6.0

Theseus – Un mito italiano, su realtà virtuale (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Theseus – Theseus è un gioco importante. È un gioco importante perché non solo proviene da mani e menti italiane, ma è anche un progetto studiato interamente per la realtà virtuale. Non si tratta del solito sparatutto su binari: Theseus abbraccia il genere avventuroso, e lo fa utilizzando una prospettiva in terza persona, a differenza della stragrande maggioranza dei prodotti VR. Siamo davanti ad un titolo coraggioso, dove dietro c’è della ricerca stilistica notevole e della chiara voglia di fare qualcosa di nuovo, fresco, originale. Ecco la nostra recensione.

Editore Forge Reply
Sviluppatore Forge Reply
Piattaforme PSVR, altre in seguito
Genere Avventura, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Theseus

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PSVR.

Quando non c’era Google Maps

Theseus racconta una rivisitazione oscura e tenebrosa del mito del Minotauro nel labirinto, una vicenda dipinta sotto la lente della realtà virtuale. Mentre nella leggenda originale si vedeva un Teseo consapevole di sé, tanto da entrare nel labirinto di sua spontanea volontà, nel videogioco impersoniamo un guerriero ferito, smarrito e senza il dono della parola, di zeldiana memoria per intenderci, che si risveglia nel bel mezzo di un posto misterioso e ostile, dal quale dovrà scappare.

Nessun gomitolo di Arianna vi aiuterà nel ritrovamento della retta via, bensì sarà la sua voce a guidarvi in quelle che sembrano delle rovine di un posto dimenticato dall’uomo.

La telecamera ibrida, per mezzo della quale l’azione viene gestita, vive di una chiarezza espositiva invidiabile, priva di potenziali momenti di chinetosi. Le soluzioni vertono su visuali statiche su punti fissi, che cambiano non appena il personaggio supera l’inquadratura, ad altre in cui la camera si sposta alle spalle del protagonista, seguendolo mentre avanza nei corridoi del labirinto. Ci sarebbe piaciuto, sempre per un fattore di coinvolgimento, se fosse stata implementata una visuale in soggettiva in prossimità e durante l’attraversamento dei cunicoli, o comunque degli spazi ristretti, così da offrire un maggiore senso di “soffocamento”.

Fatta questa premessa, possiamo parlare della materia di dibattito più calda sin dall’annuncio del titolo in questione, ovvero le meccaniche di gioco che sorreggono l’avventura. Lo studio aveva espresso il desiderio di non rovinarvi la sorpresa in alcun modo, cercando di rivelarvi il giusto senza strafare, e noi cercheremo di rispettare il loro volere.

In pratica stiamo parlando di un gioco d’azione e avventura che più classico non si può, dove il ruolo della realtà virtuale è limitato ad una prospettiva diversa, che, in ogni caso, garantisce una freschezza unica al prodotto.

Le fasi interattive si focalizzano principalmente su sequenze nelle quali si cammina e si scala qualche parete, tra situazioni costruite appositamente per farvi ammirare i dintorni e le splendide ambientazioni realizzate dagli artisti di Forge Reply, autori del sorprendente Joe Dever’s Lone Wolf. La definizione dell’immagine paga le conseguenze della presenza delle solite seghettature di troppo: ciononostante, siamo rimasti folgorati dalla splendida direzione artistica, che ha davvero pochi rivali tra i titoli PSVR.

L’avventura è estremamente lineare e guidata, e perdersi è impossibile: si salta e si scavalcano ostacoli premendo un pulsante solo in prossimità di essi, con Teseo che li supererà in automatico. Il nostro alter ego virtuale, però, dispone di due armi, la torcia e la spada, con cui potrà difendersi dai servi del Minotauro, una schiera di ragni a dir poco viscidi.

Il sistema di combattimento purtroppo risulta essere approssimativo, e si basa sull’utilizzo simultaneo di torcia e spada: la prima serve a spaventare gli aracnidi, mentre l’altra la utilizzerete per porre fine alle loro sofferenze non appena mostreranno un segno di debolezza. In realtà, per risolvere ogni battaglia, basta avvicinarsi e menare la fiaccola allo scopo di dare fuoco ai nemici, in maniera tale da terminarli con un solo colpo di spada. Le collisioni sono calcolate in modo impreciso, manca un senso di fisicità negli attacchi, e, in definitiva, superata la sorpresa iniziale, le lotte non destano più interesse.

D’altro canto, Theseus splende davvero proprio quando il Minotauro entra in campo, un mostro la cui caratterizzazione lascia letteralmente a bocca aperta, e vederlo così grande, così reale vicino a noi, è una sensazione indescrivibile a parole.

Detto questo, dobbiamo sottolineare che il problema principale dell’ultima fatica di Forge Reply è che si conclude nel giro di poco più di un’ora, di cui larga parte passata a essere spettatori passivi di luoghi nei quali, in pratica, si fa poco o niente: una durata complessiva che stona in relazione al probabile prezzo di lancio di 19,99€.

Mancano all’appello dei veri e propri enigmi, e le interazioni ambientali sono circoscritte a qualche leva da attivare con la propria spada. Le situazioni ben realizzate presenziano e sorprendono, più dal punto di vista estetico ed emotivo che nella giocabilità vera e propria, ma si contano sulle dita di una mano. C’è una narrazione che si snoda in una serie di dialoghi unilaterali, veicolati tramite sussurri enigmatici dello spirito di Arianna, un metodo semplice ma efficace, che ci ha ricordato il tratto delle opere di Fumito Ueda, come ICO, Shadow of the Colossus o The Last Guardian. Peccato che il viaggio sia troppo breve e in un certo senso astratto, e non bastano un paio di trofei aggiuntivi, mirati ad alimentare la rigiocabilità, a completare un’esperienza che, semplicemente, non riesce a concretizzarsi come dovrebbe.

6.0

Giudizio Finale

Recensione Theseus Giudizio Finale – Theseus è un prodotto che va capito, prima di essere giocato. Di esperimenti del genere ce ne sono pochi su PSVR, e questo gli va senz’altro riconosciuto, eppure il ristretto coinvolgimento della realtà virtuale, incentrato solo e soltanto sulla prospettiva diversa, andrebbe compensato con una maggiore sostanza. In fin dei conti, Forge Reply ha confezionato un’avventura che vale la pena vivere, nonostante tutti i limiti e le criticità: siamo sulla strada giusta, ma la meta è ancora lontana.

PRO CONTRO
  • Terza persona ben contestualizzata su VR
  • Direzione artistica evocativa
  • Il Minotauro e le scene a lui legate lasciano senza fiato
  • Davvero troppo breve
  • Sistema di combattimento semplicistico
  • Interazione ai minimi termini

Recensione Theseus – Trailer

Recensione Theseus – Screenshot