Vacation Simulator costa meno di una vera vacanza! (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Vacation Simulator – Non importa che stiate leggendo questo articolo d’estate o d’inverno: è sempre un bel momento per prendersi una vacanza. Ciononostante, scegliere la meta, trovarne una che possa andare bene per tutti e preparare le valigie, sono tutte operazioni stressanti. Quindi perché, invece di andare in vacanza, non ne simulate una? Sì, questa idea non ha senso, ma fate finta che lo abbia: ecco la nostra recensione di Vacation Simulator.

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Editore Owlchemy Labs
Sviluppatore Owlchemy Labs
Piattaforme PSVR, PCVR, Oculus Quest (in arrivo)
Genere Esperienza, Raccolta di Minigiochi
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 32,99€ (PS Store) | 24,99€ (Steam)

Mare? Campeggio? Montagna?


Non crediamo che un’esperienza del genere possa nascere da mani diverse, perché ormai lo stile di Owlchemy Labs lo si riconosce a chilometri di distanza. D’altronde, Job Simulator ha fatto scuola sulla realtà virtuale, visto che ne è precursore, dando in pasto ai giocatori degli scenari interattivi per tastare le potenzialità di questa tecnologia in continua evoluzione. Anche Rick and Morty: Virtual Rick-ality aveva messo del suo, dimostrando che quella formula non era solo un terreno per neofiti, ma poteva essere coltivata e applicata ovunque, persino sulle proprietà intellettuali altrui.

Vacation Simulator, però, si spinge oltre: non si limita a proporre una serie di istruzioni da seguire alla lettera come il suo predecessore spirituale, ma cerca di essere più ludico e interattivo. Se in Job Simulator bisognava partecipare a più simulazioni che ricreavano i lavori più comuni degli esseri umani, in Vacation Simulator vi sarà chiesto di prendere parte ad un programma che simula tre tipologie di vacanze, il mare, il campeggio e la montagna. I robot sono ancora gli assoluti protagonisti e sostituiscono gli umani nel descrivere le attività, in un contesto sempre un po’ distopico, pur essendo pieno di gioia, colori e umorismo.

Gli sviluppatori giocano sulla poca chiarezza del contesto, nel quale si percepisce qualcosa di strano, come se l’umanità si fosse estinta e quei robot siano lì per ricordarla. Sono solo nostre supposizioni di un titolo che di certo non si basa sulla narrativa, sebbene ci sia uno scopo ben definito: non a caso, la conduzione è molto avventurosa ed esplorativa, ma anche rilassante, spinta dalla presenza di un comodo zaino in cui è possibile sia conservare oggetti, sia estrarre una macchina fotografica con la quale fotografare i momenti più belli dei vostri viaggi virtuali.

Anzitutto si sceglie un avatar, personalizzabile a proprio piacimento, per mezzo del quale potrete visitare liberamente le tre tipologie di vacanze già citate, senza alcun vincolo. Queste non sono altro che piccole aree dove è possibile muoversi solo su punti precisi, mentre l’interazione è nelle mani dei Playstation Move. Non riusciamo a capire come mai non sia stata implementata la rotazione della visuale con i pulsanti nell’edizione PSVR, una mancanza già imputata a gran voce su Rick and Morty: Virtual Rick-ality, successivamente risolta con un aggiornamento. Questa assenza purtroppo causa dei problemi di tracciamento, soprattutto quando bisogna interagire con oggetti lontani dall’angolo di visione della telecamera, una grana edulcorata con un guizzo: è sufficiente direzionare il braccio verso un oggetto per farlo avvicinare, ma questo comando vale più che altro per gli elementi a terra.

Scendendo più in profondità, l’obiettivo è quello di recuperare le cosiddette memorie, offerte dai robot ogniqualvolta si completa con successo un’attività. Consci del fatto che buona parte del divertimento risiede proprio nella scoperta dei minigiochi, cercheremo di citarne il minimo indispensabile per darvi un’infarinatura su cosa è possibile fare in Vacation Simulator.

Tra pallavolo, prove fotografiche, castelli di sabbia, preparazione di panini e bevande calde, scalate sulle montagne e giardinaggio, possiamo ritenerci soddisfatti dall’assortimento. Pur essendo delle varianti tutt’altro che realistiche, reinterpretate in chiave umoristica e semplificata (per dire, la scalata sulle montagne prende vita su un tapis roulant verticale), la qualità dei minigiochi è piuttosto alta e propone idee diverse creative. Non mancano delle ottime applicazioni in grado di stupire anche chi si ciba quotidianamente di realtà virtuale, affiancate da una serie di commissioni legate alla classica consegna oggetti da un personaggio all’altro che non brillano per inventiva.

In realtà, sono poche le attività che si prestano ad essere rigiocate, e, nonostante vi siano tre vacanze differenti, emerge un riciclo di alcuni minigiochi tra una e l’altra che potrebbe stuccare. Eppure, quella di Owlchemy Labs è una miscela varia che dà il meglio di sé quando la si gusta con calma e serenità, senza cadere nel completismo sfrenato: così facendo, riesce ad intrattenere per almeno tre o quattro ore, il tempo necessario a raggiungere i titoli di coda, prima dei quali bisognerà raccogliere almeno trenta delle sessantanove memorie totali.

Dal punto di vista visivo, infine, non si sono fatti enormi passi in avanti rispetto a Job Simulator: seppur dotati di voci esilaranti, i robot sono poco espressivi, oltre che molto simili tra loro. Complessivamente, il quadro estetico è più che gradevole, colorato e gioioso proprio come una bella vacanza, alla quale avrebbe fatto comodo la presenza dei sottotitoli in italiano.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Vacation Simulator  Giudizio Finale – Vacation Simulator è l’evoluzione naturale di Job Simulator e ne ha per tutti. È un’esperienza più avventurosa, esplorativa e piacevole del predecessore spirituale, nonostante alcune deficienze nel sistema di controllo dell’edizione PSVR: del resto, anche le migliori vacanze possono avere un intoppo.

PRO CONTRO
  • Rilassante ed esplorativo
  • Buon assortimento di attività
  • Più di un paio di idee sorprendenti
  • Alcuni problemi di tracciamento su PSVR
  • Qualche minigioco riciclato

Trailer

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