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Transpose – Il tempo non ha significato (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Transpose – E se potessimo creare echi di noi stessi? Se potessimo interagire con le nostre versioni passate? Cosa diremmo? Anzi, cosa faremmo? E perché questa recensione sta diventando un monologo esistenziale? Se volete, ne parliamo prossimamente davanti ad una buona birra o ad un succo di mirtillo biologico, a vostra completa discrezione, ma adesso è il momento di Transpose per PSVR.

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Editore Secret Location
Sviluppatore Secret Location
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Rompicapo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 17,99€ (PS) 16,79€ (Steam)

Il presente, il passato e…


Una buona parte dei rompicapo nella realtà virtuale seguono la strada battuta delle escape room, ma Transpose intraprende un percorso diverso: dà al giocatore il potere di manipolare tempo e spazio, e lo immerge in un contesto onirico in cui è solo l’impianto estetico a darci qualche vaga informazione sulle sue origini. Affascinante, senza alcun dubbio, ma un po’ di spiegazioni le avremmo senz’altro gradite, perché il mondo sembra voler raccontare qualcosa in più di un paio di frasi ad effetto ogni volta che si inizia un livello.

La meccanica portante l’avrete intuita: in pratica è possibile generare degli “echi” di se stessi, ovverosia dei cloni che ripeteranno le vostre azioni compiute nel tempo. Le soluzioni ai puzzle ruotano attorno alla registrazione di più echi alla volta, le cui combinazioni daranno vita all’espediente per sbloccare la situazione.

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L’ambaradan è gestito con un apposito terminale richiamabile all’occorrenza, tramite il quale potrete mantenere o distruggere i cloni nell’ambiente, oppure aumentare la velocità di movimento di tutti gli echi. Per la cronaca, l’unico sistema di controllo compatibile è quello della coppia di PlayStation Move, e permette, contemporaneamente, sia il movimento libero che quello a teletrasporti, utile per salire sulle superfici sopraelevate. Purtroppo la rotazione fluida non risponde all’appello, lasciando spazio solo a quella a scatti, nemmeno delle più responsive, visto il periodo che intercorre tra uno scatto e l’altro.

La costruzione degli enigmi ha un che di stimolante, e coinvolge leve, lanci di oggetti, piattaforme e congegni, e dovrete ingegnarvi per fare in modo che le azioni dei cloni siano ben collegate tra loro. Vedere le proprie copie muoversi, e agire nell’esatta maniera in cui vi siete mossi un istante prima, è assolutamente fantastico. Non è un concetto nuovo, eppure nella realtà virtuale tutto ciò assume un’altra dimensione, dato che, ovviamente, vedrete anche le riproduzioni della testa e delle mani.

Dunque, l’avventura presenta una buona curva di difficoltà, condensata in una trentina di schemi che si ingarbugliano lungo le circa otto ore necessarie a portare a termine l’escursione. La qualità si mantiene su standard più o meno alti, con un po’ di cadute che spezzano il flusso del divertimento: benché ci sia, come detto, un’opzione per velocizzare il movimento degli echi, durante la risoluzione di alcuni schemi, specie quelli più complessi, avremmo preferito una velocità ancora maggiore.

L’estetica di Traspose invece si compone perlopiù di relitti evocativi, dalla palette di colori però abbastanza monotona, peraltro inficiata da qualche texture in bassa risoluzione di troppo anche su PS4 Pro. Tuttavia, la pulizia dell’immagine è invidiabile e dona una lodevole spinta alla profondità dell’ambientazione, tanto è vero che il senso di presenza raggiunge vette importanti. La musica ambientale poi svolge benissimo il suo dovere: peccato che le tracce siano pochine.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Transpose  Giudizio Finale – Transpose è un rompicapo affascinante, basato su un’unica meccanica non nuovissima, ma mai vista in questo modo su VR. Interagire con i propri cloni è fantastico, pensare alle azioni future mentre si gioca col presente lo è ancora di più, e sincronizzare il tutto senza sbagliare nulla, per poi vedere il frutto degli sforzi concretizzarsi in realtà, esalta genuinamente. A parte qualche incertezza, quello di Secret Location sa senz’altro il fatto suo. Consigliato agli amanti del genere.

PRO CONTRO
  • Pulizia a schermo lodevole
  • Guardare i propri cloni agire è emozionante
  • Buona curva di difficoltà
  • Estetica interessante, seppur ripetitiva
  • Il mondo meritava un po’ di contestualizzazione
  • Qualche enigma meno riuscito di altri
  • Rotazione a scatti un pelino fastidiosa

Trailer

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