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Uncharted: L’Eredità Perduta – Caro Nathan, sei in buone mani! (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Uncharted: L’Eredità Perduta – Un mercato indiano non è proprio l’inizio tipico di un capitolo di Uncharted. Eppure, nel giro di qualche secondo, capisci il perché: certo, lo scenario mostra i muscoli del motore grafico, ma è tutto un pretesto per presentarci la protagonista, Chloe, alle prese con una trattativa alquanto curiosa.

Come Naughty Dog riesce a raccontarti il suo cast è sempre qualcosa di stupefacente: non si tratta del solo lavoro di scrittura, o di caratterizzazione, poiché comprendi tanto di un personaggio anche solo dalle movenze, dalle espressioni sul volto, dalle piccole cose, dai dettagli che questa casa americana spalma sulle sue creature, senza mai sbagliare.

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L’Eredità Perduta non fa eccezione, e quindi, cari lettori, fatevi un favore: isolatevi dal mondo per otto ore, mettetevi comodi e preparatevi a vivere un viaggio virtuale di quelli che difficilmente dimenticherete. Non siete ancora convinti? Ecco la nostra recensione.

Editore Sony
Sviluppatore Naughty Dog
Piattaforme PS4
Genere Avventura, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Uncharted: L’Eredità Perduta

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella videorecensione, accompagnati dai filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

La fine di un ladro, l’inizio di un altro

Si sperimenta anche con questo L’Eredità Perduta, quello che doveva essere solo una costola del quarto episodio, un DLC nel gergo videoludico, e che poi si è evoluto in un qualcosa a se stante. Lo comprate in negozio, virtuale o fisico, come preferite, e lo giocate senza aver bisogno del gioco base.

Un’avventura con un inizio e una fine quindi, composta da un arco narrativo completo, che vede come protagonisti Chloe Frazer e Nadine Ross: la prima l’avevamo già vista in Uncharted 2, è una cacciatrice di tesori, chiacchierona tanto quanto Nathan Drake, e sfoggia un umorismo squisito a cui è impossibile resistere. Nadine invece… beh, Nadine è molto diversa da quello che ci aspettavamo. L’abbiamo conosciuta nel quarto capitolo, era la cattivona di turno, e vederla così umana fa strano. Fa strano perché funziona benissimo. È una di cui ti puoi fidare, seria sul lavoro ma non fiscale, non rigida come ce l’avevano dipinta inizialmente.

Purtroppo non è approfondita come Chloe, ma va benissimo così: Nadine le fa da spalla, e l’alchimia che si viene a creare ti rapisce fin da subito. Qualche scambio di battute, qualche sguardo, e capisci già come funzioneranno le cose tra le due. O, almeno, come potrebbero funzionare. In ogni caso, entrambe (e tutto l’intero cast, in realtà) sono alimentate dal miglior doppiaggio in italiano che possiate mai desiderare per un videogioco.

La trama invece è incentrata sul ritrovamento di un leggendario manufatto dell’antica India, per sottrarlo alle mire di Asav, il tipico guerrafondaio senza scrupoli che, come tutti i cattivi della saga, ecco, è cattivo. Non saremo noi a rovinarvi la sorpresa, ma una cosa ve la diciamo: sebbene la trama sia abbastanza scorrevole senza troppi risvolti importanti, i dialoghi sono eccezionali. Le storie di questi due personaggi sono così diverse, e le loro motivazioni lo sono ancora di più, un binomio che dà vita ad un’alleanza composta da situazioni di tensione e momenti spassosi. Di più non possiamo dirvi, se non che si tratta ancora una volta di un’avventura emozionante, nel mero senso del termine, una di quelle in grado di farti sentire completamente immerso.

Eppure, i fattori dell’equazione Uncharted non sono cambiati, ma l’Eredità Perduta prende il meglio da ogni episodio: l’esplorazione, la contemplazione, gli enigmi, l’approccio furtivo e il combattimento non sono mai andati così d’accordo tra loro. Si inizia lentamente, e poi il gioco si apre, mostra persino un accenno di mondo aperto per un paio di capitoli, simulando una zona enorme, attraversabile in auto, colma di puzzle ambientali riuscitissimi, in pieno stile Uncharted: meravigliosi da vedere, e contestualizzati nella difficoltà, così da non sacrificare il ritmo adrenalinico dell’avventura.

Non vi bloccherete mai per ore davanti ad una statua della cultura indiana, o, meglio, non lo farete per colpa di un rompicapo, ma di sicuro per la bellezza delle architetture, così verosimili, così splendide da rimanere a bocca aperta.

Queste stesse architetture, Naughty Dog te le fa guardare, ammirare e poi te le fa scalare, e le visiti pure, in sequenze dal level design stratosferico. L’azione non manca, e va ad esaltare tutti i crismi di Uncharted 4, dagli inseguimenti alle sparatorie, con un’intelligenza artificiale adattabile grazie ai vari livelli di sfida.

Le novità si concentrano più che altro sulla possibilità di scattare foto in punti specifici e sull’abilità di Chloe di scassinare le casse, disseminate e nascoste nei livelli, all’interno delle quali possono celarsi armi e tesori. Poca roba insomma, ma lo ripetiamo, va benissimo così. “Squadra che vince non si cambia” come si suol dire, e gli sviluppatori hanno preferito sperimentare con gli elementi già in mano, portandoli alla loro massima espressione. Il risultato è un’avventura meravigliosa, dove ogni momento di intensità ha al fianco un attimo di respiro, in cui i personaggi ti rimangono impressi anche spegnendo la console, dove non ci si stanca mai.

Graficamente su PS4 Pro, poi, l’Eredità Perduta è un mostro, un mostro di rara bellezza, che impressiona praticamente sempre, tanto da toccare picchi di eccellenza per almeno un paio di occasioni. Eccellenza che non avevamo mai visto fino ad ora, sia chiaro, con le sue animazioni, i suoi giochi di luce ed un dettaglio da bava alla bocca. L’ambientazione mette in piedi scorci memorabili, anche se c’è meno varietà rispetto al quarto episodio.

I difetti si contano sulle dita di una mano, e molti sono riconducibili all’ovvio sapore un po’ derivativo e alla durata: di sicuro qualche ora in più non avrebbe guastato affatto, cercando di rimanere in equilibrio sull’ottimo ritmo costruito, senza diluire l’esperienza.

Per la cronaca, nel pacchetto è incluso anche l’accesso alle modalità multigiocatore di Uncharted 4, sopravvivenza cooperativa compresa, ma mettete in conto che, una volta completata la campagna e raccolti tutti i tesori, che sono molto facili da cercare, non ci sarà nient’altro da fare. Il tutto è però proposto ad un prezzo onesto, a soli 39,99€.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Uncharted: L’Eredità Perduta Giudizio Finale – Uncharted: L’Eredità Perduta è un’avventura che si regge benissimo in piedi da sola. Prende il meglio della serie e lo condensa in una soluzione dal sapore dolcissimo, che esalta tutti i sensi. Non sacrifica i riferimenti al passato, ma lo fa senza mettere in ombra il nuovo duo, che funziona, emoziona e genera empatia, e testimonia come Naughty Dog sia in grado di stupirci sempre.

PRO CONTRO
  • Grafica spacca mascella
  • Le ambientazioni lasciano senza fiato
  • Gli enigmi migliori della serie
  • Ritmo calcolato divinamente
  • Personaggi umani, scrittura e doppiaggio eccellenti
  • Qualche ora in più non avrebbe guastato
  • Derivativo, per forza di cose

Recensione Uncharted: L’Eredità Perduta – Trailer

Recensione Uncharted: L’Eredità Perduta – Screenshot