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Vampyr: affrontare l’incubo o diventare l’incubo, a voi la scelta (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Vampyr – Dopo Life is Strange, sviluppato ad episodi anche a causa delle restrizioni economiche della giovane software house parigina, non deve essere stato banale lavorare a qualcosa di nuovo e di così diverso, soprattutto a causa delle alte aspettative dei fan che si porteranno a lungo nel cuore le avventure di Max e Chloe. E Vampyr è a tutti gli effetti un qualcosa di profondamente diverso, già a partire dal protagonista, Jonathan E. Reid, il primo di sesso maschile per quanto riguarda il portfolio di DONTNOD Entertainment. A dirla tutta poi il paragone sorgerebbe più spontaneo con Remember Me, se non fosse per le ambientazioni così diverse.

Sulla carta Vampyr è un titolo particolarmente ambizioso, di quelli che, un po’ come Detroit: Become Human, vogliono dare la possibilità (o l’illusione?) al giocatore di indirizzare la storia verso il percorso da loro scelto, e non verso una direzione univoca scelta dagli sviluppatori. Ma non è solo la storia a mutare, bensì anche il gameplay. Scopriamo insieme se è davvero un titolo che può essere definito innovativo!

Editore Focus Home Interactive
Sviluppatore DONTNOD Entertainment
Piattaforme PC, PS4, Xbox One
Genere RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua  Audio: inglese | Sottotitoli: italiano
Prezzo e acquisto 49,99€ (Steam) | 53,99€ (PS4) | 58,99€ (Xbox)

Video Recensione Vampyr

La nostra video recensione di Vampyr è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro, e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

“Non c’è vita in questo corpo.”

Vampyr ci getta senza troppi complimenti nella vita londinese del 1920. Ma non è tanto la vita londinese a rappresentare un problema, quanto più la condizione del protagonista: Johnathan, un chirurgo piuttosto famoso specializzato in trasfusioni di sangue (oh, l’ironia), è stato trasformato in vampiro da un misterioso creatore che, subito dopo l’atto di creazione, lo ha abbandonato in un cumulo di corpi. Ah sì perché la Londra del 1920 in cui ci troviamo è messa in ginocchio dall’influenza spagnola, un’epidemia che per fortuna non tocca il nostro corpo immortale ma che va ovviamente ad influenzare il corso della storia e i personaggi che incontreremo, nonché la città stessa. Non sarà quindi inusuale trovare cadaveri, persone moribonde e uno stato diffuso di disagio. Ma è davvero “solo” influenza spagnola o c’è qualcosa di più oscuro che trama alle spalle dei cittadini londinesi?

Johnathan in vita era un famoso chirurgo specializzato nelle trasfusioni di sangue. Ironico che sia divenuto una belva assetata di sangue.

Sin da subito si capisce come effettivamente le azioni del giocatore influenzino non solo la trama, ma anche il mondo di gioco e i suoi ostacoli. Vampyr infatti non ha un livello di difficoltà da scegliere: sarete voi a impostarlo a seconda del vostro approccio al gioco. Il concetto è piuttosto semplice: giocando da vampiro, da vero vampiro, un immortale affamato di sangue che non si farà troppe remore a prosciugare il sangue di vittime innocenti, guadagnerete un sacco di punti esperienza utili a rendere Johnathan una vera macchina di morte. Trattenendo la vostra sete e agendo come un vampiro ancora aggrappato alla vostra umanità non avrete vita facile (se ci passate il gioco di parole): gli xp guadagnati dai combattimenti saranno pochi, e potenziare Johnathan richiederà una certa dose di pazienza.

Comportarsi da “mostro” complicherà anche i rapporti che avrete con gli altri personaggi, e questo ci porta ad evidenziare un’altra delle caratteristiche, nonché punto di forza, del titolo. Uccidere gli abitanti dei quartieri creerà quello che possiamo definire effetto domino. Le persone che abitano Londra sono interconnesse: padri, madri, figli, fratelli, colleghi, tutti rapporti interpersonali che possono essere bruscamente interrotti dall’intervento di un vampiro. Uccidere qualcuno, oltre a donarvi esperienza (tanto più a seconda dell’importanza del personaggio), ha conseguenze sull’intero quartiere. Cambiano i prezzi dei mercanti, lo stato di allerta generale, il diffondersi dell’epidemia e chissà cos’altro. Ogni quartiere poi ha un leader, una figura di riferimento su cui poggiano le speranze o i timori dei suoi residenti. Uccidere il leader porterà il quartiere alla completa anarchia, con la possibile morte di tutti i suoi abitanti e l’invasione di ospiti poco piacevoli. Sta a voi decidere appunto se agire da vampiro o se risparmiare le vostre vittime per traghettare il quartiere, e magari l’intera Londra, verso un porto più sicuro. Anche agli occhi degli altri vampiri (sì, a Londra ce ne sono altri) apparirete in modo diverso: non è detto che sterminare la popolazione attiri i favori dei figli della notte, tutt’altro.

Londra nasconde diverse minacce per un vampiro giovane come Johnathan, compreso un gruppo di fanatici che si metterà presto sulle vostre tracce.

Dal menu di gioco avrete modo di tenere sotto controllo la ragnatela che collega i vari personaggi tra di loro. Ogni personaggio poi nasconde segreti che possono essere svelati esplorando i quartieri o semplicemente parlando con conoscenti o parenti. Investigare è vitale ai fini della trama, visto che alcune missioni richiedono esplicitamente di scoprire dettagli sui vari personaggi coinvolti. Ma Vampyr non è solo dialogare e/o nutrirsi: è anche combattimento!

Il sistema di combattimento ideato da DONTNOD ha un che di “legnoso“. In realtà scoprirete giocando che il modo in cui Johnathan combatte si evolve con il passare del tempo, anche a seconda delle abilità che deciderete di sbloccare. Da bravo vampiro, il protagonista ha acceso a tutta una serie di poteri che lo rendono in grado di muoversi più velocemente dei comuni mortali, di usare il sangue per guarire le ferite, e di influenzare le sue vittime agendo direttamente sul loro sangue (ad esempio facendolo ribollire) o sui loro sensi. Sta a voi decidere verso quali rami di abilità orientarvi. Utilizzerete poi due armi: una principale, di solito un’arma da taglio, e una secondaria, utile a stordire (come un manganello) in modo da avventarsi sul nemico e succhiarne il sangue, o a infliggere danni da lontano (come vari modelli di pistola), sempre che non optiate per una più devastante ma lenta arma a due mani. Il tutto però si basa su un uso coscienzioso della stamina: oltre alla salute e al livello di sangue (quest’ultimo funge da mana per i poteri vampireschi), dovrete fare attenzione alle forze che vi rimangono, o non ne avrete abbastanza per scansare i colpi di fucile o i colpi di arma bianca dei vostri assalitori.

Una volta che assaggerete il potere, difficilmente riuscirete a calarvi nella parte del vampiro buono.

Quindi a cosa è dovuta la “legnosità” a cui facevamo cenno poco fa? Prevalentemente al modo in cui vengono gestiti gli impatti con l’ambiente e alla telecamera di gioco. Quest’ultima vi permette di prendere di mira un solo bersaglio, bloccando la telecamera su di lui, ma quando avete a che fare con gruppi numerosi di nemici può rivelarsi una scelta particolarmente frustrante. Non utilizzando tale funzionalità, alcuni colpi potrebbero non andare a segno (o colpire chi non avevate intenzione di colpire), consumando stamina preziosa e magari incastrandovi tra un ostacolo e il gruppo di nemici. È un peccato, perché di fatto grazie ai poteri e al modo in cui Johnathan evita i colpi nemici (di fatto si teletrasporta in forma di nube nera) vi sentirete effettivamente potenti e letali, ma i difetti sopra citati rendono il combattimento anche frustrante.

Il sistema di stamina rende comunque i combattimenti e i boss fight impegnativi e in parte gratificanti, nonostante quanto appena evidenziato. Le sfide più lunghe, con aberrazioni o vampiri più o meno potenti, si basano sull’alternarsi di attacchi per danneggiare, altri per stordire in modo da ricaricare la riserva di sangue, il tutto scansando i colpi nemici in modo da contrattaccare nel momento giusto. In generale funziona sempre così, ma gli incontri più frequenti che farete in città si risolveranno nell’arco di pochi secondi. C’è però da dire che in alcuni casi si finisce per fare una classica danza “scansati – colpisci – scansati – colpisci” fino a che la barra della vita dell’avversario non è terminata. Contrattacchi e parate avrebbero aggiunto un po’ di brio al tutto.

Stordire i nemici è essenziale per garantirvi una scorta sufficiente di sangue.

In tutto ciò non abbiamo ancora fatto cenno alla trama. Perché Johnathan dovrebbe essere impegnato in combattimenti di vario genere tra le strade di Londra? Come accennato prima, c’è qualcosa di diverso nel ceppo dell’influenza spagnola che ha colpito la capitale britannica, e il protagonista si troverà suo malgrado ad indagare, forte anche delle sue abilità mediche. Sta di fatto che oltre ai classici vampiri, c’è anche una sottorazza denominata Skal mossa solo dalla violenza e dalla fame che costituirà spesso un ulteriore ostacolo da affrontare. Che siano loro a diffondere l’influenza?

Le stesse abilità mediche gli permetteranno di confezionare varie tipologie di farmaci, perfetti per migliorare i rapporti con i vari personaggi secondari e anche per risollevare le sorti dei vari quartieri. Avremo anche modo di studiare il sangue degli Skal per ricavare pozioni per ricaricare vita, stamina e sangue del protagonista. Ma la malattia non è l’unico perno della trama: Johnathan è anche alla ricerca del suo creatore, un misterioso vampiro che, stravolgendo quello che potremmo definire il codice vampiresco, ci ha abbandonati alla nascita. E come se non bastasse sulle tracce del nostro vampiro c’è anche una misteriosa setta, la Guardia di Priwen, cacciatori esperti di vampiri che pattuglieranno continuamente determinati quartieri rendendoci particolarmente ostici gli spostamenti. Vari elementi quindi che si intrecciano piano piano, costruendo nel corso delle ore di gioco una trama sempre più intricata che incuriosisce e spinge il giocatore a procedere attraverso gli ostacoli proposti.

La Guardia di Priwen è ben addestrata a combattere i vampiri con armi anche non convenzionali (e per noi particolarmente dolorose).

E per quanto riguarda il comparto tecnico? Potremmo riassumere il tutto con “alti e bassi“. La Londra notturna e sconvolta dall’epidemia che ci troveremo ad esplorare è ben caratterizzata, e lo stile grafico quasi stilizzato, che non punta certo al realismo, aiuta a creare un’atmosfera di sicuro impatto. I modelli dei personaggi principali, soprattutto quello del protagonista, sono ben caratterizzati, ma, almeno su PS4 Pro, si notano texture a bassa risoluzione e dettagli di scarsa qualità. Non abbiamo avuto modo di testarlo su PC, ma la resa su console è in certi frangenti inferiore a tanti altri giochi di ruolo che sfruttano dinamiche simili a quelle di Vampyr. Stesso discorso per le animazioni: qualche compenetrazione poligonale di troppo, e in generale alcuni movimenti poco aggraziati.

Il gioco soffre poi di una telecamera non sempre precisa, come già accennato a riguardo delle fasi di combattimento, e tempi di caricamento in caso di ingresso in determinati edifici (che fungono quasi da dungeon) fin troppo lunghi. È un peccato, perché lo stile che contraddistingue i lavori di DONTNOD si nota eccome, ma ci sono dei particolari che sembrano quasi essere stati trascurati in fase di sviluppo. Ed è un peccato, perché certi scorci e certi primi piani, come quelli degli screenshot che trovate in questa recensione, non sono affatto male. Più che discreto il comparto sonoro, coadiuvato da un ottimo doppiaggio in lingua inglese (il gioco è comunque interamente sottotitolato in italiano) e da musiche di impatto. Il motivo musicale che caratterizza le fasi in cui Johnathan sta per nutrirsi di una vittima è particolarmente azzeccato. Forse un po’ troppo invasivi e ripetitivi gli effetti sonori che caratterizzano la vicinanza di Skal, ma possiamo anche chiudere un occhio a riguardo.

La nebbia, l’oscurità interrotta solo da flebili luci: l’atmosfera non manca a Vampyr, anche se ci sono alcuni dettagli che all’apparenza potrebbero quasi sembrare tralasciati.

8.5

Giudizio Finale

Recensione VampyrGiudizio Finale – Cos’è Vampyr quindi in fin dei conti? Un po’ open world, vista la possibilità di esplorare vari quartieri di Londra (anche se con delle limitazioni); un po’ gioco di ruolo, vista la possibilità di creare un proprio stile di combattimento grazie a determinate abilità e grazie alla possibilità di usare armi diverse; e un po’ anche avventura, visti anche i tanti dialoghi che caratterizzano il gameplay e il modo dinamico con cui si evolve la trama. Sempre a proposito della trama, caratterizzata tra l’altro da dialoghi spesso di un certo livello, siamo davvero di fronte a qualcosa di profondamente mutevole, che ci preclude strade o ne apre di diverse a seconda del nostro operato, e in un gioco del genere non è affatto banale o scontato.

Al netto dei difetti, ovvero alcune animazioni sgraziate, una telecamera di gioco non sempre efficiente, un combat system talvolta ripetitivo e qualche dettaglio grafico tralasciato, Vampyr è un titolo da tenere in seria considerazione. L’opera di DONTNOD riesce in quasi ogni occasione a farci sentire vampiri, a vederci protagonisti non solo delle classiche fasi di combattimento di un gioco di ruolo, ma anche di scelte importanti ai fini della trama, compreso il destino dei tanti personaggi che incontreremo sul nostro cammino. E per fortuna i vampiri di Vampyr non sono dipinti in modo banale: il protagonista, così come altri figli della notte, è un personaggio maturo, che combatte una lotta interiore tra la sua umanità e la bestia assetata di sangue. Il gameplay e la trama ci mettono qualche minuto a carburare, ma una volta presa dimestichezza con le meccaniche di gioco è difficile staccarsi. Rimane il fatto che a Vampyr sembra mancare quel qualcosa in grado di renderlo un vero capolavoro, ed è un peccato perché bastava qualche accorgimento in più.

PRO CONTRO
  • La difficoltà dipende dall’approccio del giocatore
  • Sistema di combattimento stratificato…
  • Una fitta ragnatela di rapporti sociali da influenzare con le proprie azioni
  • Dialoghi e temi maturi
  • Comparto grafico a tratti titubante
  • … che in certe occasioni risulta un po’ legnoso
  • Animazioni e telecamera di gioco lasciano talvolta a desiderare