Ma The Legend of Zelda: Skyward Sword HD vale davvero 60€?

Ma The Legend of Zelda: Skyward Sword HD vale davvero 60€?
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Quella che titola questo articolo è una delle domande più gettonate dalla presentazione di The Legend of Zelda: Skyward Sword HD: come può Nintendo mettere sul mercato un'edizione rimasterizzata di un videogioco uscito 10 anni fa, senza alcuna sostanziale modifica, e piazzarla a prezzo pieno? La risposta a questa domanda è in un'altra domanda: perché non dovrebbe, se ci sono gli estremi per farlo? 

Negli ultimi anni, Nintendo ci ha silenziosamente abituati alle rimasterizzazioni a prezzo pieno su Switch, prima con versioni Deluxe di titoli usciti su Wii U, cioè edizioni complete di DLC e chicche, e poi con The Legend of Zelda: Skyward Sword, sul quale è stata effettuata solo un'operazione di pulizia e adattamento.

Vale quindi la pena spendere 60€ per una remastered? La risposta è più complessa di quanto sembri: proviamo a darvela!

Perché Skyward Sword è importante

Checché se ne dica in giro, The Legend of Zelda: Skyward Sword è uno dei capitoli più importanti dell'epopea di Link e Zelda. Cronologicamente, si pone come il primo di tutti i videogiochi della saga. Non che sia indispensabile seguire un ordine, altroché, ma ogni appassionato, per completezza, dovrebbe averlo con sé, e chi vi si avvicina per la prima volta in assoluto si ritroverà davanti alle origini della storia.

All'epoca, subì delle critiche legate più che altro al suo sistema di controllo, basato sui motion control di Wii, lontano quindi dal modo classico in cui si usufruiva The Legend of Zelda.

Come se non bastasse, l'esperienza soffriva di lentezza, soffocata da dialoghi lenti e più consigli di quelli che invece sarebbero bastati, in un capitolo che, più di tutti, godeva di trama e filmati come non mai. C'era da aspettarselo che prima o poi Nintendo sarebbe intervenuta per riproporlo, ma in che modo?

Migliorie e ritocchi

Skyward Sword meritava una rimasterizzazione, perché piccoli miglioramenti potevano davvero renderlo nettamente più fruibile, rendendo giustizia ad una delle poche avventure di alto livello che sfruttavano (e sfruttano) a pieno i motion control. Come fare, dunque? Eliminando la necessità dei motion control. Bizzarro a dirsi, ma meno bizzarro sul campo, visto che lasciare la scelta al giocatore se usufruire o meno dello spazio per compiere dei fendenti ci è sembrata quella ideale, soprattutto in una console versatile come Switch.

Nintendo ha optato per due metodi di controllo: uno che esalta i Joy-Con, i quali sostituiscono egregiamente (e in modo naturale) il Wii Mote, rafforzando l'esperienza, l'altro invece affida il movimento dell'arma all'analogico destro. Questo perché i combattimenti sono direzionali e stimolano il giocatore a scovare la parte scoperta dell'avversario per infliggere danno. Si può poi muovere liberamente la telecamera semplicemente tenendo premuto uno dei tasti dorsali, accompagnando con l'analogico.

È stata inoltre introdotta la possibilità di velocizzare i testi dei dialoghi, così come certe battute tra i personaggi e la quantità (ridotta) dei consigli di Faih, lo spirito al fianco di Link, al quale donerà delle dritte sul da farsi. Questi tre elementi andavano ad appesantire un ritmo già generalmente più lento rispetto ad altri capitoli della saga, ma la versione HD si preoccupa di velocizzare il tutto.

Restauro, di nome e di fatto

Anche il comparto grafico ha subito dei miglioramenti a livello di pulizia, grazie all'alta risoluzione. I materiali non godono di vistosi cambiamenti, e soprattutto quelli ambientali ci ricordano costantemente di star giocando un titolo di dieci anni fa, anche se le calde tonalità sature fanno di tutto per illudere del contrario, malgrado una mole poligonale spigolosa.

Il risultato è un titolo comunque bello a vedersi, dalla direzione artistica non certamente incisiva come altri capitoli, ma pur sempre ispirata, spinta dai sessanta fotogrammi al secondo che, naturalmente, migliorano anche la giocabilità.

Ma quindi, li vale 60€?

La risposta razionale sarebbe di getto "no", ma di certo non è quella più indicata per tutti. Se non avete mai giocato ad un capitolo di The Legend of Zelda, su Switch potete trovare eventualmente sia Breath of the Wild, che Link's Awakening: il primo è per chi desidera vivere l'anima più avveniristica della serie, l'altro per buttarsi sul classico, essendo il rifacimento totale dell'episodio uscito su Game Boy.

Skyward Sword lo si apprezza per la sua natura sperimentale, per essersi divertito con i motion control e per averne fatto un punto nevralgico, pagandone però in parte le conseguenze. Anche se i Joy-Con sono più precisi e affidabili, è ancora necessario ricalibrarli costantemente: certo, lo si fa premendo un solo tasto, ma non per questo riteniamo sia il massimo della godibilità. Disattivando i motion control si perde una fetta dell'unicità dell'esperienza, che ne guadagna in fruibilità e comodità.

Tutto ciò, tuttavia, non basta a nascondere alcune magagne di un titolo che, seppur faccia dei sotterranei il suo cavallo di battaglia, che sono senz'altro tra i più articolati e ben disegnati dell'intera saga, abbia purtroppo delle parti riempitive che diluiscono un'avventura già di per sé molto longeva, che vi porterà via almeno una trentina di ore per essere completata.

Siamo certi che una cifra più appetibile (e giusta) avrebbe reso l'operazione più congrua allo sforzo produttivo, poco ma sicuro. Eppure, a costo di ripeterci, perché farlo? Perché ridurre il prezzo e dare la percezione che sia un lavoro minore, su un capitolo "minore", quando sei Nintendo, hai un nome potente come quello di The Legend of Zelda e puoi permettertelo, vista la situazione di Skyward Sword e l'attesa spasmodica per Breath of the Wild 2?

In ogni caso, questo è un bel gioco, una bella avventura, una di quelle che ci ricorda quanto ancora la linearità possa essere la scelta giusta, in questo mondo di open world. Al netto del prezzo di lancio salato (e che faticherà a vedere grossi ribassi) e delle problematiche segnalate, non possiamo fare altro che consigliarlo.

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