Tropico 6: una piccola gemma che tiene alto il nome della serie (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Tropico 6 – Tropico 6 non è un semplice gestionale. Non si tratta di costruire l’isola tropicale dei propri sogni, di riempirla di attrazioni per i turisti e di garantire alla popolazione rifugi sicuri e una posizione lavorativa. Tropico 6 è una vera e propria sfida politica, un gioco che mette in campo talmente tanti fattori da rendere di fatto ogni partita imprevedibile e personalizzabile ai massimi livelli. Ma d’altronde si tratta di un titolo della serie Tropico, una serie che nel corso degli anni ci ha abituato bene e che continua, anche con questo sesto capitolo, a ritagliarsi la sua fetta in un mercato invaso da tutt’altri generi. Vediamo quindi le novità, i pregi e i difetti di questo nuovo gestionale/strategico firmato Limbic Entertainment e Kalypso Media!

Editore Kalypso Media/Halifax
Sviluppatore Limbic Entertainment
Piattaforme PC Windows
Genere Strategico/gestionale
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore (online)
Lingua Italiano

Breve riassunto per chi si avvicinasse per la prima volta alla serie. In Tropico 6 ci caliamo nei panni di El Presidente, il comandante/dittatore/presidente “regolarmente” eletto di una vera e propria Repubblica delle banane. Ci troviamo quindi proiettati in un contesto latino-americano/caraibico e l’obiettivo, per dirla in termini estremamente semplicistici, è quello di far prosperare il nostro arcipelago.

Sì perché per la prima volta nella serie ci troveremo a gestire un arcipelago composto appunto da più isole da collegare tra di loro tramite ponti e mezzi di trasporto. Per i neofiti il tutorial è quasi obbligatorio, e non prendetela come “un’umiliazione”. Di strategici e gestionali, se vi state avvicinando a Tropico 6, ne avrete giocati a bizzeffe, ma senza le varie fasi del tutorial scoprire tutte le possibilità offerte dal titolo di Limbic Entertainment non è così banale. E come gli ultimi capitoli della serie, anche questo Tropico 6 non si prende troppo sul serio: non stiamo parlando delle meccaniche di gioco (estremamente serie e stratificate), quanto più per l’atteggiamento del presidente stesso e per i toni scanzonati utilizzati in più di un’occasione.

Ci sono così tante variabili da gestire che questa recensione rischia di diventare un enorme elenco. Cerchiamo di evidenziare alcune, ma probabilmente ci scorderemo qualcosa. Ovviamente non manca tutta la parte di gestione della costruzione delle strutture, compresa posizione, orientamento e collegamenti stradali. Ogni struttura è un universo a sé stante, che richiede nel tempo ulteriori interazioni. Oltre a vari miglioramenti, che ovviamente incideranno sul vostro budget, è possibile gestire tanti altri aspetti. Nei luoghi di lavoro è ad esempio possibile visualizzare tutti gli operai assunti, e prendere provvedimenti nel caso quel particolare abitante della nostra gloriosa nazione sia un dissidente o anche solo qualcuno non disposto a votarci alle onestissime prossime elezioni.

Alcuni edifici variano la loro funzionalità a seconda delle scelte che effettuiamo. Qualche esempio: gli allevamenti, che vanno posizionati in apposite zone delle isole che ci troveremo a gestire, cambieranno il tipo di materia prima prodotta a seconda del genere di bestiame che decidiamo di allevare; o ancora, le strutture ricreative, quali casinò, hotel di lusso e quant’altro, possono essere dedicati esclusivamente ai turisti che arrivano dall’estero escludendo completamente gli autoctoni. Ma è ancora più complicato di così. Basti pensare a tutta la gestione della sicurezza sull’isola: il fatto di avere un “presidente” che prende tutte le decisioni al posto del popolo causa ovviamente dissapori ed eventuali ribellioni. Entrano quindi in gioco le meccaniche relative alla sicurezza, al malcontento che troppe misure di sicurezza possono causare, al pericolo che il palazzo presidenziale può correre in caso di attacco dall’estero o dall’interno.

Si entra quindi in tutti i meandri della gestione politica del gioco. Da bravo presidente potrete eleggere tutti i ministri del vostro “governo”, e scattano ovviamente tutte le dinamiche relative a mazzette, editti, leggi e quant’altro. Non solo, avrete anche a che fare con le fazioni. Da brava isola tropicale avremo a che fare con la fazione dei religiosi, dei comunisti e dei militaristi. Ogni tanto i vari movimenti invieranno a El Presidente delle richieste. Se esaudite guadagnerete punti rischiando però di inimicarvi le altre. Si gioca quindi tutto su un equilibrio, sempre che non vi piaccia destabilizzare la situazione.

Ma non finisce qui! Potrete di fatto modificare la costituzione, e per mantenere intatto il vostro potere potrete manipolare le elezioni. C’è spazio anche per chi vuole giocare pulito. Tornano in questo capitolo i comizi elettorali: sarete chiamati a decidere quali punti della politica locale ed estera evidenziare, su come rivolgersi al popolo facendo anche promesse che, se non rispettate, avranno conseguenze sulla stabilità dell’arcipelago. E le scelte politiche non finiscono qui.

Altri esempi nudi e crudi: la gestione dei sistemi di trasporto pubblico e dei salari. Si può decidere di rendere gratuiti i mezzi di trasporto ai redditi più bassi, andare ad incidere sui salari stessi delle varie aziende e anche realizzare abitazioni che vadano incontro non solo alle esigenze ma anche alle fasce di reddito della popolazione. Dovrete di conseguenza creare posti di lavoro, assicurarvi che ci siano abbastanza materie prime sia per il commercio che per le aziende sul proprio territorio e così via. E ancora non abbiamo fatto cenno alla politica estera! Da buon gestionale poi non manca la possibilità di visualizzare le mappe tematiche. Potete ad esempio visualizzare grazie a scale cromatiche dal rosso al verde quali zone delle vostre isole sono coperte da mezzi pubblici, da un livello di sicurezza e istruzioni adeguato, se ci sono sufficienti fonti di divertimento e così via.

Il tutto poi si protrae attraverso quattro diverse epoche, dal periodo coloniale fino ai tempi moderni, con il conseguente sblocco di nuovi edifici e di nuove sfide politico/economiche. Come già detto ci scordiamo (un po’ di proposito) qualche altro punto, ma la cosa essenziale è che l’interfaccia di gioco, fortunatamente, vi aiuta a tenere traccia di tutto in modo quasi sempre impeccabile. Non mancano le notifiche a mo’ di smartphone in alto a sinistra, una schermata riepilogativa degli obiettivi correnti in basso a destra e una barra sulla parte inferiore con tutte le sezioni di cui occuparvi. Il gioco è completamente tradotto in italiano, doppiaggio incluso, un valore aggiunto di non poco conto vista la mole di contenuti.

Ma come si compone l’esperienza single player? Oltre al tutorial, che vi mette di fronte ad un discreto numero di compiti a difficoltà crescente, troviamo le Missioni e la modalità Sandbox. Nelle prime trovate un totale di 15 sfide, ognuna con varie problematiche da affrontare che spaziando dallo sviluppo alla gestione delle relazioni con le fazioni (o con nazioni estere). Nella modalità Sandbox potrete affrontare scenari casuali in mappe altrettanto casuali con condizioni di partenza che potrete decidere (o no). In quanto a longevità insomma non ci sono problemi: testare tutti gli approcci al gioco e rigiocare le varie missioni seguendo vie diverse vi porterà via tanto, tantissimo tempo. E se non vi bastasse c’è anche la possibilità di giocare online per un totale di quattro giocatori.

A livello tecnico Tropico 6 si difende bene. La resa grafica ha dalla sua una scelta cromatica caratterizzata da colori molto accesi, tropicali appunto, e i modelli tridimensionali degli edifici e degli elementi di gioco più grandi, quali navi, dirigibili e monumenti, sono ben caratterizzati. Ottima anche la colonna sonora, caratterizzata da brani latino americani azzeccatissimi, e buono anche il doppiaggio in italiano. C’è anche qualche difetto. Zoommando vedrete la vostra popolazione agire in modo poco realistico. È un vero peccato perché vedere le strade gremite di persone e i mezzi che sfrecciano per le strade delle isole sarebbe un piacere, ma di fatto sembrano piccoli burattini innaturali che spesso penetrano i modelli poligonali delle strutture. Anche alcuni edifici, per quanto carini, non subiscono modifiche di alcun genere tra un’era e l’altra.

Anche il livello di difficoltà e alcune delle tante fasi gestionali presenti potrebbero sembrare più semplice del passato, non solo in rapporto agli altri titoli della serie Tropico ma in generale rispetto all’intero genere degli strategici. D’altronde abbiamo già visto negli ultimi mesi/anni qual è l’andamento dell’industria videoludica: si tende spesso a semplificare sempre di più le meccaniche (poi esce Sekiro che ribilancia il tutto, ma quello è un altro discorso), e titoli quali Jurassic World Evolution e Two Point Hospital ne sono la dimostrazione diretta. Ma non ci sentiamo di farne una tragedia, anche perché regolando un minimo le variabili degli scenari Sandbox avrete comunque il vostro bel da fare per gestire a modo il tutto.

El Prez Edition

Dedichiamo un paragrafo anche alla versione fisica del gioco, denominata Tropico 6 – El Prez Edition. Venduta anche su Amazon ad un prezzo umano, tra l’altro lo stesso prezzo applicato su Steam per la versione digitale quindi, comprende quattro cartoline dedicate alle spiagge di Tropico, una copertura in cartone, la classica confezione per il disco, un manuale (nel 2019, un manuale di un gioco, fa così anni ’90 e non possiamo non commuoverci) e anche alcuni “goodies” digitali.

Grazie al disco possiamo sbloccare due completi da turista per il nostro (o la nostra) El Presidente, un esclusivo progetto per realizzare “Il Laghetto dei Fenicotteri” nel palazzo presidenziale, la colonna sonora del gioco a base di melodie caraibiche e un calendario digitale che segna i giorni che mancano fino alle prossime elezioni. Le foto qui sopra ritraggono la El Prez Edition e i suoi contenuti (fisici ovviamente).

8.0

Giudizio Finale

Recensione Tropico 6 Giudizio Finale Tropico 6 è un gran bello strategico/gestionale. È un piacere veder crescere rigogliosa la propria isola, vantandosi non solo delle costruzioni e dell’economia ma anche di tutta una serie di scelte politiche, più o meno etiche, che hanno riscontri tangibili su quello che effettivamente succede in gioco. Da un punto di vista tecnico si difende, regalando scorci suggestivi, e in quanto a longevità e organizzazione dell’interfaccia (un punto quest’ultimo essenziale) sa il fatto suo. Peccato solo per alcune piccolezze che comunque potrebbero essere risolte con patch o aggiornamenti più o meno corposi. E vista la natura del gioco ci aspettiamo di vedere magari anche qualche espansione o DLC a tema. Prossimamente arriverà anche su PS4 e Xbox One dove probabilmente, sempre grazie all’interfaccia ben organizzata, saprà difendersi in modo egregio.

PRO CONTRO
  • Completamente tradotto in italiano
  • Interfaccia ben organizzata
  • Tanti contenuti, longevità assicurata
  • Gli abitanti agiscono in modo innaturale
  • I veterani della serie potrebbero trovarlo “semplice”

Screenshot

Trailer

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