8.0

Tetris Effect è il Tetris più bello di sempre (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Tetris Effect – Sì, Tetris Effect è davvero il Tetris come non l’avevate mai visto, sentito o provato prima d’ora. Ma diciamocelo chiaramente, senza peli sulla lingua: ne vale la pena? Vale la pena spendere una quarantina di euro per l’ennesima riproposizione del rompicapo di Pazitnov? Ecco la nostra recensione.

Editore Enhance, SIEE
Sviluppatore Monstars Inc. e Resonair
Piattaforme PS4, PSVR
Genere Rompicapo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 39,99€

Video Recensione Tetris Effect

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti da sessioni di gioco (no spoiler per gli scorci più belli) su PS4 Pro e PSVR.

Sindrome di Stendhal

Tetris: il solo scrivere queste sei lettere fa vibrare i vetri. È un pezzo di storia della cultura popolare, un rompicapo iconico assaporato su decine di piattaforme diverse (frigoferi inclusi, immagino) e in centinaia di salse diverse, tutte accomunate dai tetramini calanti e dalle gustose righe orizzontali.

Viene da chiedersi, lecitamente, cosa abbia Tetris Effect di differente, cosa faccia per distinguersi dall’app sul vostro smartphone. Be’, questa ennesima interpretazione è firmata da nientemeno che Tetsuya Mizuguchi, il mitico creatore di Rez e Child of Eden, entrambi capisaldi di un modo di fare il videogioco tutto particolare, che fonde interattività, musica e figure astratte per veicolare emozioni estasianti. E Tetris Effect è proprio questo, un rivistazione ipnotica, psichedelica, dove il tetramino diventa una nota, e dove lo scenario che abbraccia i blocchi di mattoncini assume un’importanza notevole.

Dunque, l’offerta si divide in due modalità principali. La prima si chiama Journey e propone ventisette livelli differenti sui quali mettersi alla prova. L’elemento di assoluto pregio risiede nel tema estetico che caratterizza ciascuno schema, determinato da suoni e musiche meravigliose scritte appossitamente per ogni scenario. Di fatto, però, è la conduzione a lasciare a bocca aperta, a rapire i sensi per porli a servizio del divertimento.

Il suono della rotazione dei tetramini si amalgama con il resto delle sonorità, così come l’effetto dei movimenti e della caduta. E quando la riga di blocchi è completa, i mattoni scompaiono e lo scenario reagisce, cambia, muta. In realtà tutto reagisce in base agli stimoli, alle azioni del giocatore. Se i primi livelli si arricchiscono di nuove figure man mano che il contatore di righe compiute sale, quelli più avanzati cambiano inquadratura, modificano lo scorcio, vi catapultano in aria, senza mai ostacolare la leggibilità del Tetris, che in Tetris Effect vanta una regola in più, la cosiddetta meccanica Zona. Quando il rispettivo indicatore si riempie al massimo eliminando le linee, basta premere il grilletto per entrare in uno stato di trance durante la quale i tetramini smettono di cadere.

Le righe completate in stato di Zona, tuttavia, si spostano in fondo alla griglia. In pratica si tratta di un ottimo modo per accumulare ulteriore punteggio, o per addolcire situazioni ostiche. Sono invece quattro le difficoltà selezionabili, di cui una indicata per i neofiti, che va a disattivare il game over. Una volta terminata la Journey, si sbloccherà una sezione denominata Teatro tramite la quale potrete godervi gli scenari dei livelli senza dover badare ai tetramini.

La seconda modalità, d’altro canto, si chiama Effect, ed è praticamente il piatto forte dell’esperienza, quello destinato ad alimentare la rigiocabilità verso mete ignote. Da qui potrete accedere a tutte le declinazioni possibili e immaginabili del puzzle geometrico, dalle maratone che vi spingono ad ottenere il miglior punteggio entro un certo limite di linee, alle partite veloci, grazie a cui è possibile scegliere il proprio livello preferito per giocare in tutta tranquilità. Vi sono anche eventi a tempo che invitano tutta la comunità a parteciparvi: in tal caso, i progressi degli utenti vengono combinati sotto un unico indicatore, il cui riempimento dona una ricompensa a tutti i partecipanti.

Il tema della sua prima settimana di vita aveva il nome di “Amante del Rischio” e spingeva i giocatori a partecipare ad alcune modalità nelle quali bisognava sopravvivere ad effetti casuali che ostacolavano la visuale, o dove l’obiettivo era quello di eliminare quanti più pezzi infetti possibili prima dello scadere del tempo. Di modalità se ne contano una decina, ciascuna per esigenze diverse, dal relax alla sfida, in base al vostro umore. Indipendentemente dall’attività svolta, alle volte sarete ricompensati attraverso dei nuovi avatar utili a mostrare al resto del mondo i vostri successi. Insomma, senza tirarla per le lunghe, Tetris Effect non brilla di certo per aver stravolto le regole del Tetris, ma di sicuro ha il grande merito di averlo illustrato come nessuno aveva fatto fino ad ora, perché dal punto di vista audiovisivo non ha rivali.

Tetris Effect è bellissimo da vedere, bellissimo da ascoltare, bellissimo da vivere, c’è poco di cui discutere. Dalle profondità marine all’immensità del cielo, ogni livello è un ecosistema a sé, un quadro che pulsa, che vive, ripieno di particellari splendidi e di modelli artisticamente singolari, ed è un enorme piacere osservarli e osservare come il tutto si evolve nel corso della partita. Volendo, nel caso lo vogliate, si può modificare l’angolo di visuale e la posizione della telecamera rispetto alla griglia, così da godersi un paesaggio più chiaro. Vi sono dunque ventisette schemi diversi, come accennavamo in apertura, ma ce ne vorrebbero di più, visto il prezzo di lancio che danza sui quaranta euro netti nella sola edizione digitale, esagerati in relazione all’offerta.

Ciò detto, la più grande delusione di Tetris Effect vige nella sua modalità VR, tanto decantata nella sua presentazione, quanto elementare nella messa in scena. Essere lì, circondati da quelle ambientazioni minimaliste, fa un certo effetto, questo dev’essere chiaro. Eppure, detto in parole povere, non è assolutamente un buon impiego della VR, perché non solo non vi è un uso concreto della tecnologia, ma non c’è nemmeno una visuale pulita come ci si aspetterebbe.

La profondità è dominata da una sfocatura che diminuisce il senso di presenza e di immersione, tanto è vero che talvolta sembra di essere davanti ad un grande schermo virtuale, e non al cospetto di un ambiente messo su a 360° con una propria spazialità. Ovviamente siamo felici dell’opzione e prendiamo atto dello sforzo di illustrare il gioco con il linguaggio della realtà virtuale: del resto, poter vivere il Tetris in soggettiva, sentire la musica addosso, essere accecati dai particellari, sono sensazioni comunque gradevoli. Malgrado quanto detto, senza una definizione adatta, semplicemente, si perde gran parte del fascino della VR.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Tetris Effect Giudizio Finale – Il genio di Aleksej Leonidovič Pažitnov e quello di Tetsuya Mizuguchi si intersecano per dare vita alla più bella espressione visiva del Tetris. Una sinestesia magnifica che pompa le vene ed esalta i sensi. Peccato che la modalità dedicata alla realtà virtuale debba sottostare ad una definizione meno pulita del previsto. E peccato per il prezzo di lancio.

PRO CONTRO
  • Giocabile su TV e in VR…
  • Il Tetris per tutti i gusti e le esigenze
  • Estasi visiva
  • Estasi musicale
  • … peccato che la realtà virtuale non sia stata sfruttata al meglio
  • Qualche livello in più sarebbe stato gradito
  • Prezzo di lancio salato

Recensione Tetris Effect – Trailer

Recensione Tetris Effect – Screenshot

  • Francesco Zanolini

    Bella recensione ma non sono d’accordo sulla questione VR.

    Se mi chiedeste se Tetris valga la VR, sarei obbligato (a malincuore) a rispondere di no.
    Ma allo stesso tempo il boost che la VR dona al gioco non è solo un orpello messo lì tanto per, ma un elemento che porta su di un altro livello l’intera esperienza.

    Giocatelo mezz’ora con la VR in testa (al netto di una definizione inferiore) e poi provatelo senza. Vi sembrerà di starvi lavando i piedi con le calze.