Touring Karts è il Mario Kart che punta in alto. Troppo in alto? (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Touring KartsIvanovich Games tenta il colpaccio: con Touring Karts, propone la sua idea di karting game a mentalità aperta, giocabile su schermo o realtà virtuale, da soli o in multigiocatore, usufruendo delle funzionalità del cross-platform su PC, console, visori e presto anche su Nintendo Switch e persino sulle piattaforme mobili. Niente male come ambizione da parte di uno studio indipendente: ecco la recensione della versione PlayStation.

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Editore Ivanovich Games
Sviluppatore Ivanovich Games
Piattaforme PSVR, PCVR, PS4, PC Windows | In arrivo su Nintendo Switch, Android, iOS
Genere Corse
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 19,99€

Direzione sbagliata?

Contenutisticamente parlando, Touring Karts non fa sconti e anzi, non si fa mancare proprio nulla, quantomeno sulla carta. Si parte con una modalità carriera che si dipana lungo centinaia di eventi non lineari, divisi a loro volta in tre difficoltà differenti. La progressione prevede il compimento di mini-missioni e l’accumulo di esperienza, donata ad ogni fine gara in base alla posizione raggiunta, grazie alla quale potrete sbloccare contenuti aggiuntivi, tra i quali nuove piste e nuovi bolidi. Non manca nemmeno il denaro come valuta, spendibile nel negozio per personalizzazioni estetiche minori o per sbloccare piste e auto in maniera diretta.

Trenta sono le auto disponibili, tutte ispirate bene o male a modelli esistenti, reinterpretati in chiave fumettosa e molto simili, se non identici, nella manovrabilità. Il sistema di guida è leggero, basato sulla derapata non centrica e sull’acquisizione di potenziamenti, che possono essere anche combinati raccogliendo più scatole alla volta: ad esempio, un pollo può essere super caricato recuperando la bevanda energetica, così sarà in grado di travolgere più avversari.

Come facilmente intuibile, dunque, Touring Karts non si discosta dalla canonica grammatica del karting game e preferisce stargli più vicino possibile. Quel che invece intende promulgare è la versatilità dell’esperienza, specie nei tanti sistemi di controllo supportati, dai volanti al Dualshock, fino ad arrivare al 3dRudder e alla coppia di PlayStation Move quando si gioca in VR. Bella poi l’intuizione delle visuali, le quali consentono di visualizzare la pista in prima o in terza persona, e persino da una sorta di riproduzione di un cabinato arcade.

Si evince che il gioco sia stato costruito con in mente la realtà virtuale soprattutto nell’utilizzo dei potenziamenti, i quali richiedono dei movimenti nello spazio per essere attivati: il cannone lo si usa mirando direttamente all’avversario, mentre la bevanda energetica va gustata simulando l’atto della bevuta. Purtroppo, senza questi accorgimenti interattivi, Touring Karts risulterebbe abbastanza semplicistico, motivo per cui andrebbe affrontato assolutamente in realtà virtuale, con l’esperienza su TV vista al massimo come complementare. Il problema è che mantiene sempre un aspetto a dir poco grezzo, non solo estetico ma anche ludico.

Durante le corse in pista, la fisica gioca brutti scherzi, anche se potreste accusare problemi differenti a seconda della periferica impugnata: il Dualshock sembra godere di aiuti eccessivamente pronunciati, mentre i Move risultano molto sensibili. Anche le collisioni destano dubbi, a partire dagli impatti fino ad arrivare ai potenziamenti, che talvolta causano una confusione a schermo tale da disorientare.

Peraltro, il disegno dei tracciati non esagera con la complessità anche per una questione legata probabilmente alla chinetosi. Le ventidue piste sono tutto sommato elementari nella struttura e sposano uno stile piuttosto anonimo. Malgrado ciascuna sia ambientata in un paese differente, non presentano differenze pronunciate. L’unica nota di merito va ai giganteschi personaggi a bordo pista, pronti a scagliare oggetti per mettervi i bastoni tra le ruote: per carità, sono poveri di carattere, ma vederli muoversi in VR dà un senso di grande scala al tutto, sebbene non ci sia mai davvero una sorpresa nell’estetica. Delude anche l’assenza di modalità differenti, oltre alla canonica gara, quando si sarebbe potuto azzardare qualcosa in più nella diversità delle regole, che invece troviamo nel multigiocatore.

L’online, nel dettaglio, è diviso in tre macro-categorie alimentate dal cross-platform, un elemento che garantisce un buon numero di giocatori da accoppiare, senza che dobbiate sorbirvi lunghe attese: potete lanciarvi nel matchmaking, avviare una partita privata o scegliere il campionato del giorno, mentre un ampio schema prende traccia dei vostri progressi in ogni pista online. Peccato non si possa giocare in più persone su una stessa console, a schermo condiviso: emerge però una modalità veloce all’interno della quale troverete tutto sbloccato, dalle piste alle vetture.

Parlando della grafica, Touring Karts vacilla nella mediocrità, con una pulizia a schermo passabile su PSVR/PS4 Pro: le superfici vanno poco oltre ai materiali in tinta unita, mentre la mole poligonale appartiene a ere passate. È assolutamente fuori tempo massimo se lo si gioca su schermo piatto, con problemi nel bilanciamento dell’HDR che speriamo vengano risolti al più presto. Stessa cosa vale per l’audio, a dir poco generico sia nelle musiche che negli effetti.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Touring Karts – Giudizio Finale – Touring Karts sfoggia senz’altro ambizione, talmente grande da rischiare di essere schiacciato da essa. È troppa la carne al fuoco per essere cotta a puntino: quel che ne viene fuori è un gioco di corse su kart poco più che sufficiente, ricco di contenuti ma poco densi di cura, pieno di modi di giocare differenti ma pochi davvero fruibili. La buona volontà degli sviluppatori la si nota nei frequenti aggiornamenti: per adesso, tuttavia, il karting game di Ivanovich Games non rispecchia ancora i suoi desideri.

PRO CONTRO
  • Grande versatilità dell’esperienza…
  • Piuttosto completo nei contenuti
  • Progressione piena di ricompense
  • … ma senza il visore perde troppo fascino
  • Grafica al più passabile
  • Grezzo in molti aspetti

Trailer

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