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Thronebreaker: The Witcher Tales, CD PROJEKT ci insegna come arricchire un gioco di carte (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Thronebreaker: The Witcher TalesThe Witcher 3: Wild Hunt usciva oramai più di 3 anni fa. Le varie espansioni hanno solo in parte colmato il vuoto lasciato da uno dei migliori RPG degli ultimi anni (se non di sempre). Proprio questo mese però arriva sugli scaffali virtuali di GOG una nuova avventura ambientata proprio nell’universo di The Witcher. Si tratta di un prodotto molto particolare ispirato a GWENT, il mini-gioco, si fa per dire, integrato all’interno di The Witcher 3 che nel corso dell’ultimo anno è divenuto un gioco a sé stante particolarmente apprezzato e con un certo seguito.

In sostanza Thronebreaker: The Witcher Tales è la versione singolo giocatore di GWENT, che esce proprio in contemporanea con la pubblicazione della versione definitiva di GWENT. E a differenza di quest’ultimo si tratta di un prodotto a pagamento che, tra le altre cose, vanta anche una discreta longevità e meccaniche tipiche dei giochi di avventura e dei gestionali. Un tentativo riuscito di arricchire la normale impalcatura dei giochi di carte collezionabili rendendoli più appetibili anche a chi preferisce esperienze singolo giocatore? Scopritelo nella nostra recensione di Thronebreaker: The Witcher Tales!

Editore CD PROJEKT RED
Sviluppatore CD PROJEKT RED
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Carte collezionabili / Avventura
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 25,89€ (GOG.com)

Video Recensione Thronebreaker: The Witcher Tales

La nostra video recensione di  Thronebreaker: The Witcher Tales è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC (Alienware 13 R3) e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Nostalgia di The Witcher?

Thronebreaker: The Witcher Tales, come accennato, non è solo un gioco di carte collezionabili: è un’avventura con dialoghi e scelte, è un gestionale, è un puzzle game, ed è anche un’ottima scusa per calarci nuovamente nell’universo di The Witcher. Alla sua realizzazione hanno infatti lavorato alcuni degli sviluppatori coinvolti in The Witcher 3, e non pensiate che si tratti di un’esperienza breve e poco incisiva. Il gioco segue le gesta di Meve, veterana di guerra nonché regina dei due reami del nord, Lyria e Rivia (ring any bells?). Meve, in vista dell’imminente invasione dei nilfgaardiani, dovrà entrare nuovamente in guerra per salvaguardare i suoi regni. Per introdurci alle vicende però, inizialmente avremo a che fare con una strana banda di banditi mascherati e con la classica apparizione di mostri e creature attirate dai cadaveri che, in un altro contesto, avrebbero richiesto l’intervento di un witcher.

E il gioco ci mette proprio nei panni di Meve, facendocela spostare fisicamente per la mappa di gioco, come se avessimo a che fare con uno strategico o con un gioco di ruolo isometrico. Le interazioni con le ambientazioni di gioco sono minime: ci si sposta, si raccolgono le risorse sparse per il territorio e si interagisce con eventuali punti di interesse o con persone con cui dialogare. In questi ultimi due casi entrano in gioco vari meccanismi: ci sarà richiesto di scegliere quali linee di dialogo far pronunciare a Meve, quali azioni intraprendere in casi particolari (contadini in difficoltà, rivolte popolari e tanto altro) e se intervenire direttamente con la forza. E qui entrano in gioco le meccaniche di GWENT.

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Ora, a differenza di GWENT, il mazzo che andremo ad usare, che si espanderà lungo la storia grazie a dinamiche gestionali, sarà ovviamente incentrato sulle forze umane a disposizione della regina. Ci saranno anche eroi specifici, solitamente consiglieri o generali delle forze di Meve, e anche accessori che la stessa regina porta in battaglia. I nostri avversari risponderanno invece con carte ogni volta (o quasi) diverse, e qui entrano in gioco anche le dinamiche da “puzzle game“, se così si possono definire. Alcuni eventi sulla mappa possono essere risolti risolvendo partite abbreviate con regole specifiche, partite che richiedono una certa elasticità mentale e talvolta anche un bel po’ di tentativi. Le battaglie classiche invece sono strutturate appunto come GWENT: 3 round, vince chi si porta a casa 2 round, e dinamiche di gioco diverse da quelle dei classici giochi di carte collezionabili. Se non ci avete mai giocato abbiamo un consiglio per voi: il download di GWENT è gratuito, prima di acquistare Thronebreaker provatelo, anche solo per capire se le meccaniche fanno al caso vostro. È un gioco che richiede strategia, pazienza e una certa dose di ragionamento prima di ogni mossa, e anche in Thronebreaker potrebbe mettervi in difficoltà.

Rimane il fatto che, se siete anche solo minimamente appassionati di giochi di carte collezionabili, Thronebreaker vi guida per mano per le prime ore di gioco introducendovi a tutte le meccaniche di GWENT, risultando piacevole e divertente anche per chi ci si approccia per la prima volta.  Per chi invece si vuole godere la storia c’è anche una modalità semplificata che permette di saltare i combattimenti o i puzzle più ostici. Ma a proposito di collezionare, come si fa ad estendere il mazzo e a personalizzare un minimo lo stile di gioco? Come accennato ci sono delle meccaniche gestionali con cui avere a che fare: Meve dovrà gestire un accampamento, il punto di ritrovo delle sue truppe.

Raccogliendo le risorse sparse per il territorio (o quelle reclamate in caso di vittoria) potrete espandere e potenziare l’accampamento, sbloccando nuove carte (in tutto ce ne sono circa 250) da produrre e potenziando quelle attualmente a vostra disposizione. Uno dei punti di forza del titolo, che poi è lo stesso che caratterizza un gioco di carte collezionabili fatto con criterio, è il grado di sinergia che intercorre tra le carte a vostra disposizione. Vedere gli effetti sul campo di battaglia della concatenazione di più abilità dà una certa soddisfazione (e vi fa sentire maledettamente intelligenti). Anzi, per risolvere determinati puzzle potreste essere chiamati a modificare drasticamente il vostro mazzo (o la strategia con cui affrontate i round), in modo da favorire determinate combinazioni invece di altre. Dovrete quindi gestire le risorse a vostra disposizione in modo da produrre carte utili per risolvere determinati punti del gioco o più semplicemente per attuare particolari strategie consone al vostro stile.

A dirla tutta ci siamo divertiti quasi di più con le partite “puzzle” che con quelle standard, senza ovviamente nulla togliere a queste ultime. Alcune partite a GWENT possono essere vinte anche con un pizzico di fortuna, mentre con le versioni più accorciate e cervellotiche presenti in Thronebreaker dovete effettivamente spremere le meningi per riuscire a superare gli ostacoli. E hanno anche senso da un punto di vista stilistico: Meve controlla un esercito, e le partite più lunghe, con le regole classiche, sono destinate alle battaglie campali dove va impiegato tutto l’esercito. Le partite puzzle invece sono destinate ad eventi minori ed opzionali, quasi come fossero quest secondarie.

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Come accennato poi saremo chiamati di tanto in tanto a prendere decisioni e a scegliere quali linee di dialogo utilizzare. Non si tratta di un mero tentativo di rendere più dinamiche cutscene o dialoghi: il mondo di Thronebreaker si evolve a seconda delle vostre decisioni, e a detta degli sviluppatori ci sono 20 possibili “world end-states. Alcune carte potrebbero persino sparire dal mazzo in seguito alle vostre decisioni. Sommateci le circa 30 ore che sono richieste per portare a termine la campagna e arriverete a giustificare in men che non si dica il prezzo di lancio proposto che, per la cronaca, è pari a 25,89€. Giocando la campagna inoltre potrete sbloccare 20 nuove carte per GWENT, le loro versioni premium e altri bonus come avatar e titoli.

Non ci rimane che fare cenno al comparto tecnico prima di procedere con le conclusioni. Cominciando dal comparto audio, Thronebreaker è stato completamente tradotto in italiano, doppiaggio incluso. Tanto di cappello a CD Projekt RED che decide di investire in una nazione come la nostra spesso bistrattata da publisher ben più grandi di quello polacco. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora perfettamente cucita con i vari eventi che vivremo in gioco, ovviamente caratterizzata da toni epici e fantasy. Anche lato grafico Thronebreaker ha la sua da dire: la rappresentazione dei vari ambienti in cui si muove Meve è ricca di dettagli e vanta uno stile tutto suo. I campi di battaglia sono più caratteristici di quelli di GWENT e cambiano dinamicamente a seconda dell’ambientazione o della battaglia che stiamo affrontando.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Thronebreaker: The Witcher Tales Giudizio Finale – CD Projekt RED ha sfornato una piccola ed inattesa perla. Inattesa perché già GWENT: The Witcher Card Game, che vi ricordiamo esce dalla beta il 23 ottobre, è un gioco che ha tanto da dire anche se prevalentemente in ambito multigiocatore. Ciò nonostante, e nonostante tutti gli occhi siano attualmente puntati su Cyberpunk 2077, la società polacca ha deciso di realizzare un’esperienza singolo giocatore profonda, duratura, economica e, soprattutto, immersa in uno dei contesti fantasy più apprezzati degli ultimi anni. Non possiamo che consigliarvene l’acquisto, o almeno di dare fiducia alla versione online che potete scaricare e giocare gratuitamente.

PRO CONTRO
  • Completamente tradotto in italiano
  • Prezzo contenuto
  • Longevo e rigiocabile
  • I fan di The Witcher troveranno pane per i loro denti
  • Può rivelarsi ostico
  • Alla lunga può dimostrarsi un po’ ripetitivo

Recensione Thronebreaker – Screenshot