Tennis World Tour 2 ha tanto coraggio, ma è abbastanza? (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Tennis World Tour 2

Quando vidi per la prima volta Top Spin 4 nove anni fa, credevo che ormai si fosse raggiunta l’eccellenza dei videogiochi di tennis, e che da lì in poi avremmo avuto solo capolavori. Be’, mi sbagliavo. Ho immaginato a lungo come potesse essere uno di nuova generazione, una simulazione tennistica che fosse stratificata come altre discipline sportive, in grado di farci sentire la fatica nelle meccaniche e nell’espressività degli atleti. Purtroppo non è successo e non succederà ancora per un po’. Ecco la nostra recensione di Tennis World Tour 2.

Editore Nacon
Sviluppatore Big Ant Studios
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows | Nintendo Switch (15 ottobre)
Genere Tennis
Modalità di gioco Singolo Giocatore, Multigiocatore (Locale, Online)
Lingua Testi in Italiano

Dalla teoria…

Tennis World Tour 2 nasce dall’insuccesso di un predecessore sul quale sono piovute le più aspre critiche del settore. Nemmeno la riedizione uscita un anno dopo, la Roland-Garros Edition, è riuscita nell’intento di riaccenderlo. Eppure Nacon ha deciso di riprovarci, affidando lo sviluppo a Big Ant Studios, gli autori australiani del recente AO Tennis 2, mettendo quindi in panchina Breakpoint: è curioso notare come l’editore francese abbia ora ben due saghe di tennis nel suo catalogo, e sarà ancora più curioso sapere quale sarà il loro futuro.

In ogni caso, questo secondo capitolo va immediatamente a migliorare le animazioni, cioè la più grossa criticità segnalata nel predecessore. Le amplifica raddoppiandone di fatto il numero grazie al cambio di motore grafico. Le migliorie sono evidenti in special modo nelle animazioni di raccordo, che finalmente rendono i movimenti degli atleti più fluidi.

Le mani di Big Ant Studios si sentono poi nell’introduzione del tempismo per i colpi, ovverosia un sistema che separa i colpi precisi da quelli di potenza: i primi si effettuano semplicemente sfiorando il tasto del colpo, i secondi invece esigono che teniate premuto il pulsante desiderato per caricare la forza, per poi rilasciarlo nell’istante in cui si darebbe il rovescio, la smorzata o il diritto nella realtà.

La curva di apprendimento è ripida e l’accademia del tennis, dove appunto sono racchiuse le fasi di pratica, non danno tutti gli strumenti per digerire la formula. È necessario capire bene quando premere e rilasciare il relativo bottone del tiro, altrimenti la palla uscirà spesso dai perimetri del campo anche al livello di sfida più basso. È stato poi approfondito il servizio con una serie di indicatori puliti che consentono di direzionare la palla a proprio piacimento: si può osare o agire in sicurezza, come si preferisce.

Il sistema di carte ha poi ricevuto dei ribilanciamenti: è possibile equipaggiarne cinque, quattro attive e una passiva, per conferire bonus a voi o malus all’avversario, attivabili premendo la freccia direzionale corrispondente. Non abbiamo apprezzato il fatto che siano dei consumabili, e che debbano continuamente essere ricaricate spacchettando i pacchetti nel negozio, ma quantomeno aggiungono un po’ di pepe alla minestra.

… alla pratica

Malgrado le ovvie migliorie, Tennis World Tour 2 è edificato sulle medesime fondamenta del predecessore. L’aumento del numero di animazioni ha certamente giovato alla conduzione, rendendo più facile e godibile la lettura dell’avversario, così da rispondere in maniera efficace, eppure il gioco fatica ancora a riconoscere certe specifiche intenzioni del giocatore.

La formula continua a dare l’impressione come se si muovesse lungo un binario, come se lo scenario contempli solo determinati comportamenti. L’approccio simulativo richiede che vi muoviate in un modo preciso, questo è chiaro, ma alle volte l’atleta reagisce goffamente agli stimoli dei controlli, sporcando anche le animazioni. Ancora una volta viene premiata la staticità e l’osservazione degli indicatori, piuttosto che quella dei giocatori. Questo spinge a pensare nei limiti delle meccaniche e non invece al di fuori dello schema imposto dagli sviluppatori.

Quando si inizia a digerire il ritmo, però, Tennis World Tour 2 regala delle soddisfazioni. Dopo aver digerito l’eccessiva sensibilità degli indicatori e dell’analogico per  la direzione, il nuovo sistema offre una buona riproduzione dei colpi e azzeccare il tempismo sa come gratificare. I falli saranno all’ordine del giorno, soprattutto durante le prime partite, ma non dimenticate che, da questo seguito, potrete appellarvi alla moviola dell’Occhio di Falco (Hawk-Eye) per contestare alcuni colpi.

Contenuti

In prima linea nell’offerta contenutistica c’è la Carriera, rinnovata prima di tutto con un editor certamente più rifinito, ma lontano dall’essere perfetto. I volti lasciano a desiderare, ci sono poche opzioni per la corporatura e le modifiche ai tratti estetici non stupiscono per quantità, eppure adesso l’algoritmo riesce a fornire degli atleti diversi di match in match, che è poi il minimo indispensabile. La struttura presenta esibizioni, tornei e una manciata di minigiochi, ed è regolata da punti esperienza, nuovo equipaggiamento da acquistare e fatica da gestire. Insomma, nulla di troppo originale, tutto fornito in modalità già viste in passato, però svolge sufficientemente il suo lavoro: si può pure scegliere la lunghezza delle partite, tra ridotta e normale.

Il pacchetto è farcito con esibizioni e tornei, ma il Roland Garros è vincolato all’edizione speciale Ace Edition. Vi è tuttavia la modalità Tie Break Tens, spietata e veloce, perfetta per un match al cardiopalma. Sono poi stati inseriti i doppi, grandi assenti del predecessore, giocabili in locale e anche online, ma in un modo particolare: potrete affrontarli con un amico su una stessa console contro un altro avversario online e il suo amico seduto sul divano. Di conseguenza, niente compagni tramite invito o pescati attraverso matchmaking. In ogni caso funzionano bene, conferiscono varietà alla formula, e anche la stessa modalità online ha subito una revisione, sia nel codice di rete che nelle opzioni, con match veloci, personalizzati e campionati, con annessi obiettivi e ricompense.

Il cast invece, questa volta, arriva con ben trentotto atleti, due dei quali (Gustavo Kuerten e Marat Safin) legati alla prenotazione del gioco, con circa ventotto stadi, le cui superfici, condizioni climatiche e orari del giorno possono essere personalizzati.

Grafica

Sono evidenti anche i passi in avanti compiuti nella grafica, con degli stadi più ricchi di dettagli e una parte degli atleti senz’altro molto curata come Roger Federer, Rafael Nadal e Fabio Fognini. Ce ne sono molti altri che deludono le aspettative e, più in generale, lo scarto di cura che c’è tra i campioni e il resto, compresi quelli realizzati con l’editor, denota un prodotto ancora lontano dall’essere rifinito. La stessa cosa vale per le animazioni, aumentate di numero ma una fetta si perde nel robotico, cosa che sporca ulteriormente la resa visiva. Anche il pubblico è freddo e si è persa la telecronaca in italiano dell’originale, che tuttavia era scarna. Insomma, le migliorie sono palesi, ma questo non è senz’altro il look che dovrebbe avere un videogioco moderno.

6.5

Giudizio Finale

Tennis World Tour 2 migliora tutto del suo predecessore, ma sarebbe strano il contrario. La scommessa di Nacon ha prodotto un videogioco di tennis ancora immaturo, troppo vincolato ai suoi binari e talvolta incapace di leggere le intenzioni del giocatore. La formula è però ben più articolata, riesce a ritagliarsi i suoi momenti e l’offerta non è avara di ottimi spunti: sarà la terza la volta buona?

PRO CONTRO
  • Migliorie in tutto
  • Nuova formula basata sul tempismo
  • Discreta offerta di contenuti
  • Ancora macchinoso, su binari
  • Animazioni ancora singhiozzanti
  • Grafica altalenante

Trailer

Screenshot

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