The Angry Birds Movie 2 VR: Under Pressure, aspettando il film (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione The Angry Birds Movie 2 VR: Under PressureAngry Birds sembra aver trovato un posto comodo nella realtà virtuale. Dopo Angry Birds VR: Isle of Pigs, gli uccelli di Rovio cambiano rotta per un titolo diverso dalla solita formula, confezionato dalle mani di XR Games: ecco la nostra recensione di The Angry Birds Movie 2 VR: Under Pressure.

Editore Rovio
Sviluppatore XR Games
Piattaforme PSVR
Genere Party game
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (locale)
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 29,99€

Uccelli in poppa

The Angry Birds Movie 2 VR: Under Pressure non fa mistero delle sue ispirazioni: da Overcooked a Catastronauts, le molteplici idee da videogioco collaborativo vengono estratte e mescolate in un party game su licenza a base di realtà virtuale, dedicato alla pellicola in arrivo nelle sale il 12 settembre.

I maialini e gli uccelli si vedono costretti ad allearsi contro un nemico comune, il misterioso Zeta dell’isola di ghiaccio: per batterlo, dovranno imbarcarsi con il sottomarino dei porcelli, sul quale il gioco prende vita. Essendo appunto un party game in VR, Under Pressure prevede l’utilizzo del visore e di quattro Dualshock: un partecipante indosserà il caschetto e impugnerà un controller, vestendo i panni del capitano del mezzo subacqueo, mentre, i restanti tre, faranno parte dell’equipaggio, impersonando un uccellino o un maiale, ciascuno personalizzabile con dei cappelli.

Il capitano, ovvero il giocatore VR, avrà la visuale del ponte e dell’oceano, e dovrà dare istruzioni al resto della ciurma, dando loro man forte con una fionda laser: ciascun membro invece può muoversi liberamente sulla plancia dipinta sulla televisione, posizionando tesori e munizioni sulle apposite caselle, buttando fuori gli esplosivi, aggiustando macchinari rotti e altre interazioni che si complicano man mano che si superano i livelli dell’avventura. Poiché l’equipaggio non ha la visuale dell’oceano, sarà compito del capitano descrivere le eventuali minacce, per poi richiedere vocalmente munizioni per distruggere gli ostacoli o ventose per raccogliere i tesori, anche perché alcuni oggetti non possono essere spostati con la fionda laser. Il capitano e l’equipaggio devono quindi lavorare insieme per prendere più ricchezze possibili, ed evitare che il sottomarino vada in frantumi subendo troppi danni.

Si crea dunque un dialogo continuo tra i giocatori, come in ogni buon party game cooperativo che si rispetti. L’alchimia funziona in virtù di un livello di difficoltà esponenziale capace di creare situazioni esilaranti, per un’esperienza praticamente per tutti. Si tratta però di un titolo dedicato esclusivamente al gioco in locale, in quanto la modalità in solitaria non solo ha poco senso di esistere, ma non riesce ad entusiasmare a causa di un bilanciamento ballerino: questo perché al giocatore viene data la possibilità di muovere sia la fionda che un membro dell’equipaggio, il cui controllo, però, è intercambiabile premendo un tasto, ma la vivacità del ritmo non permette di goderselo a pieno, dove tra l’altro si perde la magia instaurata dall’aspetto collaborativo: da soli infatti la difficoltà cresce a dismisura e presenta dei picchi di frustrazione, benché sia in grado di strappare qualche soddisfazione dopo averne assimilato le dinamiche, che, in solitaria, diventano ben presto troppo meccaniche. Il rischio ripetitività c’è data la natura elementare della formula e la ciclicità dei compiti, ma una parte del divertimento lo fanno le persone attorno a voi, ragione per la quale vi consigliamo di affrontarlo almeno con altri due amici.

L’offerta, tuttavia, accoglie una trentina di livelli, non troppi insomma, divisi tra principali, bonus e sfide, dai quali si guadagnano delle stelle in base alla propria performance, proprio come i precedenti capitoli. Il gioco non ripercorre la storia del film e, anzi, accenna al massimo un paio di scene tratte direttamente dalla pellicola, in lingua inglese, contestualizzando a malapena ciò che sta accadendo. La diversificazione risiede nell’ubicazione sempre diversa dei macchinari, su plance sempre più grandi, che rendono la vita difficile.

Concludendo, dal punto di vista audiovisivo, Under Pressure non brilla ma fa il suo dovere, presentando una definizione in VR abbastanza pulita con modelli colorati e vivaci, simili alle controparti animate, senza però sfoggiare la stessa cura nelle animazioni. Più che altro, è la presentazione a deludere un po’, in quanto la maggior parte dei dialoghi sono solo testuali e non hanno voce, con ambientazioni gradevoli ma meno ricche e dettagliate del previsto. Buono invece ciò che concerne l’audio, da cui sgorgano motivetti simpatici seppur un pelino ripetitivi, in una produzione che comunque viene a costare 29,99€, un prezzo più alto delle aspettative.

7.0

Giudizio Finale

Recensione The Angry Birds Movie 2 VR: Under Pressure – Giudizio Finale – The Angry Birds Movie 2 VR: Under Pressure è sicuramente un utilizzo di una licenza diverso dal solito, che ha prodotto un party game in realtà virtuale molto divertente e adatto a tutti, dove il caschetto dimostra ancora una volta di essere un grande veicolo di socialità, e di essere un promotore del gioco da divano. Non eccelle nei contenuti e tende a cadere nella ripetitività a causa della ciclicità dei compiti, contaminato pure da un prezzo più alto di quanto preventivato, ma, a conti fatti, è uno dei migliori titoli ibridi che sfruttano contemporaneamente il caschetto e il televisore per un’esperienza multigiocatore unica.

PRO CONTRO
  • Stimola dialogo e collaborazione
  • Sfida esponenziale
  • In quattro è uno spasso…
  • … e da soli perde gran parte del fascino
  • Ripetitivo alla lunga
  • Prezzo di lancio alto

Trailer

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