The Elder Scrolls Online: Elsweyr – Qualcuno ha detto DRAGHI? (recensione)

Lorenzo Delli

The Elder Scrolls Online: Elsweyr è la nuova espansione dell’enorme MMORPG di Zenimax Online Studios (Bethesda), un titolo su cui siamo tornati già svariate volte proprio per provare con mano tutte le aggiunte che il team di sviluppo ha curato nel corso degli ultimi anni. Elsweyr, così come Summerset, Morrowind e le altre espansioni, propone nuovi territori da esplorare, nuove storie da seguire, una classe nuova di zecca e tanto, tantissimo altro.

Ed esattamente come le altre espansioni, anche Elsweyr accoglie a braccia aperte chiunque voglia avvicinarsi al magico mondo di The Elder Scrolls Online. Acquistando ora il gioco e la nuova espansione potete di fatto creare un nuovo personaggio, magari proprio appartenente alla classe appena introdotta, e lanciarvi nella nuova avventura senza problemi di sorta. Il gioco si auto-bilancia proponendo sfide ad-hoc per il vostro livello senza mettervi in difficoltà più del dovuto. Questo anche per permettere ai giocatori veterani di lanciarsi subito nell’azione con il Negromante, la nuova classe a cui abbiamo appena fatto cenno.

LEGGI ANCHE: L’Amore ai tempi di Elder Scrolls Online

E non potevamo certo esimerci dal creare proprio un Negromante per iniziare questa nuova avventura, e quale razza scegliere se non quella dei khajiiti? Perché? Perché Elsweyr è la patria dei khajiiti. Spendiamo quindi qualche parola sull’ambientazione prima di tornare alla classe. La zona di Elsweyr è stata introdotta per la prima volta nell’universo di The Elder Scrolls con il capitolo The Elder Scrolls: Arena del lontano 1994. La patria dei khajiiti presenta una discreta varietà, grazie a praterie rigogliose, coltivazioni ma anche deserti ben poco ospitali e grandi città. La grandezza della nuova zona è simile a quella dell’isola di Summerset che abbiamo avuto modo di esplorare esattamente un anno fa. Elsweyr tra l’altro si presenta in modo molto diverso da Summerset: se l’isola dell’anno scorso ci accoglieva con una esplosione di colori e di natura, la nuova regione ci accoglie con colori più tenui, per certi versi più orientaleggianti e sicuramente più caldi.

Ben presto, aprendo la mappa di gioco della prima regione, noterete una particolarità: le frequenti apparizioni di icone a forma di testa di drago! Dobbiamo a questo punto fare un passo indietro. A febbraio con il DLC Wrathstone è cominciata la così detta Stagione del Drago, un’avventura annuale definita dagli sviluppatori come “interconnessa“. E in effetti l’avventura annuale coinvolge anche questa nuova espansione e la sua trama.

I draghi, oltre ad essere parte integrante della storia raccontata nell’espansione (che di fatto inizia proprio con l’attacco di un drago), saranno anche protagonisti di vari eventi globali che coinvolgeranno tutti i giocatori che si approcceranno al combattimento. E così, in compagnia del nostro nuovo Negromante, ci siamo trovati sin dai primi livelli a combattere fianco a fianco con i veterani del gioco con il comune scopo di abbattere i nemici più temibili dell’universo di The Elder Scrolls, cercando di scansare gli sciami di meteore, i soffi di fuoco e i FUS RO DAH in grado di ucciderci istantaneamente.

Ovviamente a livelli bassi non vi potete aspettare chissà che ricompense uccidendoli, ma guadagnerete comunque esperienza, e in generale il combattimento risulta davvero gratificante. Una vera esplosione di luci, magie e lavoro di gruppo, tutta l’essenza di un vero MMORPG sperimentabile sin dalle primissime ore di gioco. Come già detto poi i draghi sono anche alla base della trama del gioco, e proprio per via dei loro attacchi e dell’arrivo di una congrega ben poco amichevole di negromanti, vi troverete a viaggiare per la nuova regione in cerca di indizi. In tutto dovrebbero volerci circa 30 ore per completare la storia, niente male considerato che poi rimangono un bel po’ di attività che coinvolgono il così detto endgame.

Veniamo infine ai negromanti. Proprio i negromanti, come appena accennato, sono parte integrante dei problemi che affliggono la regione di Elsweyr. Scegliendo questa classe correte, tra virgolette, dei rischi. Si tratta ovviamente di una classe orientata alla magia, che sfrutta tre tipologie di incantesimi per fare danno dalla distanza, per evocare non-morti e altre apparizioni e anche per potenziare il proprio corpo (ci si può anche trasformare in un gigante di ossa). Di fatto però le magie legate alla negromanzia sono illegali in varie città dell’universo di The Elder Scrolls, comprese quelle di Elsweyr. Alcune magie che sbloccherete riporteranno proprio un’apposita dicitura per avvertirvi della loro illegalità all’interno di confini cittadini. Potreste poi trovare dei personaggi più diffidenti del solito nei vostri confronti.

Per essere un mago comunque il Negromante ha tutta una serie di skill che possono garantirgli la sopravvivenza anche cercando di affrontare buona parte dell’avventura in solitaria. In ogni caso, da bravo MMORPG, Elsweyr introduce anche tutta una serie di contenuti indirizzati al gioco di gruppo (tralasciando i già citati eventi globali). Ad esempio sono state introdotte una gran quantità di missioni Delve, dungeon affrontabili in solitaria o in gruppi da almeno due giocatori ognuno dei quali presenta almeno un boss da affrontare. Non mancano poi vari dungeon pubblici e un nuovo trial dedicato a 12 giocatori denominato Sunspire.

Per quanto riguarda il comparto tecnico ci sono i soliti pregi e difetti da elencare. In quanto a materiale relativo a dialoghi, lore e approfondimenti di varia natura anche Elsweyr non si fa mancare nulla. D’altronde stiamo parlando di un’avventura di 30 e più ore. Molti personaggi sono doppiati a livello professionale, proprio come una classica produzione tripla A. Sta di fatto che il gioco è unicamente disponibile in inglese, il classico ostacolo insormontabile per alcuni utenti, considerato anche che avrete un bel po’ di testo da leggere o da ascoltare. Il comparto grafico è il solito a cui siamo abituati. Alcuni scorci e soprattutto i combattimenti più concitati, quelli dove fioccano gli effetti di luce dettati dagli incantesimi e dalle abilità, sanno ancora sorprendere. Ma non vi aspettate che il tutto regga il confronto con alcune produzioni più moderne. La telecamera in prima persona (potete giocarlo anche in terza persona) aiuta però coinvolgendo maggiormente il giocatore.

Conclusioni

Che dire quindi di The Elder Scrolls: Elsweyr? A costo di scadere nel banale dobbiamo obbligatoriamente continuare a fare i complimenti a Bethesda per il suo voler continuare a supportare questo universo online fantasy che riesce ancora ad attirare milioni di giocatori (11, per la precisione) da tutto il mondo. E lo supporta non solo con “semplici” DLC, ma anche con espansioni in grado veramente di aggiungere un gran bel po’ di novità da godersi anche con relativa calma.

Come le precedenti espansioni si porta dietro pregi e difetti ma ciò nonostante, grazie all’incredibile lore di The Elder Scrolls, riesce a mantenere viva l’attenzione proponendo un mondo ancora vivo e pieno di novità. E gli appassionati di fantasy e giochi di ruolo proprio non dovrebbero sottrarsi da un’avventura che vede al centro di tutto una guerra epica contro decine e decine di draghi! Concludiamo raccomandandovi di  fare attenzione alle versioni disponibili. Per chi ha già i precedenti contenuti, Elsweyr è disponibile come upgrade digitale ad un prezzo inferiore. Chi si avvicina per la prima volta al mondo di The Elder Scrolls Online con una spesa unica può portarsi a casa il pacchetto completo. Maggiori informazioni sul sito ufficiale.

Trailer ESO: Elsweyr

Screenshot ESO: Elsweyr

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato.