VR Ping Pong Pro: solo per pazzi furiosi (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione VR Ping Pong Pro – La realtà virtuale e il ping pong vanno a braccetto: è una di quelle discipline sportive che ben si prestano ad essere giocate con un visore e un controller di movimento. Sebbene ce ne siano già di eccellenti, avere tra le mani un altro esponente del genere fa senz’altro piacere. Ecco la nostra recensione di VR Ping Pong Pro.

Editore Merge Games
Sviluppatore ONE-O-ONE GAMES, IV Productions
Piattaforme PSVR, PCVR
Genere Sport
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 24,99€

La pallina canta

VR Ping Pong Pro proviene da mani italiane, le stesse che avevano realizzato VR Ping Pong un paio di anni fa. Il seguito ne riprende ovviamente le dinamiche, e le farcisce con uno stile grafico realistico, eliminando di fatto l’elementare scelta artistica del predecessore, che lo vedeva immerso in un mondo composto da pochissimi poligoni.

Di conseguenza, il più grande merito di questa simulazione di tennistavolo verte proprio sull’immedesimazione generata dai contesti nei quali ci si immerge durante le partite, da stadi colmi di gente a giardini giapponesi, per un totale di circa otto scenari, cinque dei quali sono riservati alle partite contro il computer, giocabili sotto altrettanti cinque livelli di sfida. Non fatevi trarre in inganno dai vari gradi, perché la curva di difficoltà è ripidissima, in quanto anche il meno ferrato in materia saprà mettervi alle strette, con colpi degni di un professionista.

Quel che salta subito all’occhio è l’essenzialità del suo menù principale, minimale e dritto al punto, purtroppo privo di una carriera. Le modalità accolgono, oltre alle partite libere, un simpatico lato arcade, sul quale è possibile sperimentare diversi minigiochi, dal bowling al tiro al bersaglio, rivisti in chiave ping pong. Avremmo voluto vederli in una progressione lineare alternata alle classiche partite, ma VR Ping Pong Pro preferisce dare libertà al giocatore, una libertà che, tuttavia, non trova riscontro nelle dinamiche di gioco.

Non a caso, a prescindere dalla modalità e dalla difficoltà scelta, ci si rende subito conto di quanto estremamente sensibile sia il motore fisico, e di quanto non faccia sconti. Non esistono facilitazioni di alcun tipo e, per eseguire un colpo degno di essere chiamato tale, bisogna entrare in sintonia con gli algoritmi che regolano gli impatti e imparare il comportamento della pallina. Questa eccessiva sensibilità sfocia però in una imprevedibilità che forma un’interazione meccanica, dove la sperimentazione punisce più volte del dovuto.

Viene dunque incentivato un approccio difensivo e statico, in cui i movimenti delle braccia devono essere precisi e leggeri, perché altrimenti verrebbero interpretati in maniera errata. Quantomeno questo è ciò che accade con i PlayStation Move, periferiche certamente non tra le campionesse di precisione e tracciamento, ma il problema sembra dovuto alla fisica bizzarra, incapace di tradurre in modo soddisfacente i gesti effettuati nello spazio. Per la cronaca, è possibile giocare anche senza sfruttare la coppia, ma solo con il singolo controller di movimento, scelta che delegherà il servizio ad un lancio automatico della pallina attraverso la singola pressione di un tasto. Segnaliamo poi la possibilità di personalizzazione dell’esperienza, dalla regolazione del tavolo a quella della racchetta, per poi passare all’altezza del giocatore, elementi imprescindibili per un’esperienza digitale di ping pong, senza i quali risulterebbe castrata. Peccato non si possa riavviare la partita dal menù, quando le cose si mettono male.

VR Ping Pong Pro, poi, include una modalità multigiocatore, divisa in due sezioni: una dedicata alla sfida testa a testa, l’altra ad un torneo che mescola utenti di tutto il mondo e li mette l’uno contro l’altro. Delude, tuttavia, l’impossibilità di poter creare stanze private ed invitare amici con i quali condividere una partita.

Malgrado quanto detto, l’aspetto che lascia a desiderare è senz’altro la definizione su PSVR, in combinazione con PS4 Pro. La grafica sfoggia una buona conta poligonale che conferisce al tutto un impatto maturo e vivo, con personaggi animati sui fondali e cambi di campo che modificano il fondale, ma la visuale non è pulita e non riesce a valorizzare gli ambienti come dovrebbe. Si fa fatica persino a leggere le scritte delle impostazioni durante le fasi di pratica, ennesimo segnale di un comparto che andrebbe rifinito per poter essere apprezzato.

L’immedesimazione, poi, viene ulteriormente declassata dall’assenza di rivali in carne e ossa, ridotti alla presenza di semplici racchette svolazzati. Vincendo le partite si possono sbloccare dei materiali alternativi, sia per le palline che, appunto, per le racchette, ma sono tutti piuttosto essenziali.

4.0

Giudizio Finale

Recensione VR Ping Pong Pro  Giudizio Finale – Quando la disciplina vera e propria è più intuitiva della sua simulazione videoludica, evidentemente qualcosa è andato storto. Pur apprezzando le sfumature realistiche, il motore che anima VR Ping Pong Pro è troppo rigido per funzionare come dovrebbe, perso pure in una definizione della visuale piuttosto annebbiata. Probabile che su PC la situazione sia migliore.

PRO CONTRO
  • Apprezzabile la presenza dei minigiochi
  • Ottima resa visiva dei campi…
  • … dalla definizione annebbiata
  • Motore fisico rigido, imprevedibile
  • Calcolo dei colpi artificioso
  • Curva d’apprendimento indecifrabile
  • Assenti le stanze private nell’online

Trailer

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