Trine 4: The Nightmare Prince – Una saga che dovreste conoscere (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Trine 4: The Nightmare Prince – Sulle nostre pagine non abbiamo mai parlato approfonditamente di Trine, una delle poche saghe in grado di tradurre la fiaba in videogioco, sia nella veste grafica che nell’interattività. L’uscita del quarto capitolo capita a fagiolo: ecco la nostra recensione di Trine 4: The Nightmare Prince.

Editore Modus Games
Sviluppatore Frozenbyte
Piattaforme PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PC Windows
Genere Avventura
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 30,99€

Per chi ama la fisica

Non si può certo dire che la serie di Trine sia poco conosciuta, essendo di fatto la punta di diamante nel suo genere, che prende la struttura bidimensionale, a scorrimento orizzontale, e la riempie di enigmi incentrati sulla fisica, la cui risoluzione è strettamente collegata all’utilizzo di tre personaggi, che il giocatore può scambiare al volo ogni volta che lo desidera. Il primo capitolo aveva avviato la formula, mentre il secondo l’affinò a dovere, implementando una serie di abilità che andavano a variare l’azione.

Con il terzo episodio, invece, Frozenbyte puntò verso una deriva treddì che fu aspramente criticata, più che altro per una palpabile mancanza di contenuti, dovuta ad un sacrificio in termini di budget, che fu appunto confluito nella realizzazione di ambienti in cui ci si poteva muovere anche in profondità. Una deriva che, tutto sommato, non ci era dispiaciuta, perché in effetti ebbe l’ardore di sperimentare, cosa che manca nel quarto per una motivazione facilmente intuibile.

Trine 4: The Nightmare Prince, però, comincia col botto: parte subito in quarta e si autocelebra facendovi vestire i panni del mitico mago Amadeus. Mette in piedi una fase di pratica nella quale emergono molti dei puzzle visti nei predecessori, e poi prosegue con il cavaliere Pontius e la ladra Zoya, nelle stesse modalità viste in passato. Si capisce immediatamente l’intenzione di quanto, questa quarta avventura, sia la summa delle precedenti, dove una delle priorità è quella di raccontare una storia nuova, che non richiede affatto la conoscenza degli antefatti. Nel dettaglio, i tre eroi dovranno ritrovare il principe Selius perso nei suoi incubi, generati da una misteriosa forza magica. Malgrado la semplicità, la trama si fa apprezzare sia per i simpatici siparietti che precedono i rompicapo, sia per i deliziosi scambi di battute, i quali, seppur peschino dagli stereotipi del fantasy, riescono a dare una forte identità al trittico, alimentata da un ottimo doppiaggio in italiano che dà un valore teatrale al viaggio.

Dunque ci si ritrova davanti ad un’impostazione invariata, in cui le abilità dei personaggi vanno combinate per giungere alla soluzione. Amadeus può evocare oggetti di grandezza variabile per raggiungere posti altrimenti irraggiungibili; Pontius ha dalla sua una grande forza con cui sconfiggere nemici e rompere elementi dello scenario; Zoya invece è agile, può creare corde e utilizzare frecce elementali a suo vantaggio sia per danneggiare cattivoni, sia per la risoluzione dei puzzle. Come anticipato, gli enigmi si basano tutti sulla fisica, e gli sviluppatori si sono divertiti a stressarla anche con nuovi poteri, che il trittico guadagna con lo scorrere dell’avventura: dalle sfere di Amadeus alle spinte di Pontius, passando per le corde sollevatrici di Zoya, il gioco non risparmia delle piccole novità per stimolare la mente anche di chi ha già divorato i vecchi episodi.

Spicca infatti come assoluto pregio il disegno dei livelli, e con lui la costruzione dei rompicapo, inanellati tra loro in un ritmo serrato dove basta osservare l’ambiente e ricordarsi delle abilità di ciascun eroe per venirne a capo. Non è mai frustrante, e, anzi, lo abbiamo trovato accessibile e curioso, perfetto per i neofiti. C’è da dire che, alle volte, vengono proposti dei puzzle dalle soluzioni troppo ovvie, in cui il giocatore non deve fare altro che ripetere azioni già fatte poco prima, in un’operazione che mira ad allungare l’esperienza. Il resto dell’avventura la si passa esplorando i vari livelli nella speranza di beccare elisir aggiuntivo, utile a potenziare un albero di abilità lineare che offre ben poco spazio alla personalizzazione. Rimane comunque spassoso impegnarsi nella ricerca dei collezionabili, nascosti nei posti più improbabili e spesso bloccati da enigmi intelligenti.

Purtroppo i combattimenti, sebbene siano stati migliorati negli impatti e nella varietà, continuano ad essere l’anello debole della serie. Non basta inserire capacità aggiuntive per rinvigorire delle lotte che si consumano troppo in fretta, contro mostri banali, dotati di schemi semplicistici. Discorso diverso per i boss, davvero ben confezionati e ricchi di carattere, non complicati da sconfiggere ma capaci di ritagliarsi alcuni dei momenti migliori dell’avventura, specie per la fantastica presenza scenica. Ovviamente, Trine 4: The Nightmare Prince può essere affrontato sia in solitaria che in multigiocatore locale e online (con stanze private e pubbliche), fino ad un massimo di quattro partecipanti: in tal caso, è possibile scegliere se vincolare un personaggio ad un singolo utente, e quindi giocare in tre, o se optare per la modalità illimitata, in cui ciascun partecipante potrà cambiare al volo l’eroe, senza alcun vincolo. In cooperativa, gli enigmi vengono riadattati, ragione per la quale le soluzioni potrebbero cambiare rispetto all’esperienza in singolo.

Per non parlare poi della grafica, che raggiunge livelli qualitativi d’eccellenza: si perde solo nei filmati, che non sfoggiano un’espressività perfetta ma sicuramente gradevole, eppure la direzione artistica che pervade il tutto lascia spesso senza parole. Gli scenari, oltre ad essere molto vari, raccontano già una storia a sé, spinti da tonalità cromatiche avvolgenti e da una fluidità fissa ai sessanta fotogrammi al secondo su PS4 Pro. Bellissime le musiche, gli effetti e le già citate voci italiane, per un prodotto senz’altro curatissimo nell’aspetto audiovisivo.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Trine 4: The Nightmare Prince  Giudizio Finale – Con il quarto capitolo, la saga di Trine torna a fare quello che sa fare meglio: sposa nuovamente l’approccio bidimensionale per confezionare un’avventura fiabesca letteralmente farcita di enigmi e caratterizzata da un’estetica meravigliosa. Non si spinge molto oltre a quanto di buono ha fatto in passato, ma la formula funziona ancora benissimo così com’è.

PRO CONTRO
  • Una delizia per gli occhi
  • Narrazione fiabesca squisita
  • Pieno zeppo di enigmi e segreti
  • Modalità cooperativa online e in locale
  • Grande varietà di ambienti
  • Combattimenti ancora di contorno
  • Qualche puzzle riempitivo di troppo
  • Poche innovazioni

Trailer

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