8.5

TO THE TOP è fantastico. Come raccontarvelo? (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione TO THE TOP – Come potremmo narrarvi della realtà virtuale senza che l’abbiate provata? E come potremmo descrivervi un gioco fantastico le cui immagini non dicono alcunchè? Forse mettendovi in guardia prima di parlarne, proprio come stiamo facendo ora. Ecco la nostra recensione di TO THE TOP, in maiuscolo: altrimenti gli sviluppatori s’arrabbiano.

Editore Panic Button, Electric Hat Games LLC.
Sviluppatore Electric Hat Games LLC.
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Azione, piattaforme, corse
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 24,99€ (PS4) 16,79€ (Steam)

L’unico limite è il cielo


In questa recensione le domande cominciano ad essere tante, il che è bizzarro: d’altronde, prima della pubblicazione del testo, non troveranno risposta. Messa da parte la sega mentale: vi è mai capitato di cambiare drasticamente opinione nel giro di una manciata di minuti? Col senno di poi è tutto più semplice, tutto più chiaro. Perché, al primo avvio, TO THE TOP spiazza – in negativo, s’intende.

Chiariamo: a onor del vero, senza mettere in mezzo gli assoluti, vi è un’alta probabilità che il gioco in questione non piaccia di primo acchito, se visto di sfuggita, preso alla leggera, senza aver condotto un minimo di approfondimento. Nel dettaglio, la stramba fatica di Electic Hat Games è sostanzialmente un gioco di piattaforme in soggettiva che elabora il parkour in chiave VR. Non ha nulla a che vedere con Sprint Vector, perché TO THE TOP non chiede dello sforzo fisico ai giocatori.

La cornice futuristica, infatti, vede protagoniste delle città protette dai Super Bot, creature cibernetiche pilotate da umani. Non a caso, il TO THE TOP è un programma d’allenamento che insegna ad utilizzare queste macchine nel migliore dei modi. Ciò detto, di questa premessa alquanto altisonante non vi è un riscontro tangibile nel gioco: la grafica della produzione è un’accozzaglia di forme astratte, mentre i livelli non brillano in quanto a carisma estetico. Sono schemi immersi nel più minimale dei minimalismi, ambientazioni dove si spazia da monumenti iconici a stanze di un infante, delimitati da una profondità dell’immagine nella media.

Benché la varietà dovrebbe esaltare, l’impatto visivo non evoca grandi emozioni, e, anzi, si ha l’impressione che i modelli siano solo dei placeholder, dei segnaposto per futuri elementi grafici davvero completi. Tolto questo inevitabile cavillo, che si manifesta più che altro quando si sta fermi (ovvero in rarissime occasioni), TO THE TOP esprime la sua reale essenza in movimento e nella grandiosa giocabilità, dalla quale sgorgano soddisfazioni enormi.

Lo scopo è semplice: superare il livello nel più breve tempo possibile, e nel modo più elegante possibile. Ogni schema dispone di cinque medaglie, tre delle quali ottenute superando il record temporale stabilito dal gioco. Le ultime due invece si ricevono raccogliendo i geomi: ne spicca uno dorato e segreto per missione, nascosto nei posti più impensabili, insieme ad una serie di quelli “normali”, messi in punti piuttosto visibili anche all’occhio meno attento.

La progressione si lega a doppio filo proprio con il numero di medaglie guadagnate, visto che l’accesso ai percorsi più complessi è bloccato proprio dall’acquisizione di un certo numero di queste deliziose monete celebrative, che, per altro, offrono anche personalizzazioni estetiche per il Super Bot. Di conseguenza, è praticamente obbligatorio affrontare almeno due volte gli stessi livelli, cercando prima di battere il cronometro, e poi di recuperare tutti i geomi, o viceversa. Avremmo comunque preferito di gran lunga che le missioni si sbloccassero in modo più naturale, semplicemente proseguendo schema dopo schema, senza quindi costringere i giocatori a rigiocare quelli precedenti più e più volte. D’altro canto, il sistema di controllo cucito da Electic Hat Games può essere adoperato sia con il Dualshock, che attraverso la coppia di PlayStation Move (caldamente consigliata): in entrambi i casi, la formula funziona alla grande, e si basa su un tipo molto particolare di teletrasporto.

In pratica, le uniche superfici sulle quali potrete teletrasportarvi brillano di un colore blu (non mancano supporti di tonalità differente, come quelli gialli distruttibili). Basta puntare e premere il grilletto per muoversi di punto in punto con una delle mani a disposizione, a vostra scelta, purché sia nella linea di tiro. La libertà, tuttavia, non solo emerge dalle tante vie dipinte di blu, che si intersecano con il percorso principale, ma anche e soprattutto dall’ovvia possibilità di saltare: mentre siete appesi ad un appiglio con entrambe le mani, è sufficiente rilasciare i grilletti per saltare nella direzione del proprio sguardo.

La suddetta meccanica, banale nella descrizione, diventa il motore del divertimento, in virtù del fatto che i balzi concatenati consentono di aumentare la velocità di movimento indipendentemente dal tipo di azione che si sta effettuando: scalare una parete, lanciarsi da un’altura, cambiare piattaforma al volo, mosse che, se eseguite senza fermarsi, vi rendono sempre più scattanti. Chiaramente, il rischio di sbagliare aumenta di conseguenza, e cadere in un dirupo, o finire in un punto in cui mancano le superfici blu, significa perdere preziosissimi secondi. Fortunatamente, ciascuno schema è colmo di punti di controllo, e basta premere un pulsante per tornare in campo.

Più passa il tempo, più si acquisisce dimestichezza di quel ciclo, di quei salti da comporre uno dopo l’altro che lasciano col fiato sospeso. Azzeccare la tempistica è il cuore di TO THE TOP, un cuore che pulsa e aggira intelligentemente le limitazioni della realtà virtuale tramite controlli semplici e un design dei livelli indubbiamente oculato, un binomio che sorregge e garantisce una rigiocabilità notevole. Oltre alle più di trentacinque missioni disponibili, spunta una modalità cooperativa online per mezzo della quale potrete affrontare un percorso qualsiasi con un’altra persona, anche attraverso matchmaking: di cose da fare, insomma, ce ne sono a bizzeffe.

Chiudiamo con una menzione d’onore al comparto musicale, composto da brani non originali che ben si sposano con il ritmo di gioco: niente adrenalina, solo musiche distensive graditissime, per nulla invadenti.

8.5

Giudizio Finale

Recensione TO THE TOP Giudizio Finale – TO THE TOP è una fantastica corsa contro il tempo dal fantastico sistema di controllo. Esteticamente non emana lo stesso estro esalato nella sua giocabilità, ma sfidare la lancetta sulla realtà virtuale non è mai stato così estasiante. Una grande sorpresa di metà anno.

PRO CONTRO
  • Originale, nell’idea e nelle sensazioni
  • Ottimo sistema di controllo
  • Incredibilmente gratificante
  • Una secchiata di livelli, pure rigiocabili
  • Visivamente troppo grezzo
  • Progressione forzata

Recensione TO THE TOP – Trailer

Recensione TO THE TOP – Screenshot