

Tanzia vi cala nei panni di uno sciamano, il cui compito sarà quello di ritrovare il nonno scomparso, in un mondo fantasy completamente piegato al volere di un malvagio Re Scheletro. La storia viene dipinta con dei fumetti fatti a mano, i quali trasudano amatorialità da tutti i pori, ma anche del sincero amore per i giochi a basso budget di diverse generazioni fa, quelli che giravano su un singolo CD, sebbene il DVD fosse il formato più in voga. Non si prende troppo sul serio, ma non esagera con le battute o le stranezze, cercando di confezionare una trama piacevole nella sua semplicità.

Per quanto concerne l’aspetto ludico, Tanzia si configura esattamente come un qualsiasi MMORPG post-World of Warcraft, privato però della sua componente online. Dal selettore delle abilità nella cosiddetta “hotbar” alla struttura delle missioni, tutto sembra un omaggio alla gargantuesca creatura di Blizzard, da cui questo Tanzia estrapola le medesime regole dei combattimenti.

L’eroe, come accennavamo poc’anzi, abbraccia la classe dello sciamano, tradotta qui come quella di un semplice mago. Nel corso dell’avventura, i vari maestri vi insegneranno le magie elementali, ognuna caratterizzata da una spesa in mana e da un tempo di ricarica variabile. Le lotte dunque si svolgono con il classico sistema ad obiettivi, dove ci si aggancia a vicenda per poter scatenare un attacco, che poi genererà un numero fluttuante pari al danno inflitto. Si parla insomma di una meccanica vetusta, anche perché l’intelligenza artificiale che anima i nemici risulta a dir poco elementare, tanto da limitarsi a svolgere semplicissimi schemi comportamentali.

Vi sono missioni primarie e secondarie, sparse in territori abbastanza ampi che ospitano forzieri, boss, NPC desiderosi di raccontare annedoti, e anche venditori dai quali è possibile acquistare qualcosina, come armi, oggetti e armature, ma nulla di troppo complesso. Del resto, anche la personalizzazione lascia a desiderare: ogni volta che si sale di livello, il personaggio otterrà dei bonus automatici alle statistiche, e nulla più. Un vero peccato, considerando che la costruzione dell’eroe riveste un ruolo chiave nel divertimento di questo genere di titoli.

Tanzia, tuttavia, si dilunga per oltre dieci ore di attività, le quali rappresentano la quintessenza della nostalgia, nel caso in cui abbiate vissuto sulla pelle il fenomeno World of Warcraft: da missioni di scorta a quelle di uccisioni, da villaggi da depredare a oggetti da reperire, ogni “quest” fa l’occhiolino alla grammatica del MMORPG. E non si nasconde, lo fa consapevolmente, in un vortice amarcord che funzionerà, appunto, solo su chi lo ha assaporato ai tempi.

Chiude il cerchio una grafica senza dubbio funzionale al gioco, essendo graniticamente fluida, senza mai mostrare singhiozzi: d’altronde, la qualità di texture, animazioni e modellazione appartiene a più di un decennio fa, quindi ci saremmo meravigliati del contrario. Però tutto sommato svolge il suo dovere ed è piacevolmente colorata (come lo è World of Warcraft, no?), corredata da un discreto lavoro svolto nella schematizzazione dei controlli su Nintendo Switch. Il lato audio invece non riesce a superare la soglia del generico, anche se i motivetti ambientali si lasciano ascoltare volentieri.

6.0

Giudizio Finale

Recensione Tanzia Giudizio Finale – Se sentite il bisogno fisiologico di provare tra le dita quel feeling da MMORPG ma non avete il tempo da dedicarci né la voglia, forse Tanzia potrebbe fare al caso vostro. Non ha pretese, se non quella di offrire una piccola avventura d’altri tempi su una console recente e deliziosamente ibrida come Nintendo Switch, con tutti i limiti del caso.

PRO CONTRO
  • Nostalgico se avete vissuto l’esplosione del MMORPG…
  • Storia piacevole, nella sua semplicità
  • Fluido e colorato
  • … pur non essendo un gioco online
  • Personalizzazione del personaggio risicatissima
  • Meccaniche obsolete

Recensione Tanzia – Trailer

Recensione Tanzia – Screenshot