The Surge 2 – Ancora più viscerale, ancora più grosso! (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione The Surge 2The Surge era il soulslike in cui si potevano recidere gli arti dei nemici per sviluppare protesi per il proprio esoscheletro. The Surge 2, guarda caso, è la stessa cosa, solo più grande, più ricca, più matura. Ecco finalmente la nostra recensione completa.

Editore Focus Home Interactive
Sviluppatore Deck13 Interactive
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Gioco di ruolo d’azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 60,98€

Video Recensione The Surge 2

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro, impostati nella modalità Prestazioni, che spinge la fluidità ai sessanta fotogrammi al secondo, sacrificando la qualità dell’immagine.

Quel che è tuo, è mio

La probabilità che un fulmine colpisca un aereo è piuttosto bassa, ma bassa non significa nulla: una misteriosa tempesta infatti ha inghiottito l’aereo sul quale stava viaggiando il protagonista di The Surge 2, facendolo schiantare nei quartieri di Jericho City, una cittadina da cui sono stati evacuati buona parte dei suoi abitanti a causa della piaga delle nano-macchine. La fortuna non era dalla sua parte, insomma.

Dopo una piccola parentesi dedicata alla creazione dell’alter ego virtuale, l’avventura di Deck13 si apre con l’eroe appena risvegliato dallo stato comatoso in cui versava dopo lo schianto: a quanto pare, qualcuno lo ha aiutato a rimettersi in sesto, perché in fondo l’umanità non è ancora perduta. L’uscita dai laboratori medici coincide con l’invito di un’eclettica personalità religiosa a sopravvivere, e a visitare un ambiente urbano completamente diverso dal complesso claustrofobico della Creo, visto nel predecessore. Jericho City ricalca la classica città distopica dove i soldati applicano la legge marziale e i robot sono impazziti, mentre i pochi sopravvissuti cercano di aiutarsi a vicenda nella speranza che la normalità torni, prima o poi. La trama non brilla né per modalità di racconto, né per profondità: è ancora fumosa e di contorno, narrata perlopiù con registrazioni vocali sparse qua e là, nonostante vi siano dei personaggi secondari leggermente più interessanti se messi a confronto con quelli di The Surge, dotati anche di compiti collaterali, capaci di ampliare le almeno venti ore necessarie a portare a termine il filone principale, durante il quale verrete chiamati a risolvere questioni per conto di terzi.

Scendendo più nel dettaglio, come era lecito aspettarsi, The Surge 2 riprende la base del primo capitolo e va ad intervenire laddove peccava, ponendosi anche come un ottimo punto di partenza per chi non ne avesse mai sentito parlare. Anzitutto amplia la varietà delle possibili combinazioni di equipaggiamento, rinvigorendo il bacino di armi selezionabili a tal punto che già le prime battute mettono sul piatto una decina di modelli ben bilanciati tra loro: si va da protesi leggere a quelli pesanti, fino ad arrivare alle tipologie capaci di mutare forma durante l’esecuzione di una combo. La stessa cosa vale per gli arti, dove Deck13 ha apportato un lavoro di bilanciamento considerevole, distribuendo le parti in maniera oculata, ricompensando i più curiosi, oltre che gli impavidi.

La formula ovviamente è rimasta invariata, di chiara derivazione Souls. Il disegno dei livelli presenta aree interconnesse da scorciatoie piene zeppe di cattivoni, da trucidare con un sistema di combattimento regolato dalla stamina. Alla loro morte, lasciano cadere degli scarti tecnologici con cui è possibile sia potenziare l’equipaggiamento che aumentare il livello massimo di energia nucleare, che determina il numero di attrezzatura che potrete indossare: pezzi e abilità più performanti esigono più energia nucleare, proprio come la precedente avventura. Tuttavia, sono stati inseriti moltissimi nuovi impianti, ovvero le abilità passive, che allargano le opzioni di personalizzazione del personaggio. Salendo di livello poi si guadagnano anche dei punti statistica, distribuibili a proprio piacimento su salute, resistenza e batteria.

Tutte le operazioni di potenziamento dell’eroe possono essere effettuate prezzo le stazioni Medbay, che fungono da punto di controllo e fanno tornare in campo i nemici abbattuti, una volta utilizzate. La morte viene punita con la perdita di tutti gli scarti accumulati, recuperabili entro un certo limite di tempo, ma c’è una novità: rimanere vicino a loro fa gradualmente recuperare i punti vita, e, dopo averli raccolti, ripristinano l’intera barra vitale. Si tratta di una funzionalità utilissima durante i boss, in virtù del fatto che quei combattimenti si consumano in aree ristrette.

Per staccare poi un arto dal nemico, non bisogna fare altro che agganciarlo manualmente e colpirlo fino a che sia danneggiato, per poi reciderlo utilizzando un segmento di batteria, un indicatore che decade nel tempo e cresce combattendo, il quale può essere consumato anche per attivare gli iniettabili, utili per curarsi o attivare potenziatori. Sta al giocatore scegliere al volo cosa fare della batteria accumulata, una meccanica che dona un interessante strumento di sopravvivenza, senza dipendere dai consumabili: questi sono stati invece tramutati nei proiettili del drone, adesso ben più utile rispetto al passato, data la maggiore potenza di fuoco e le decine di bocche da fuoco equipaggiabili. Infine, la costruzione di oggetti è rimasta la medesima di The Surge: le parti recise donano schemi con cui è possibile realizzare nuove protesi, mentre quelle già ottenute lasciano dei materiali attraverso cui potrete potenziare l’attrezzatura.

La novità più determinante risiede poi nell’introduzione della parata direzionale, poiché il pulsante di guardia può essere accompagnato dalla levetta analogica per difendersi dal lato verso cui sta arrivando l’attacco avversario. Se la si fa con il giusto tempismo, il nemico vacillerà e potrà subire ingenti danni. Ovviamente quelli più potenti richiedono più di una parata direzionale prima che barcollino: da questo punto di vista, si nota un maggiore assortimento di avversari sin dai primi vagiti, a cui tuttavia l’intelligenza artificiale gioca talvolta brutti scherzi, facendoli incespicare in elementi dello scenario o spingendoli ad indietreggiare senza alcuna motivazione. A malincuore, dobbiamo anche segnalare che i boss non hanno subito dei miglioramenti tangibili, in quanto presentano perlopiù schemi d’attacco francamente poco interessanti, oltre che ripetitivi.

Quello che senz’altro abbiamo apprezzato di più è l’attenzione riservata nella stesura del ritmo, che educa il giocatore in modo non invasivo alle dinamiche che formano la struttura, un’impalcatura tutt’altro che passiva, ma ben lungi dall’essere proibitiva e ingiustamente spietata. In buona sostanza, le criticità più importanti sembrano essere state smussate a dovere e tutte le introduzioni applicate alla ricetta della prima incarnazione funzionano, tanto-ché risultano coerenti alla filosofia originale, quella di un soulslike ambientato nel futuro che fa delle parti innestabili il suo cavallo di battaglia.

Non mancano però dei dubbi, legati più che altro ad una questione visiva: sebbene si possa apprezzare una maggiore varietà di luoghi, aspetto sul quale il primo The Surge era carente, dobbiamo ammettere che la grafica è altalenante, in quanto inficiata da diversi problemi tecnici, dalle seghettature alla qualità dei materiali piuttosto sottotono. Lampanti sono le apparizioni improvvise di alcuni elementi a schermo, la lacerazione dell’immagine durante i cambi d’inquadratura, la poca definizione delle ombre e il ritardo nel caricamento delle texture, grane che sporcano un’atmosfera ancora capace di comunicare solitudine. Dobbiamo rimproverare la costruzione scenica di alcuni luoghi, alle volte generica, specie per quanto riguarda gli ambienti al chiuso. Si cambia scenario a cadenza regolare e il disegno dei livelli si mantiene abbastanza solido, eppure è l’estetica, o meglio, la cura al dettaglio ad essere carente, con zone talvolta davvero poco ispirate e poco particolareggiate.

Tra l’altro, la modalità grafica dedicata alla qualità migliora di poco la pulizia ma presenta problematiche di tearing, motivo per il quale preferiamo di gran lunga quella per le prestazioni, che quantomeno porta la fluidità a sessanta fotogrammi al secondo su PS4 Pro e Xbox One X. Indipendentemente dall’opzione scelta, la componente tecnica rimane un aspetto poco rifinito, persino meno curato del precedente capitolo: speriamo solo che l’aggiornamento previsto al lancio possa ripulirlo a dovere, perché al momento non siamo soddisfatti della trasposizione sulla console Sony. Quantomeno le animazioni che precedono le esecuzioni e i conseguenti impatti trasmettono sempre grandi gratificazioni, sebbene siano in parte recuperate dal predecessore e abbiamo qualche problema nella concatenazione. Nulla di particolare invece sul fronte audio: la musica è a malapena presente, mentre il doppiaggio risulta più credibile rispetto al passato.

Segnaliamo in chiusura la presenza di un’influenza di online asincrono, tramite la quale è possibile sia segnalare sul terreno delle indicazioni per gli altri giocatori, che vendicare quelli caduti uccidendo i loro assassini, contraddistinti da un segnalino. Un’altra simpatica chicca è quella legata agli stendardi: ogni utente ne potrà piazzare uno in zone difficili da trovare dopo averle raggiunte, la cui posizione sarà trasmessa nelle sessioni di altri giocatori casuali. Minore è il numero di utenti che in sessanta minuti riusciranno a trovare lo stendardo, maggiore sarà la ricompensa in scarti tecnologici. Non male come guizzo per incentivare l’esplorazione, anche se il ritrovamento degli stendardi dei rivali garantisce pochissimi scarti: sarebbe il caso di scalarli in base al livello di energia nucleare?

7.5

Giudizio Finale

Recensione The Surge 2 – Giudizio Finale – The Surge 2 arricchisce, migliora, bilancia e lima le idee del precedente capitolo. Confeziona così un’avventura godibile e ben cadenzata, a cui si deve rimproverare specialmente il comparto tecnico grezzo su console Sony. Anche l’estetica degli ambienti e la stesura dei boss non convince, ma sono i soli deterrenti di un altrimenti ottimo seguito, edificato attorno al piacere di esplorare e di recidere arti.

PRO CONTRO
  • Ottima l’intuizione della parata direzionale
  • Maggiore varietà di ambientazioni e nemici
  • Avventura ben ritmata, stimola la curiosità
  • Disegno dei livelli ancora solido…
  • … ma esteticamente spesso poco ispirato
  • Comparto tecnico grezzo su PS4 Pro
  • Piccole incertezze nell’intelligenza artificiale
  • Boss nuovamente sottotono

Trailer

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