The Wizards: Enhanced Edition – Er mago bianco e er mago nero (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione The Wizards: Enhanced Edition – Aspiranti maghi in lettura? Ne abbiamo? Nel caso The Mage’s Tale non vi fosse bastato, sappiate che c’è un’altra avventura a sfondo magico pronta per essere sviscerata sui vostri visori. Ecco la nostra recensione di The Wizards: Enhanced Edition, nella versione PSVR.

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Editore Carbon Studio
Sviluppatore Carbon Studio
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 24,99€ (digitale) | 30,98€ (fisico)

Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio

The Wizards denota anzitutto una lodevole conoscenza della realtà virtuale. Non vuole tradurre pigramente un genere tradizionale nella VR, ma desidera farci fruire l’azione in un altro modo, in un modo nuovo. Nato nell’ambiente PC, la creatura della polacca Carbon Studio fonda le sue peculiarità sui gesti da attuare con le braccia e i polsi per formulare gli incantesimi, un qualcosa di impensabile nei videogiochi sul semplice schermo piatto. Come se non bastasse, farcisce il tutto con una marea di impostazioni per la personalizzazione dell’esperienza: dalla vignettatura anti-chinetosi alla velocità di movimento e di rotazione, dalla possibilità di giocare seduti o in piedi ad altezza variabile ai comodi avvisi di perdita di tracciamento, in pratica ogni opzione è al suo posto.

Ci si muove nelle aree virtuali con l’accoppiata composta dai teletrasporti e dallo spostamento libero, una miscela alla quale tutti dovrebbero ispirarsi. Il Move sinistro diventa una sorta di analogico, ed infatti la direzione la si sceglie inclinando naturalmente la periferica. Una soluzione adottata da diversi titoli ormai, e che possiamo considerare grammatica, almeno fino a quando non avremo una versione aggiornata di questi controller divenuti obsoleti.

Riflessioni a parte, The Wizards si configura come un classico gioco d’azione, ma non disdegna un pelino di esplorazione qua e là. Eccetto quelli contro i boss, i livelli, una decina in tutto, sposano una struttura abbastanza simile: trattasi di stanze incollate tra loro con piccole interazioni ambientali, nulla che possa davvero mettere alla prova la vostra materia grigia, se non si considerano i circa due o tre enigmi presenti. La parte centrale nonché migliore della produzione, l’avrete intuito, risiede nei già citati gesti per l’esecuzione delle magie. Si ruota il polso per generare una palla di fuoco, si stende il braccio sinistro dall’esterno verso l’interno per creare uno scudo etereo, e così via: il grimorio ospita sei incantesimi diversi, tutti meravigliosi e soprattutto utili nell’economia delle lotte, il cui bestiario accoglie perlopiù goblin e orchi, direttamente dal canonico immaginario fantasy. Purtroppo gli schemi d’attacco sono abbastanza piatti e l’assortimento degli avversari non brilla come avrebbe dovuto: eccezion fatta per un paio di tipologie, questi si limitano a venirvi addosso e poco più, senza stimolare e incentivare l’utilizzo di una magia specifica.

Nonostante le limitazioni dettate dalla coppia di Move, il sistema di gesti si dimostra fin da subito preciso, affidabile e intuitivo nella maggior parte delle occasioni. Qualche volta sembra tentennare, ma stiamo parlando di casi sporadici, legati più che altro alla freneticità dei combattimenti, durante i quali i movimenti troppo veloci delle braccia potrebbero mettere in difficoltà il riconoscimento dei gesti.

Il canovaccio delle missioni, pur presentando un’impalcatura affine, cerca di diversificarsi con trappole e un paio di altre idee in più gettate nel calderone. Intuizioni timide, ma che mantengono sveglio l’interesse per tutta la durata dell’avventura, che si attesta nell’ordine delle tre, massimo quattro ore. C’è da dire che il viaggio purtroppo perde la meraviglia troppo presto: si contano solo sei incantesimi e si acquisiscono piuttosto in fretta. Il sistema di crescita, collegato al punteggio ottenuto nei vari livelli, prova a rinfrescare le varie magie con alcuni modificatori parecchio interessanti, ma si tratta di una piccola manciata di extra essenziali. Peccato, perché il sistema di gesti fa trasparire enormi potenzialità.

A parte la modalità storia tutto sommato breve, coadiuvata da collezionabili e classifiche, vi è anche un’arena, slegata dalla campagna, dove bisognerà resistere ad ondate di nemici senza rimetterci la pelle. L’offerta accoglie tre aree, diverse tra loro, con obiettivi unici: in una missione dovrete proteggere i cristalli, in un’altra distruggerli, e in un’altra ancora sarà necessario proteggere un villaggio stando fermi in un punto. Strana la scelta di separare i sistemi di crescita del personaggio della modalità storia e arena, sebbene siano identici. In ogni caso è una discreta aggiunta per rimpolpare la longevità, che trova nelle “carte del fato” la principale fonte di rigiocabilità: si tratta di variabili che modificano la difficoltà della partita e moltiplicano o riducono il punteggio di conseguenza. I valori modificabili non spiccano in quanto a varietà, ma la loro presenza farà di sicuro la gioia di chi vorrà scalare la classifiche.

Buono invece il lavoro svolto sulla grafica, specie se consideriamo che siamo davanti ad una trasposizione da PC, tra le migliori in termini di fedeltà visiva e di funzionalità. A quanto pare, il supporto a PS4 Pro non è implementato e probabilmente arriverà in futuro, eppure l’immagine risulta definita e piacevole, caratterizzata da orizzonti notevoli che donano vastità alle arene. Gli artifici non mancano, dalle texture in bassa risoluzione ad alcuni pop-up evidenti, senza contare le animazioni dei nemici non sempre fluide come vorremmo, tuttavia siamo rimasti piacevolmente colpiti dal quadro visivo. Il comparto audio, d’altra parte, è altalenante: se l’effettistica ambientale fa il suo lavoro, con l’accoppiata di un narratore pronto ad accompagnare il giocatore nei meandri della produzione indipendente polacca, il commento musicale non riesce ad emergere e rimane troppo in secondo piano, senza mai ritagliarsi momenti di gloria. Peccato, perché le battaglie contro i boss meritavano musiche degne di tale nome.

7.5

Giudizio Finale

Recensione The Wizards: Enhanced Edition – Giudizio Finale – The Wizards: Enhanced Edition merita un posto sulla vostra libreria, che sia questa digitale o fisica non ha importanza. La formulazione degli incantesimi tramite i gesti è fantastica e deve essere coltivata per titoli futuri: perché quello di Carbon Studios è un grosso e divertente preludio di un’avventura più grande e complessa che non esiste ancora.

PRO CONTRO
  • Il sistema di gesti per le magie è innovativo e gratificante…
  • Denota grande conoscenza della VR, tra una marea di opzioni e ottimi controlli
  • Grafica gradevole, comunica grandezza
  • … ma gli incantesimi tutto sommato sono pochi
  • L’avventura termina in fretta
  • Commento musicale debole

Trailer

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