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Warhammer: Vermintide 2 – Morte e distruzione (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Warhammer: Vermintide 2 – A circa due anni di distanza dal primo episodio, torniamo a parlarvi di Vermintide: gioco di nicchia, ma non tanto di nicchia quanto potreste pensare – perché altrimenti non esisterebbe un seguito, no? Ecco la nostra recensione di Warhammer: Vermintide 2, nella sua edizione per Xbox One.

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Editore Fatshark
Sviluppatore Fatshark
Piattaforme Xbox One, PC Windows
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 29,99€ (Xbox) 27,99€ (Steam)

Video Recensione Warhammer: Vermintide 2

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Xbox One S.

Viuuuulenza

Warhammer: Vermintide 2 raffigura l’emblema del secondo capitolo: prende l’originale e ne migliora ogni aspetto, lasciando intatti i tratti somatici. Per chi non ne fosse a conoscenza, si tratta di una vivace reinterpretazione (come il recente Earthfall) della formula avviata e resa celebre da Left 4 Dead, dove quattro avventurieri devono collaborare per farsi strada tra orde di nemici, con il fine ultimo di raggiungere l’uscita del livello, possibilmente incolumi.

È un’esperienza votata al puro multigiocatore collaborativo quella del team indipendente Fatshark, che, tuttavia, può essere affrontata in singolo grazie all’ausilio dei bot, perdendo però gran parte del fascino, il quale trova la sua massima espressione quando si gioca con un gruppo di amici affiatati. Almeno, questo seguito interviene sull’intelligenza artificiale dei compagni, rendendoli di fatto più svegli e reattivi, così da addolcire l’esperienza in solitaria.

I cambiamenti più importanti, tuttavia, emergono dalla progressione, sulla quale è stata condotta una rivoluzione netta, tendente all’impostazione ruolistica che tanto desideravamo nello scorso titolo. Adesso, ciascuno dei cinque eroi – gli stessi del predecessore – dispone di un livello personale, in accoppiata con una carrellata di bonus man mano che si accumula esperienza.

La crescita dell’alter ego virtuale ora può definirsi completa e appagante, visto che accompagna il giocatore con casse premio, punti da spendere nell’albero delle abilità passive, e tramite nuove carriere, delle classi caratterizzate anch’esse da bonus passivi, talenti e persino un’abilità attiva. In tutto se ne contano ben quindici, tre per eroe, ognuna con il proprio aspetto e diverse capacità uniche, pronte per essere sviscerate da chi chiedeva più profondità nella personalizzazione.

Cercate una specializzazione per le armi da fuoco? Un’abilità di difesa? O magari preferite menare le mani senza preoccuparvi di ciò che vi circonda? La scelta sta a voi: in più, le carriere sono intercambiabili nell’hub centrale, rinnovato per l’occasione, dove prepararsi prima di partire in missione.

I personaggi, pad alla mano, non si somigliano più tra di loro come nel primo episodio, risultano finalmente differenti, e possono contare su un vasto arsenale di armi primarie e secondarie, amuleti e vestiti con la sola funzione estetica: in ogni caso, tra spade, spadoni, mazze, aste, archibugi, pistole, staffe e molto altro, non faticherete a trovare la vostra configurazione preferita, anche perché il flusso di ricompense è stato revisionato da cima a fondo.

Se nell’originale l’acquisizione del bottino appariva lenta e poco stimolante, in Vermintide 2 il team di sviluppo ha ben pensato di velocizzarne l’emissione semplicemente donando più oggetti, legati alla carriera selezionata, per mezzo di casse premio la cui rarità è direttamente proporzionale alla difficoltà scelta. E per i più coraggiosi, tornano i Tomi e i Grimori, oggetti che comportano malus nella partita corrente, per poi offrire ricompense più pregiate a fine missione.

Le migliorie toccano anche la giocabilità, a partire dal sistema di combattimento, più fisico, più viscerale, più spettacolare rispetto al passato, sebbene sia sempre confusionario data la struttura dell’esperienza. Del resto, stiamo parlando di un videogioco d’azione in soggettiva nel quale si affrontano decine e decine di nemici contemporaneamente, i quali tendono ad accerchiare i giocatori isolati. Come se non bastasse, in Vermintide 2 il Caos del Nord ha stretto un’alleanza con i ratti Skaven: ciò significa che il bestiario è stato ampliato con nuove tipologie di cattivi, dai barbari dotati di due asce ai nuovissimi mini boss, che appaiono casualmente durante la missione, stravolgendone il ritmo.

Le missioni godono ancora una volta di un design eccelso, dei veri e propri gioielli di estetica coadiuvati da una direzione artistica a dir poco squisita, che caratterizza in modo esemplare ciascuna delle tredici mappe, costruite in modo lineare, con vie secondarie dove rinvenire rifornimenti medici, bombe, pozioni e munizioni in quantità sempre molto limitate: tuttavia, i livelli sfiorano la giusta durata, sono schematiche, chiare, confezionate su ambientazioni meravigliose, e per essere gustate più e più volte.

Si respira il rischio ripetitività esattamente come nel precedente capitolo, ma l’intelligenza artificiale adattiva e la generazione casuale delle ondate cercano insieme di spingere sulla varietà, ricompensando gli sforzi con un bottino degno di tale nome, che eventualmente potrà essere distrutto per ricavare materiali nel caso non fosse di vostro gradimento, così da realizzare altri oggetti nella fucina. A farcire la minestra, inoltre, vi sono Missioni Giornaliere e le cosiddette Imprese Eroiche, incarichi consumabili che altereranno la composizione delle missioni tramite condizioni particolari, giocabili solo con una squadra pre-assemblata: tanti contenuti per un’offerta che non cambia prezzo, ovvero 29,99€, una cifra sorprendentemente onesta.

La versione Xbox One (e Xbox One X), contrariamente a quella PC, danza sui trenta fotogrammi al secondo, regalandoci scorci fantastici, e, più in generale, un impatto visivo più solido e consistente rispetto all’incarnazione precedente, a testimonianza del fatto che Fatshark abbia effettivamente preso confidenza con la console di Microsoft. Tuttavia, le rinunce grafiche sono percepibili: alcuni modelli, su Xbox One S, sembrano appartenere alla scorsa generazione, in virtù dell’assenza di un’illuminazione adeguata di tanto in tanto, con texture non sempre all’altezza della situazione. Inoltre, il net-code che anima le partite online su Xbox, almeno durante i nostri test, ha mostrato il fianco con fenomeni di latenza sparsi, sopportabili ma un pelino fastidiosi. Crediamo dipenda dall’utente che ospita la partita, ma ci preme sottolinearli per completezza. Musiche e suoni invece trasudano epicità da tutti i pori, corredati pure da un buon doppiaggio in lingua inglese. Lo stesso entusiasmo non possiamo mostrarlo per i sottotitoli che, oltre ad essere minuscoli, talvolta cadono in errori di traduzione grossolani.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Warhammer: Vermintide 2  Giudizio Finale – Warhammer: Vermintide 2 è un grandissimo esponente del videogioco cooperativo, che ha raggiunto finalmente una maturità notevole, quella stessa maturità che si pretendeva dal primo episodio. Squadra vincente non si cambia, ed infatti Fatshark ha ingolosito il piatto con diversi gustosi ingredienti, senza cambiarne la ricetta. Il porting su Xbox One, peraltro, si presenta bene, nonostante i compromessi tecnici e grafici ai quali deve sottostare, perdonati in parte dall’attiva partecipazione in Xbox Game Pass. In definitiva, se avete una manciata di amici a cui piace l’esperienza collaborativa e l’universo fantasy, non troverete di meglio in giro.

PRO CONTRO
  • Buon porting su Xbox One…
  • Gratuito per gli abbonati Xbox Games Pass
  • Superiore in tutto rispetto al primo episodio
  • Personalizzazione irrobustita
  • … ma non esente da problematiche visive
  • Qualche inghippo nel net-code
  • Senza un gruppo coordinato perde attrattiva

Recensione Warhammer: Vermintide 2 – Trailer

Recensione Warhammer: Vermintide 2 – Screenshot