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Wolfenstein II: The New Colossus, uccidere nazisti richiede cura e dedizione (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Wolfenstein II: The New Colossus – Un anno davvero importante per Bethesda, sia come publisher che come software house: Prey, The Evil Within 2, Quake Champions, The Elder Scrolls Online: Morrowind, Dishonored: La Morte dell’Esterno e ora anche Wolfenstein II: The New Colossus. E il bello è che si tratta in praticamente tutti i casi appena elencati di titoli da tenere in seria considerazione. Wolfenstein II per fortuna entra di diritto in questa serie positiva candidandosi senza troppi sforzi al titolo di uno dei migliori first person shooter di questo intenso 2017. Torniamo nuovamente nei panni di Blazkovicz a massacrare nazisti, la cosa che riesce meglio all’agente americano conosciuto dai crucchi con il soprannome di Terror Billy. Stavolta però gli daremo la caccia direttamente sul suolo statunitense, visto che nell’ucronico universo di Wolfenstein i nazisti hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale invadendo le americhe, la Russia e altre nazioni grazie a un incredibile progresso tecnologico portato avanti da un personaggio del precedente capitolo della serie. Vediamo quindi insieme come si sviluppa la storia e soprattutto cosa ha da offrire a livello di gameplay e di level design.

Editore Bethesda Softworks
Sviluppatore MachineGames
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows, Nintendo Switch
Genere First Person Shooter
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Wolfenstein II: The New Colossus

Come di consueto ecco la nostra video recensione realizzata con spezzoni di gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4. Il filmato va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Non ci rimane che augurarvi buona visione!

Uno sparatutto… profondo

William Blazkovicz è un uomo a pezzi. La prigionia in una fortezza nazista, 14 anni di coma, tutte le vicende di The New Order concluse con una ferita mortale causata da una granata, ma non è finita. Terror Billy si risveglia dopo altri 5 mesi di coma, con il corpo deturpato dalle ferite di mille battaglie, incapace di deambulare. Il problema è che si risveglia proprio nel bel mezzo di un attacco nazista, un attacco che è riuscito a stanare il sottomarino conosciuto come Il Martello di Eva che Blazkovicz e colleghi erano riusciti a rubare nel precedente capitolo. Ma William non è uomo che si lascia fermare da simili inezie: in sella ad una sedia a rotelle, respinge l’attacco nazista facendosi però catturare apposta da quella che oramai è la sua acerrima nemica, Frau Engel.

Recensione Wolfenstein II: The New Colossus – Frau Engel, l’antagonista di questo capitolo, una donna senza alcuna pietà neanche nei confronti della figlia, Sigrun Engel, il personaggio che vedete raffigurato sulla destra.

È difficile a questo punto proseguire con il racconto senza spoilerare alcuni punti chiave della trama. Vi basti sapere che, nonostante si tratti di un videogioco fantastorico che mescola temi ucronici ad altri fantascientifici, lo sviluppo della storia cerca di giustificare quasi ogni minimo dettaglio. Non si limita a raccontarvi la classica storia dell’eroe di turno che, nonostante tutto, continua a uccidere nazisti come nulla fosse. Blazkovicz è davvero un uomo a pezzi, sia fisicamente che emotivamente, e lo sviluppo della trama ci spiega come farà a rimettersi in piedi, come farà a continuare a combattere nonostante tutto mostrandoci anche il punto di vista psicologico della situazione.

È lo stesso Terror Billy tra una sparatoria e l’altra a pensare “ad alta voce“, soffrendo per le sue condizioni con la mente proiettata verso i due gemelli che aspetta da Anya, ripensando agli amici persi in battaglia, alle conseguenze delle sue azioni. Wolfenstein II: The New Colossus è a tutti gli effetti uno sparatutto condito con azione caciarona, sparatorie, esplosioni, robot sputa fuoco e quanto altro di tamarro possa venirvi in mente, ma il tutto è confezionato con stile, con una profondità che difficilmente ci si può aspettare da un titolo del genere. Concludiamo questa introduzione spiegando il The New Colossus, Il Nuovo Colosso, che compare nel titolo: si tratta di un sonetto della fine dell’ottocento scritto dalla poetessa statunitense Emma Lazarus, i cui versi sono incisi in una lapide di bronzo posta sul piedistallo della Statua della Libertà. È lo stesso Blazkovicz a recitarli al termine del precedente capitolo della saga.

Un nazista buono è un nazista morto

Wolfenstein II è un FPS che, così come DOOM e come il suo predecessore, offre una velocità di azione davvero incredibile. Nelle prime fasi di gioco, in cui Blazkovicz indossa una sorta di armatura potenziata (non vi diremo il perché), sentirlo correre per i corridoi che compongono le basi naziste fa quasi impressione. La velocità permette al giocatore di sfruttare i livelli nella loro interezza, correndo dietro coperture, sfruttando scale, dislivelli e anche di affrontare le sparatorie in corsa massacrando i nemici cogliendoli magari di sorpresa. In questo Wolfenstein II deve molto alla recente incarnazione di DOOM (e tra l’altro vale anche la stessa equazione movimento = vita), ma c’è anche tanta farina del sacco di MachineGames, la software house che si è occupata dello sviluppo del gioco.

Recensione Wolfenstein II: The New Colossus – Un mitragliatore non basta? Si può sempre utilizzarne due!

Per cominciare viene offerta la possibilità di utilizzare due armi, per la gioia di chi ama gettarsi a capofitto nei combattimenti senza stare troppo a ragionare di tattiche o approcci stealth. Una feature già presente nel precedente capitolo, implementata comunque con cognizione di causa: su console per fare fuoco si utilizzeranno alternativamente o contemporaneamente entrambi i pulsanti dorsali inferiori. La prima volta vi troverete probabilmente a sorridere come il DOOM guy quando raccoglieva la motosega, sparando all’impazzata con un mitragliatore in una mano e con un fucile a pompa a ripetizione nell’altra. C’è comunque una certa dose di tattica anche nell’uso di due armi: potrete decidere di fare fuoco solo con una, ad esempio con il fucile a pompa su bersagli più pesantemente corazzati, tenendo nell’altra il Laserkraftwerk per disintegrare la fanteria semplice con un solo colpo. Dovete però tenere conto del rinculo di entrambe le armi, la lentezza nel ricaricarle entrambe, la velocità con cui vanno giù i proiettili e l’ovvia impossibilità di mirare con più precisione. Non girerete quindi costantemente con due armi in mano, anzi. I livelli sono strutturati in modo da permettervi effettivamente diverse tipologie di approccio, e c’è anche un altro fattore che vi fa preferire una alternanza tra armi e tipologie di uccisione.

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Blazkovicz può contare su una sorta di ramo talenti, che potenzierà alcuni tratti fisici come la rigenerazione della salute e la velocità di movimento da abbassati, o permetterà ad esempio di portarsi in giro più munizioni. Sbloccare i talenti richiederà un approccio non convenzionale, ovvero portare a termine serie di uccisioni in circostanze particolari. Ad esempio realizzare molte uccisioni stealth permetterà di velocizzare i movimenti da abbassato, collezionare codici enigma dai cadaveri dei comandanti nazisti permetterà di ritardare il propagarsi dell’allarme e così via. In giro per i livelli poi Terror Billy scoverà anche dei kit di potenziamento delle armi. Anche in questo caso tutto dipende dal giocatore: potenziare del tutto le vostre armi preferite, o potenziare in misura minore tutte quelle a disposizione in modo da alternarle? A un certo punto della storia saremo poi chiamati a scegliere dei potenziamenti particolari da applicare al corpo che permetteranno a Blazkovicz di prendere a spallate i muri, di spiccare enormi balzi o persino di ridurre le dimensioni del proprio corpo per scivolare attraverso condotti. Insomma, a livello gameplay avrete il vostro bel da fare.

Level design d’eccezione

I primi minuti di gioco sulla sedie a rotelle sono a dir poco geniali. Non è banale riuscire a trasmettere la sensazione di impotenza che l’utilizzo di un simile strumento può provocare in certe ambienti, figuriamoci in un sottomarino nucleare. Affrontare il primo livello così vi permette di capire la reale condizione del protagonista, e anche di affrontare scontri a fuoco a dir poco originali. Il level design rimane comunque piuttosto brillante in tutto l’evolversi del gioco. Ci troveremo a saltare tra i grattacieli distrutti da un’esplosione nucleare di Manhattan, nelle paludi con coccodrilli e rottami di New Orleans, su treni in corsa in tunnel sotterranei sotto Roswell, in basi segrete dislocate su più piani. Tutte le ambientazioni sono ricche di particolari, di nascondigli utili, di strade alternative pronte ad offrirci più di una modalità di approccio.

Recensione Wolfenstein II: The New Colossus – BOOOOOM!

Un level design del genere richiede un comparto tecnico all’altezza, e infatti i ragazzi di MachineGames sono riusciti a offrire anche su console un frame rate che difficilmente cala sotto i 52 frame per secondo. Non si raggiungono quindi i 60 praticamente costante di DOOM, ma difficilmente ve ne renderete conto nel bel mezzo dei combattimenti. Non mancano ovviamente ombre e luci dinamiche, riflessi di vario genere e le texture sono praticamente in quasi ogni caso in alta definizione. Il motore grafico è l’id Tech 6, lo stesso di DOOM.

A sorprendere anche il cast che compone la storia, la qualità della recitazione e il doppiaggio. Il team di sviluppo ha utilizzato più di 100 attori per dare vita ai loro personaggi, le cui oltre 40 ore di performance sono state registrate usando tecnologia di motion capture. Il doppiaggio originale di ottima qualità è stato fortunatamente rispettato anche nella lingua italiana: i doppiatori scelti per il Bel Paese sono tutti noti, voci già ascoltate anche in altre produzioni firmate Bethesda. E indovinate chi è il compositore delle musiche? Mick Gordon, lo stesso di DOOM, una vera e propria garanzia!

9.0

Giudizio Finale

Recensione Wolfenstein II: The New Colossus – Giudizio Finale – MachineGames e Bethesda hanno confezionato un titolo davvero encomiabile. Assistere nel corso della storia allo sviluppo psicologico di un personaggio quasi stereotipato come quello di Blazkovicz era davvero inaspettato. Wolfenstein II è un gioco davvero maturo, che alterna scene di azione a dir poco frenetiche a cutscene recitate impeccabilmente, con un doppiaggio, una colonna sonora e un comparto tecnico che confermano nuovamente l’alta qualità delle ultime produzioni Bethesda.

Recensione Wolfenstein II: The New Colossus – Un cast d’eccezione, con volti noti e personaggi inediti.

La longevità si attesta sulle 13/15 ore, ma dovete considerare che all’inizio vi sarà richiesto di fare una scelta che influenzerà parte della trama, dei dialoghi e persino di una delle armi utilizzate. Come se non bastasse ci sono diversi collezionabili e ben 7 livelli di difficoltà (uno bloccato inizialmente). A dirla tutta poi Wolfenstein II non è un titolo facile: per quanto veloce e letale sia Terror Billy, i nazisti non saranno gentili nei vostri confronti e almeno inizialmente potreste trovarvi a morire più del dovuto. È difficile non consigliarne l’acquisto, anche se, come già accennato, il fatto che sia una produzione matura lo rende a tutti gli effetti un gioco per utenti maturi, che non hanno problemi ad approcciarsi con la violenza e con scene anche piuttosto forti.

PRO CONTRO
  • Frenetico e brutale al punto giusto
  • Level design e sviluppo della trama
  • Comparto tecnico
  • Rigiocabilità
  • Sistema di tracking degli obiettivi
  • Non si mantiene stabile sui 60 fps
  • Non adatto ai casual gamer

Recensione Wolfenstein II: The New Colossus – Screenshot

Recensione Wolfenstein II: The New Colossus – Trailer